Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella sezione note legali.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie.

Esperienze di ufficio per il processo: uno staff per il magistrato, uno strumento di efficienza per il sistema giustizia - Modello 24 (sintesi)




Per fare fronte alle problematiche della giustizia, alcuni uffici giudiziari concentrano attenzione e creatività sulla figura del giudice, e costituiscono uno staff che lo assiste. Si riorganizzano, quindi, per dare impulso ed efficienza alla attività giurisdizionale.






Se la giustizia indugia

La scarsità di risorse nel settore giustizia è cosa nota e, con essa, i tempi di durata dei processi. A questa cronica carenza si aggiunge un’organizzazione frammentata degli uffici che decentrano, e in qualche modo replicano, funzioni e servizi, spesso con dispendio di energie e risorse. Accade, allora, che gli uffici cerchino forme di affiancamento e assistenza al magistrato e si riorganizzino in modo più razionale per dare risposte di giustizia più rapide e incisive. Passano, così, da un modello organizzativo in cui il magistrato svolge da solo diverse incombenze (anche non strettamente legate alla funzione giurisdizionale) a un modello di lavoro in staff.



Creatività organizzativa e prassi virtuose

L’attenzione e la creatività degli uffici si concentra sulla figura del giudice: per dare nuovo impulso all’attività giudiziaria, alcuni costituiscono uno staff che lo assiste (il cosiddetto ufficio per il processo), razionalizzano le modalità di lavoro del magistrato e delle cancellerie, spostano dalla cancelleria alla stanza del giudice la gestione dei fascicoli direttamente collegati all’udienza, saldano l’attività esecutiva con quella di collaborazione alle funzioni giurisdizionali in senso stretto. Da queste prassi virtuose emergono significative riduzioni della durata dei processi.



Il valore della partecipazione

Figure diverse partecipano al lavoro in staff e svolgono attività a supporto del giudice professionale: redigono schede dei fascicoli, sintetizzano le posizioni delle parti, annotano gli eventi dei processi, eseguono ricerche di dottrina e giurisprudenza, predispongono bozze dei provvedimenti e preparano i verbali.

Nel settore penale, verificano la regolarità delle notifiche, la correttezza delle indicazioni su difensori e domicilio, la predisposizione di ordini di traduzione o di autorizzazioni per detenuti o sottoposti a misure cautelari, schedano le informazioni relative al singolo caso, con particolare attenzione ai termini di scadenza delle eventuali misure cautelari, alla procedibilità e alla prescrizione.

Tutto ciò consente al magistrato togato di concentrarsi sullo studio delle cause più complesse e di elaborare gli atti più impegnativi. Tale modello di collaborazione si traduce in un significativo incremento della produttività e in una cospicua riduzione dell’arretrato. Con ricadute positive sulla durata dei processi, sul numero delle decisioni, sull’arretrato infratriennale e sulla qualità di tutto il lavoro svolto. 



Figure e risorse in gioco

Per attivare un ufficio per il processo sono necessarie sia risorse umane sia risorse materiali.

Come risorse materiali:

  • un numero adeguato di pc, spazi attrezzati con scrivanie, collegamenti elettrici e internet. Tutto ciò per ospitare gli assistenti e consentire il lavoro sia individuale sia collettivo in affiancamento al giudice
  • accesso per gli assistenti del giudice a Consolle in modalità assistente
  • disponibilità di un pc in udienza, collegato a SICID e a Consolle.

Come risorse umane:

  • magistrati  onorari, tirocinanti laureati, persone che hanno completato lo stage previsto all’articolo 37, comma 11, del decreto legge 98 del 2011, magistrati ausiliari per le corti di appello
  • personale amministrativo
  • rete di magistrati coordinatori nell’ufficio o sezione.
L’ufficio per il processo consente, quindi, ai giovani di formarsi sul campo e sviluppare concretezza operativa, organizzativa e tecnologica. A tutto vantaggio dei futuri magistrati, avvocati e operatori del diritto.



Tra prassi positive e previsioni normative

L’Ufficio per il processo prende il via dagli stessi uffici impegnati a rivedere i propri moduli organizzativi, ma vede anche all’opera il Ministero con un programma di interventi per fornire a tribunali e corti di appello, entro la cornice legislativa di riferimento, le prime risorse finanziarie e le tecnologie con cui avviare l’organizzazione di strutture di staff in grado di affiancare il giudice nelle attività d’ufficio. I singoli uffici giudiziari, nell’ambito della loro autonomia, possono dare attuazione ai team di supporto e assistenza all’attività giurisdizionale dei magistrati. 



L’esperienza insegna

L’esperienza degli uffici che hanno già attivato un ufficio per il processo indica un set di attività essenziali:

  • selezionare il personale da destinare alle funzioni di supporto al giudice.  Qui sono chiamati in causa il presidente della sezione o il presidente dell’ufficio, d’intesa con la dirigenza amministrativa;
  • concertare come organizzare l’attività formativa con la struttura che coordina i tirocini formativi. Si tratta di un’attività che vede all’opera il coordinatore dell’Ufficio per il processo e i responsabili della formazione decentrata;
  • configurare le postazioni informatiche. È un’intervento curato dal cooordinatore e dall’assistenza sistemistica;
  • definire le mansioni da assegnare all’assistente di udienza e all’assistente di studio. Si tratta di un’attività svolta dal coordinatore di concerto con il presidente.   



Uffici coinvolti

Tribunale di Reggio Calabria

Tribunale di Pistoia

Tribunale di Isernia

Tribunale di Milano

Tribunale di Sulmona

Corte di Appello di Milano

Corte di Appello di Ancona

Corte di Appello di Bologna

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trento

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli

Tribunale per i Minorenni di Palermo



Riferimenti normativi

Articolo 37 comma 11 del decreto legge 98 del 2011, convertito in legge 111 del 2011

Articolo 73 decreto legge 69 del 21 giugno 2013, convertito con modificazioni dalla legge  98 del 9 agosto 2013

Articolo 50 del decreto legislativo 90 del 2014: (possibilità per Tribunali e Corti di Appello di costituire l’ufficio per il processo con varie categorie di soggetti: personale di cancelleria e  coloro che svolgono, presso i predetti uffici, il tirocinio formativo a norma dell'articolo 73 del decreto-legge 69 del 21 giugno 2013, o la formazione professionale dei laureati a norma dell'articolo 37, comma 5, del decreto-legge 98 del 6 luglio 2011;  giudici ausiliari di cui agli articoli 62 e seguenti del decreto-legge 69 del  21 giugno 2013;   giudici onorari di tribunale di cui agli articoli 42 ter e seguenti del regio decreto 12 del 30 gennaio 1941; soggetti che hanno svolto il periodo di perfezionamento di cui all' articolo 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, per svolgere un ulteriore periodo di perfezionamento per una durata non superiore a dodici mesi

Articolo 50 bis decreto 90 del 2014: previsione di una borsa di studio, nei limiti delle risorse disponibili, per i giovani laureati che svolgono tirocinio presso il magistrato

Articolo 21 ter del decreto legislativo 83 del 2015: inserimento presso l’ufficio per il processo di coloro che hanno svolto un percorso formativo in cancelleria con borsa di studio sino a 400 euro

Decreto ministeriale 1° ottobre 2015 (Misure organizzative necessarie per il funzionamento dell'ufficio per il processo, di attuazione dell'articolo 50 del decreto legislativo 90 del 2014)