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Procedure fallimentari: la tecnologia mette in connessione tribunale e procura - Modello 10 (sintesi)



Se le indagini sulle bancarotte vanno a rilento


Tra tribunale fallimentare e procura della Repubblica le comunicazioni non corrono veloci. Nelle procedure fallimentari, infatti, il Processo civile telematico soffre la mancanza di flussi informativi con la Procura. Ciò ha ricadute dirette sull’azione investigativa penale perchè le notizie di reato vengono iscritte con ritardo. E l’applicazione di vincoli sui beni di chi è dichiarato fallito non arriva nei tempi attesi. Alcuni uffici giudiziari, allora, decidono di sfruttare in modo innovativo la tecnologia per trasmettere e condividere comunicazioni e atti, a tutto vantaggio dei tempi e dell’efficacia dell'azione penale.






La soluzione viene dall’informatica

Per operare con tempestività ed evitare la stampa della documentazione, i pubblici ministeri, grazie al programma Consolle, accedono agli  atti digitali contenuti nei fascicoli informatici del tribunale fallimentare. Non è tutto: l’ufficio giudicante e quello requirente concordano la reciproca trasmissione via e-mail di comunicazioni e atti che riguardano le procedure concorsuali. 



A ogni fase una soluzione

Alcuni uffici studiano soluzioni telematiche per rendere tempestivo lo scambio di informazioni tra tribunale fallimentare e procura della Repubblica nei diversi momenti della procedura di fallimento:

  • nelle procedure pre-fallimento, il tribunale comunica al pubblico ministero ogni notizia di procedure da cui emergano i presupposti per avviare l’indagine prima della sentenza dichiarativa di fallimento
  • in quelle fallimentari, il tribunale comunica per via telematica alla procura le sentenze dichiarative di fallimento, il pubblico ministero – dopo la registrazione dell’estratto della sentenza dichiarativa di fallimento - richiede via posta elettronica al giudice delegato l’accesso agli atti digitali della procedura in questione, il giudice delegato abilita sulla propria consolle il pubblico ministero a consultarli, il pubblico ministero inoltra al giudice delegato via posta elettronica dedicata le misure cautelari personali o reali eseguite, e ogni altro atto di indagine ostensibile
  • negli accordi di ristrutturazione dei debiti o nei concordati preventivi, il tribunale fallimentare invia comunicazioni e copie di tutti i provvedimenti di rigetto e revoca delle proposte di concordato preventivo, delle relazioni dei commissari giudiziali, sempre via posta elettronica, per le procedure che potrebbero presentare profili di interesse per la procura.



Risorse e condizioni necessarie

Non sono necessarie risorse umane aggiuntive per adottare questa prassi.

È invece indispensabile che il pubblico ministero acceda a Consolle. Ciò presuppone che il personale di assistenza installi, sulle postazioni di tutti i pubblici ministeri coinvolti, il programma informatico Consolle del magistrato in modalità Assistente.

Da un punto di vista informatico, ciò configura i pubblici ministeri come Assistenti dei giudici della Sezione fallimentare. È un “trucco”che consente l’immediata trasmissione elettronica dei documenti via Consolle tra l’ufficio del giudice delegato e quello del pubblico ministero. Ed è anche un modo per evitare la stampa degli atti per la trasmissione alla procura.

È necessario, inoltre, formare il pubblico ministero, la segreteria, il giudice delegato e la cancelleria.

Verifiche periodiche, con incontri tra i responsabili degli uffici, e controlli sulla reportistica consentono di accertare se la Buona prassi contribuisce:

  • a diminuire i tempi fra la sentenza dichiarativa di fallimento e la iscrizione, da parte della Procura, della notizia a  Modello 45 o a  Modello 21;
  • ad aumentare il numero dei sequestri nelle procedure penali per bancarotta o per reati in materia tributaria ascrivibili a imprese che hanno proposto o sono state ammesse a concordato preventivo.



Uffici coinvolti

Procura della Repubblica di Napoli

Procura della Repubblica di Reggio Calabria



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