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Programmare il processo: giustizia più snella se il giudice lavora secondo priorità e in sequenza - Modello 5 (sintesi)



Una questione di metodo


Le attese di giustizia dei cittadini spesso si scontrano con i tempi lunghi dei processi. Sotto accusa, tra le tante cose, c’è il metodo di lavoro: quello tradizionale, nel quale il giudice fissa i procedimenti secondo l’ordine di arrivo e li tratta in parallelo, vede aumentare sia le lungaggini processuali sia il numero delle prescrizioni.

Diversi uffici, allora,sperimentano metodi di lavoro innovativi (anche secondo l’articolo 132-bis delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, decreto legislativo 271 del 28 luglio 1989). Due sono le leve di cambiamento: una programmazione ragionata dei pocedimenti e una trattazione secondo un metodo “in sequenza”.






Gli effetti di una selezione ragionata

Gli uffici adottano una pianificazione per obiettivi e introducono quindi, sin dal

momento in cui pianificano le prime udienze, criteri di priorità per fissare e

trattare i procedimenti penali.Nel giudizio di primo grado tale tecnica (per altro

disciplinata in alcune circolari del Csm), ancora infase sperimentale, punta

  • ad abbattere in modo significativo i tempi medi di definizione dei procedimenti;
  • a evitare al giudice e alle parti di tornare sulla medesima questione troppe volte a distanza di tempo;
  • a ridurre il numero di processi a rischio prescrizione;
  • a limitare l’impatto negativo se, in corso di causa, cambia il giudice penale.

Nel giudizio di Appello, la selezione ragionata degli affari ha già dato risultati

Significativi sia nella durata dei processi sia nelle dichiarazioni di prescrizione.



Il nuovo metodo punto per punto

L’approccio (per altro disciplinato in alcune circolari del Csm) prevede più fasi. Il primo step consiste nel profilare e catalogare i fascicoli da trattare. Qui fanno da guida i criteri fissati dal legislatore (articolo 132-bis disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, decreto legislativo 271 del1989). In seconda battuta,vanno individuati i processi da trattare in via prioritaria e per i quali, dunque, avviare l’istruttoria.A questo punto, prende il via la trattazione di tali processi  sino alla loro definizione. Solo al momento in cui il primo gruppo è pressoché interamente completato, il giudice affronta la trattazione degli altri gruppi di processi, e così di seguito.



Una soluzione buona per tutti

Le tecniche di selezione secondo criteri di prioritàe di trattazione in sequenza sono applicabili in qualsiasi ufficio giudiziario, a prescindere dalle dimensioni.Non sono richieste risorse umane o materiali aggiuntive.



Uffici coinvolti

Corte di Appello di Trento

Tribunale di Torino

Tribunale di Nuoro

Tribunale di Teramo

Tribunale di Campobasso

Corte di Appello di L’Aquila

Tribunale di Imperia

Tribunale di Isernia



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