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Parere sullo schema di decreto ministeriale di determinazione delle piante organiche della magistratura onoraria

circolari e risoluzioni - VIII commissione


17 luglio 2019
Parere sullo schema di decreto ministeriale di determinazione delle piante organiche della magistratura onoraria

Con delibera del 17 luglio 2019 è stato approvato il parere sulla proposta ministeriale di determinazione delle piante organiche della magistratura onoraria, la cui dotazione organica è fissata in 6000 giudici onorari di pace e 2000 vice procuratori onorari. Le valutazioni contenute nel parere sono il risultato di una approfondita attività istruttoria, in cui determinante è stato il contributo delle Sezioni autonome dei Consigli giudiziariin termini di apporto conoscitivo inerente i flussi e le pendenze.

Il coinvolgimento degli organi decentrati del governo autonomo della magistratura assume rilievo anche in considerazione del fatto che la proposta ministeriale si fonda sui seguenti criteri di valutazione: sviluppo progressivo delle piante organiche nel tempo; attuali presenze negli uffici; necessità di assicurare il servizio giustizia anche negli uffici di dimensioni più ridotte; modalità di lavoro dei magistrati onorari; mutate competenze della magistratura onoraria; soppressione e ricostituzione di vari uffici del giudice di pace con costi a carico degli enti locali; temporaneità delle nuove piante organiche; proporzione tra magistrati onorari e togati; simmetria fra il contingente dei GOP e dei VPO calcolata a livello nazionale e non rispetto al singolo ufficio giudiziario.

Sulla base di tali linee direttrivi, i fabbisogni complessivi dei singoli uffici sono stati esaminati considerando inoltre i carichi di lavoro complessivi e il numero medio di procedimenti gestibili dal singolo magistrato onorario (salvo motivate eccezioni per specifiche tipologie di ufficio).

Sulla ripartizione degli organici così definita il parere consiliare esprime un giudizio favorevole, salutando con favore la possibilità di rivedere le piante organiche dopo un quadriennio e la scelta di vincolare la proporzione togati/onorari all’intero territorio nazionale e non al singolo ufficio, così aumentando la flessibilità complessiva dell’assetto dei magistrati onorari.

Viene poi manifestato apprezzamento per la scelta di ridurre il numero di processi gestibili dai singoli magistrati onorari e di rimodulare gli organici in relazione agli effettivi fabbisogni, evidenziando però la necessità di apportare correttivi in relazione agli uffici soppressi e poi ripristinati e a situazioni specifiche, in cui l’applicazione del criterio delle sopravvenienze ha determinato una riduzione dell’organico non collimante con le effettive dinamiche dell’ufficio stesso.

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