Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella sezione note legali.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie.

indietro

Parere sul disegno di legge n. 1507/C in materia di -Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia e Svizzera, che completa la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e ne agevola l’applicazione, fatto a Roma il 10 settembre 1998, nonché conseguenti modifiche del codice penale e al codice di procedura penale.

pareri e proposte


27 settembre 2001
Parere sul disegno di legge n. 1507/C in materia di -Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra Italia e Svizzera, che completa la Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del 20 aprile 1959 e ne agevola l’applicazione, fatto a Roma il 10 settembre 1998, nonché conseguenti modifiche del codice penale e al codice di procedura penale.

Il parere in questione afferisce al d.d.l. introduttivo di norme destinate a regolamentare in modo più articolato le modalità di collaborazione giudiziaria tra Italia e Svizzera e a fissare regole ulteriori per l’utilizzo nel processo che si celebra nel nostro stato degli atti acquisiti a seguito di rogatorie all’estero.Nell’atto consultivo si sollevano non poche perplessità in ordine al delineato regime delle inutilizzabilità.In particolare, si muovono rilievi critici al disposto dell’art. 12 del d.d.l. nella parte in cui, sostituendo l’art. 729, 1° comma, c.p.p., prevede che “… la violazione delle norme di cui all’art. 696, comma 1, riguardanti l’acquisizione o la trasmissione di documenti o di altri mezzi di prova a seguito di rogatoria all’estero comporta l’inutilizzabilità dei documenti o dei mezzi di prova acquisiti o trasmessi”.Le perplessità palesate fondano, in primis, sul contrasto della norma con il principio di diritto internazionale generale, secondo cui gli atti compiuti all’estero dall’Autorità giudiziaria straniera in accoglimento di una domanda di assistenza giudiziaria formulata da un altro paese devono essere assunti secondo la lex loci.Si evidenzia altresì che la disposizione deroga al principio di tassatività delle nullità processuali e rischia di vanificare la finalità perseguita dallo Stato in presenza di atti affetti da mere nullità formali.Nel parere de quo si manifestano perplessità anche in ordine alla disposizione transitoria di cui all’art. 17 del d.d.l., il cui 2° comma consentirebbe una non condivisibile applicazione retroattiva della normativa.

  • Email

immagine organizzazione innovazione e statistiche organizzazione innovazione
e statistiche
immagine international corner area internazionale international corner
area internazionale