Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella sezione note legali.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, si acconsente all’uso dei cookie.

indietro

Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sullo schema di decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 settembre 2002, recante “Misure urgenti in materia di amministrazione della giustizia a servizi di sicurezza e ordine pubblico”, limitatamente ai capi I, II e IV.

pareri e proposte


10 ottobre 2002
Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sullo schema di decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 6 settembre 2002, recante “Misure urgenti in materia di amministrazione della giustizia a servizi di sicurezza e ordine pubblico”, limitatamente ai capi I, II e IV.

Il parere in questione attiene al D.L. 201/2002, emanato dal Governo per garantire la funzionalità e l’efficienza dell’amministrazione della giustizia e impedire, nel contempo, che, per effetto della vigenza della L. 89/2001, si creino situazioni di aggravio dell’attuale stato della giurisdizione. Con specifico riferimento alle modifiche apportate alla L. 89/2001 (cd. Legge Pinto), si evidenzia nel parere che, in maniera del tutto condivisibile, il testo normativo persegue l’obiettivo di ridurre le sopravvenienze e le pendenze dei ricorsi per equo indennizzo attraverso l’introduzione di un filtro precontenzioso e, limitatamente alle cause pendenti, mediante la formulazione di proposte transattive. Si segnala, tuttavia, che il solo “filtro conciliativo”, ancorchè opportuno, potrebbe rivelarsi rimedio insufficiente a risolvere tutti i problemi posti dalla menzionata Legge Pinto, soprattutto in quelle sedi giudiziarie (le Corti d’Appello competenti a giudicare dei processi svoltisi nei distretti di più grandi dimensioni) dotate di organici ridotti.Con riguardo poi alle modifiche apportate alla L. 374/91 (Istituzione del Giudice di Pace), l’atto consultivo pone in rilievo che, condivisibilmente, si è modificato il previgente art. 4 (disciplinante la nomina nell’ufficio), prevedendosi bandi di concorso autonomi per ciascuna Corte d’Appello e la limitazione delle domande che ciascun aspirante può presentare. Relativamente alle modifiche apportate al D.L.vo 37/2000, si evidenzia nel parere che, pur essendo condivisibile la decisione di aumentare l’organico del personale amministrativo del C.S.M., sarebbe stato preferibile conservare in capo a detto Organo la competenza a stipulare i relativi contratti di collaborazione continuativa.Infine, con riguardo alla modifica apportata al R.D. 12/41 (disciplinante l’Ordinamento Giudiziario), si rileva nel parere che l’espressa previsione che la presidenza dei collegi delle sezioni semplici sia assunta da un presidente della sezione o, in sua assenza, dal magistrato della stessa sezione con maggiore anzianità nell’esercizio delle funzioni di legittimità, ancorchè ricognitiva di un dato normativo preesistente, desta non poche perplessità, atteso che finisce col sostituire al rigido criterio dell’anzianità nel ruolo un criterio altrettanto rigido.

 

  • Email

immagine organizzazione innovazione e statistiche organizzazione innovazione
e statistiche
immagine international corner area internazionale international corner
area internazionale