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Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sul decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 7 aprile 2000, recante: “Disposizioni urgenti di modifica della disciplina dei termini di custodia cautelare nella fase del giudizio abbreviato. Modifica dell’art. 13 della legge 16 dicembre 1999, n. 479”. Nota in data 11 aprile 2000 n. 842/U – 96C.M. – 13/33-14.

pareri e proposte


17 maggio 2000
Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sul decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 7 aprile 2000, recante: “Disposizioni urgenti di modifica della disciplina dei termini di custodia cautelare nella fase del giudizio abbreviato. Modifica dell’art. 13 della legge 16 dicembre 1999, n. 479”. Nota in data 11 aprile 2000 n. 842/U – 96C.M. – 13/33-14.

Il parere in questione afferisce al D.L. 82/2000, emanato dal Governo in ragione della necessità di prevenire inopinate scarcerazioni di imputati di delitti talvolta gravi, destinate a verificarsi, con elevata probabilità, in conseguenza della nuova disciplina del giudizio abbreviato varata con L. 479/99 (eliminazione sia del consenso del P.M. sulla richiesta definitoria che del vaglio di decidibilità allo stato degli atti da parte del Giudice) e dell’inevitabile allungamento dei tempi di celebrazione del processo con tale rito alternativo.Nell’atto consultivo di cui trattasi si evidenzia l’assoluta opportunità di una normativa – qual è quella introdotta con il menzionato D.L. – che ponga rimedio all’inadeguatezza dei preesistenti termini di durata delle misure cautelari previsti dall’art. 303, 1° comma, lett. a), c.p.p., nell’ipotesi in cui sia formulata dalla parte privata richiesta di definizione col rito abbreviato, prevedendo un autonomo termine di fase, decorrente, in specie, dalla data di emissione dell’ordinanza con cui il Giudice, investito dell’istanza, dispone la prosecuzione del processo nelle forme prescelte.Si pone in rilievo, nel contempo, che la scelta effettuata dal Legislatore è stata quella di riservare, in maniera opportuna, al giudizio abbreviato uno specifico termine di fase analogamente a quanto già previsto nel caso di giudizio ordinario.    Da ultimo, si segnala l’opportunità di prevedere normativamente un ulteriore specifico termine di fase da agganciare al momento dell’udienza preliminare, nell’ipotesi in cui la stessa abbia in concreto uno svolgimento prolungato in ragione dell’espletamento di attività istruttoria a norma degli artt. 421 bis e 422 c.p.p. o dello svolgimento di incidente probatorio (reso ammissibile in tale fase giusta sentenza della Corte Costituzionale n. 77/94).

allegati

file (Delibera del 17 maggio 2000 (Delibera del 17 maggio 2000 (23,7 kB)

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