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Parere richiesto dal Ministro della giustizia sul D.L. n. 251/2002, concernente: “Misure urgenti in materia di amministrazione della giustizia”.

pareri e proposte


11 dicembre 2002
Parere richiesto dal Ministro della giustizia sul D.L. n. 251/2002, concernente: “Misure urgenti in materia di amministrazione della giustizia”.

Con deliberazione dell’11 dicembre 2002 il C.S.M., premesso che l’art. 19 D. Lgs. 30 luglio 1999 n. 300 (Riforma dell’organizzazione del Governo, a norma dell’art. 11 della L. 15 marzo 1997, n. 59) ha fissato in 50 unità il numero massimo dei magistrati collocati fuori dal ruolo organico della magistratura e destinati al Ministero della Giustizia, prende atto che il D.L. 11 novembre 2002, n. 251, prevede la temporanea elevazione del suindicato numero massimo a 62 unità, al fine di assicurare il necessario supporto tecnico all’attività del Governo in occasione del semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea e che i posti rimasti scoperti per effetto del collocamento fuori ruolo dei magistrati possano essere coperti senza intervenire sull’attuale organico della magistratura.

Rileva, al riguardo, il C.S.M. che la scelta operata con la norma oggetto di esame appare, per altro verso, appropriata ed opportuna, atteso:

  • che l’avvenuta riduzione del numero dei magistrati ordinari collocati fuori ruolo per svolgere funzioni all’interno del Ministero della giustizia ha indubbiamente comportato un notevole incremento del carico di lavoro gravante sui magistrati stessi; ciò è stato particolarmente rilevante nei settori che si occupano degli affari e delle relazioni internazionali;
  • che, d’altra parte, l’esigenza di assicurare uniformità di attività e di indirizzo alla rappresentanza italiana non sempre consente di ricorrere alla designazione temporanea e “settoriale” di magistrati che debbano continuare a svolgere funzioni giudiziarie in Italia;
  • che, in tale ottica, prevedere che altri dodici magistrati possano concorrere all’assolvimento degli impegni internazionali nell’ambito dell’Unione Europea appare coerente con le superiori esigenze, senza del resto arrecare un concreto vulnus al principio sotteso alla riduzione del numero dei magistrati fuori ruolo.
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