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Parere in materia di piante organiche flessibili

pareri e proposte


12 dicembre 2019
Parere in materia di piante organiche flessibili

Il parere del 12 dicembre 2019 esamina il Disegno di legge di Stabilità (Atto Senato DDL S. 1586 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2020 e bilancio pluriennale per il triennio 2020 - 2022) relativamente alle disposizioni in materia di giustizia e, più specificamente, di c.d. piante organiche flessibili e FUG.

La delibera esamina le nuove previsioni, in forza della quale le piante organiche dei singoli distretti vengono aumentate di un numero flessibile di unità. L’esigenza sottesa alla novella è quella di superare l’istituto del magistrato distrettuale, che non ha reso i risultati sperati, introducendo uno strumento funzionale all’obiettivo di offrire agli uffici giudiziari un numero di magistrati da destinare alla sostituzione dei magistrati assenti o a fronteggiare specifiche criticità nei singoli uffici. Per garantire il raggiungimento di tali obiettivi, il legislatore prevede incentivi ai magistrati che andranno a ricoprire tali incarichi, in termini di aumento dell’anzianità di servizio nei successivi trasferimenti ordinari (ad esclusione, quindi, degli incarichi direttivi e semidirettivi e dei trasferimenti presso la DNAA o a funzioni di legittimità); ove la permanenza si protragga per più di sei anni, il beneficio si sostanzia nella preferenza assoluta rispetto agli altri aspiranti. La flessibilità, a sua volta, è tale per cui il contingente flessibile è sottoposto a revisione periodica, in relazione alle esigenze specifiche che possono manifestarsi.

Rispetto a tale assetto normativo, il Consiglio rileva che la norma non indica i criteri di individuazione né del numero complessivo dei posti destinati alla pianta flessibile né del numero di posti destinati ai singoli distretti.

Inoltre, viene posto in rilievo il fatto che la previsione in forza della quale il Ministro (sentito il CSM) determina le condizioni critiche di rendimento degli uffici per l’individuazione delle piante flessibili si pone in delicato equilibrio fra le prerogative del Ministro stesso di determinare le piante organiche e quelle del CSM di destinare i magistrati ai singoli uffici per fronteggiarne le difficoltà organizzative. Pertanto, da un lato il parere auspica che non venga adottata una tipizzazione rigida delle ipotesi di criticità, al fine di mantenere la giusta elasticità ed adattabilità alle esigenze degli uffici, e dall’altro che tali criteri vengano adottati d’intesa con il CSM.

Quanto alle procedure di destinazione dei magistrati ai singoli uffici, le norme introducono un nuovo sistema nel quale la sostituzione viene ora decisa da CSM, su proposta del Presidente della Corte di Appello o del Procuratore generale, prima invece titolari del potere di disporre la sostituzione. In tal modo, si mira a garantire omogeneità di indirizzi sul territorio nazionale.

A sua volta, l’utilizzo per risolvere le criticità di rendimento prevede un parere favorevole del Ministro. Sul punto il parere rileva la necessità che tale intervento, pur necessario nell’ottica delle prerogative di tale organo in materia di organizzazione, sia costruito in maniera tale da porsi in equilibrio con le prerogative del CSM in materia di mobilità e trasferimenti dei magistrati.

Altre questioni si pongono per la sorte dei magistrati, nell’ipotesi in cui la pianta flessibile venga modificata. In particolare, si rileva che non vengono disciplinate le modalità di individuazione degli eventuali magistrati in sovrannumero, l’applicabilità dei benefici e dei termini di legittimazione, le modalità di destinazione ad uno degli uffici del distretto.

Infine, quanto ai benefici, ed in particolare quello della preferenza assoluta nei successivi trasferimenti, il parere auspica un contemperamento (attraverso l’introduzione di quote percentuali come nel previgente regime delle c.d. sedi disagiate) per preservare le aspirazioni alla mobilità degli altri magistrati.


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