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Parere del C.S.M. sul D.L. 18 ottobre 2001, n. 374, recante disposizioni urgenti per contrastare il terrorismo internazionale, nonché sul D.L. 12 ottobre 2001, n. 369, recante misure urgenti per reprimere e contrastare il finanziamento del terrorismo internazionale.

pareri e proposte


21 novembre 2001
Parere del C.S.M. sul D.L. 18 ottobre 2001, n. 374, recante disposizioni urgenti per contrastare il terrorismo internazionale, nonché sul D.L. 12 ottobre 2001, n. 369, recante misure urgenti per reprimere e contrastare il finanziamento del terrorismo internazionale.

Il parere in questione afferisce al D.L. 374/2001, emanato dal Governo al fine precipuo di contrastare il fenomeno del terrorismo internazionale e costituisce espressione della facoltà, riconosciuta all’Organo di autogoverno dall’art. 10, 2° comma, L. 195/58, di formulare proposte e risoluzioni o di esprimere pareri – anche d’iniziativa – al Ministro della Giustizia su tutti i provvedimenti all’esame del Parlamento concernenti l’ordinamento giudiziario o l’amministrazione della giustizia o che, comunque, abbiano ricadute su tali tematiche.Nell’atto consultivo di cui trattasi si evidenzia che la disposizione di cui all’art. 1 del testo in oggetto – teso a colmare un vuoto normativo rilevato anche in alcune pronunzie della Suprema Corte, che hanno escluso la configurabilità della fattispecie associativa di cui all’art. 270 bis c.p. in ipotesi di organizzazioni clandestine operanti all’interno dello Stato, ma dotate di un programma criminoso proiettato verso l’estero – porrà non lievi problemi interpretativi e applicativi, configgendo con il principio di tassatività in ragione della descrizione di talune condotte in termini eccessivamente vaghi.Si segnala altresì il grosso impatto che, sul piano ordinamentale e organizzativo, avrà la disposizione di cui al successivo art. 4, che disciplina le “attività sotto copertura”, regolamentando i compiti e il ruolo in subiecta materia del P.M.Nell’atto di cui trattasi si pone poi in rilievo la notevole rilevanza della disposizione di cui al successivo art. 5, in cui è operata una rivisitazione dell’intera materia delle intercettazioni preventive, mediante l’estensione dell’operatività delle stesse anche ai nuovi delitti introdotti e la contestuale limitazione della relativa durata di svolgimento.Da ultimo, si segnalano i riflessi negativi sull’attività giudiziaria (in special modo sugli Uffici operanti nel settore cautelare) verosimilmente determinati dal disposto dell’art. 9, che – con la sola eccezione dei casi in cui si proceda contro imputati detenuti – priva i giudici della possibilità di ricorrere alla P.G. per l’effettuazione di notifiche urgenti.

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