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Programmi di gestione dei procedimenti civili e penali ex art. 37 D.L. 98/2011

circolari e risoluzioni - VII commissione


16 ottobre 2019
Programmi di gestione dei procedimenti civili e penali ex art. 37 D.L. 98/2011

Il Consiglio, con la delibera del 7 dicembre 2016, alla luce della esperienza ormai pluriennale in materia di redazione dei piani di gestione a seguito dell’entrata in vigore dell’art. 37 del DL 98/2011, ha inteso operare una sintesi ragionata delle proprie risoluzioni in materia, valorizzando gli aspetti procedimentali che, nella concreta prassi applicativa, si sono rivelati positivi ed efficaci e proponendo, nel contempo, nuove soluzioni tese a migliorare la concretezza ed effettività delle programmazioni, nonché a semplificare i relativi adempimenti.

Il programma, previsto dall’art. 37, deve essere, secondo la prospettiva delle risoluzione del 23 settembre 2015, non un adempimento burocratico ma una occasione per formulare una diagnosi ed una prognosi sull’andamento dell’ufficio.

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In data 16 ottobre 2019, è stata approvata la delibera che contiene le indicazioni procedurali per la redazione dei programmi di gestione per il settore civile per l’anno 2020.

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Con delibera del 16 ottobre 2019 è stata approvata la circolare sui programmi di gestione dei procedimenti penali, ex art. 37 d.l. 98 del 2011.

Nello specifico, lo strumento già invalso per i procedimenti civili viene esteso a quelli penali, al fine di dotare gli uffici e gli organi di autogoverno di uno strumento di monitoraggio e contenimento della durata dei procedimenti e dei processi, attraverso l’individuazione – da parte degli uffici – di obiettivi di rendimento e di gestione di pendenze e sopravvenienze.

È stato a tal fine predisposto un format unico per la redazione dei programmi annuali di gestione, che prende in considerazione:

  • censimento delle pendenze
  • individuazione degli obiettivi di definizione dei procedimenti pendenti
  • definizione dei carichi esigibili, attraverso la valutazione del dato globale di produttività nell’arco di quattro anni, per attività omogenee o per sezione, in funzione del numero di magistrati effettivamente presenti; sulla base di tali dati dovrà essere individuato il range di produttività media.
  • indicazione dei criteri di priorità, sulla base delle linee guida consiliari e nel confronto con i corrispondenti uffici requirenti
  • definizione del rendimento complessivo, anche attraverso l’indicazione dell’apporto di GOP e giudici ausiliari.

Vengono poi fornite indicazioni specifiche per gli uffici promiscui o monosezionali.

Infine, viene disciplinato il procedimento per la redazione dei programmi di gestione, con particolare attenzione al confronto con i magistrati dell’ufficio.

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