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Discorso del Vice Presidente Legnini alla Giornata per l'educazione alla legalità, organizzata dal MIUR con CSM, ANM, ANAC e DNA

discorsi e interventi


emanato il 25 novembre 2015
Discorso del Vice Presidente Legnini alla Giornata per l'educazione alla legalità, organizzata dal MIUR con CSM, ANM, ANAC e DNA

Onorevole Ministro,

l’iniziativa di oggi costituisce una importante novità nella pur lunga e ricca storia della collaborazione tra mondo della scuola e magistratura, alimentata negli anni da numerose ed efficaci attività su tutto il territorio nazionale.

Dopo la sottoscrizione delle Carte di Intenti tra il MIUR e l’ANAC, l’ANM e la DNA il 5 febbraio 2015 e tra MIUR e CSM il 23 maggio 2015 - quest’ultima firmata a Palermo alla presenza del Presidente della Repubblica in occasione del XXIII anniversario dell’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino - da oggi prende il via la fase operativa.

Ringrazio innanzitutto il Ministro Stefania Giannini per aver fortemente voluto le intese e per aver promosso, insieme a tutti i sottoscrittori, questa importante giornata in una sede, quella del Consiglio Superiore della Magistratura, che conferisce all’impegno di ciascuno ulteriore solennità e rafforza nel proposito di proseguire il percorso di diffusione della cultura della legalità nelle scuole e tra i giovani italiani.

Ringrazio ciascuno dei rappresentanti dei sottoscrittori, il Presidente Cantone, il Procuratore Nazionale Antimafia Roberti rappresentato dal dottor Antonio Patrono, il Presidente Sabelli rappresentato dal dottor Valerio Savio Vicepresidente dell'Associazione Nazionale Magistrati, e soprattutto i rappresentanti degli studenti e degli insegnanti delle Consulte presso gli Uffici Scolastici Regionali, i Presidenti delle Corti d’Appello e i Procuratori Generali di tutta Italia e i loro delegati, nonché i referenti delle sezioni dell’Associazione Nazionale Magistrati, i delegati delle sezioni della Direzione Nazionale Antimafia, i docenti universitari referenti per l’Autorità Nazionale Anti Corruzione.

Ringrazio anche tutti i media e i giornalisti presenti: è di fondamentale importanza, nella realizzazione dei nostri obiettivi, l’alleanza con i mezzi di informazione di ogni tipo, dai giornali ai più popolari social network che tutti i ragazzi utilizzano.

Rivolgo altresì un ringraziamento alla dott.ssa Giovanna Boda e alle sue collaboratrici e collaboratori per la passione e l’energia profuse nel perseguire tali rilevanti obiettivi.

Una platea così densa di rappresentatività crea le migliori condizioni, questa mattina e poi nella sessione pomeridiana, per definire - anche sulla base delle proposte che arriveranno dai rappresentanti del territorio - le attività volte a realizzare un progetto più ambizioso di diffusione della cultura della legalità nelle scuole e tra i giovani italiani.

Non occorre ricordare a questo qualificato consesso l’alto valore delle iniziative che prendono il via oggi; già i protocolli ne definiscono i contenuti, così come l’articolato documento di indirizzo per lo sviluppo della cultura della legalità e della corresponsabilità che il Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione del MIUR ha inteso mettere a disposizione di noi tutti.

Studi multidisciplinari hanno dimostrato una stretta correlazione tra livello di istruzione e riduzione della propensione alla criminalità: all’incremento degli anni di studio corrisponde la riduzione della tendenza a commettere crimini in età adulta.

Negli individui più istruiti, inoltre, si manifesta una più alta tendenza a cooperare, a nutrire più interesse per il volontariato, per la promozione di forme associative culturali e religiose, per l’impegno civile e politico.

L’accumulazione di capitale sociale che la cultura determina costituisce quindi l’argine più efficace alla diffusione della criminalità.

Dunque, la funzione della scuola nel contrasto di lungo periodo alla criminalità, alla corruzione, al malaffare diffuso, alla violenza terroristica, è non da oggi decisiva.

La novità che intendiamo introdurre con il programma che prende avvio è costituita dalla volontà di rendere più strutturata e continuativa la partecipazione della Magistratura italiana alle attività che il sistema scolastico nazionale intenderà promuovere.

La chiave di volta del progetto - che sarà alimentato proprio da questa inedita e affascinante sinergia tra studenti e magistrati - è la partecipazione diretta e diffusa.

Non si tratta soltanto di rinsaldare la consapevolezza del valore della legalità, ma di definire nuove e concrete iniziative per sviluppare estese forme di partecipazione e rafforzamento della cittadinanza attiva nel contrasto ai fenomeni mafiosi e alle multiformi criminalità in costante evoluzione.

Infatti, alle tradizionali forme di criminalità mafiose e corruttive, purtroppo sempre attuali, si aggiungono nuove sfide poste dal manifestarsi di fenomeni di illegalità non meno insidiosi per le giovani generazioni e per l'intero consesso civile.

Mi riferisco al potenziale criminogeno di illeciti commessi facendo ricorso alla rete, alle violazioni della riservatezza dei minori, al cyber-bullismo, ai traffici indebiti di dati elettronici e agli altri numerosi abusi posti in essere con mezzi telematici.

Si tratta di condotte che si caratterizzano per una particolare capacità diffusiva e imitativa tra le nuove generazioni, come del resto risulta dai dati ricavabili dalle attività investigative della Polizia Postale; comportamenti caratterizzati da disvalore non sempre percepito come tale e che dunque impongono di trovare efficaci metodi di prevenzione e contrasto.

In questi giorni di cordoglio e di allarme, il nostro Paese, al pari degli altri Stati europei, sta dimostrando capacità di reazione contro i fondamentalismi e l'intolleranza che intendono stravolgere con la paura e con la violenza la nostra vita quotidiana. Alla sfida lanciata dal terrorismo non si può che rispondere collettivamente, con il sistema di sicurezza e con la cultura; e il deciso segnale che ieri il Governo ha inteso dare risponde all’esigenza di una pronta e ferma reazione.

Come ha ricordato il Presidente Mattarella: "Quella contro il terrorismo fondamentalista - che rappresenta oggi e probabilmente negli anni a venire la più grave minaccia alla pace del mondo - sarà una lotta impegnativa e complessa che va condotta in ogni luogo e senza quartiere non solo con le necessarie azioni di forza e con il rafforzamento della sicurezza, a cui ogni cittadino ha diritto, ma anche con le armi della cultura, del dialogo, del diritto. E con un dispiego d'intelligenza e di lungimiranza che devono essere almeno pari alla indispensabile intransigenza”.

Il Consiglio Superiore fornirà tutto il sostegno necessario agli uffici giudiziari e a ogni singolo magistrato al fine di assicurare una più ampia e continuativa diffusione della cultura della legalità, al fianco della scuola italiana e delle famiglie, nel segno della partecipazione attiva dei giovani al contrasto ad ogni forma di illegalità e violenza.

Non c'è salvezza nell'isolamento, scriveva Giaime Pintor nella lettera al fratello con la quale nel 1943 preannunciava la sua partenza a fianco dei partigiani. “Senza la guerra io sarei rimasto un intellettuale con interessi prevalentemente letterari”', aggiunse.

Sono trascorsi settant’anni e la guerra ha assunto la forma più subdola del terrore che può palesarsi all'improvviso in ogni luogo della vita quotidiana. E ad essa occorre opporsi insieme, con un richiamo forte alla cultura della legalità e alla cultura nella legalità.

Dunque, non l'aggiunta di una nuova disciplina ma una stabile alleanza tra chi è chiamato quotidianamente ad assicurare sicurezza, giustizia e legalità, e chi a costruire, muovendo dalla scuola, la società del domani con meno ingiustizia così da rilanciare il modello dello Stato democratico di diritto.

Grazie a tutti per aver consentito la realizzazione di questa giornata e soprattutto per la forza e la tenacia con cui affronteremo gli impegni che ci attendono.


25/11/2015

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