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Discorso del Vice Presidente Legnini alla cerimonia di inaugurazione della sede ristrutturata degli Uffici Giudiziari de L'Aquila, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella

discorsi e interventi


emanato il 16 novembre 2015
Discorso del Vice Presidente Legnini alla cerimonia di inaugurazione della sede ristrutturata degli Uffici Giudiziari de L'Aquila, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella
Signor Presidente della Repubblica,
Signori Magistrati,
Signori Avvocati,
Autorità,
Signore e signori,

esprimo la più viva soddisfazione del Consiglio Superiore della Magistratura e mia personale per l'importante risultato che qui oggi celebriamo, alla presenza del Capo dello Stato che voglio anch'io ringraziare per la Sua presenza ad eventi e luoghi altamente simbolici per l'Aquila e per il Paese.

Nelle ore e nei giorni successivi al tragico terremoto del 6 aprile del 2009, apparve da subito chiara la dimensione della tragedia e il suo eccezionale e devastante impatto sulla vita della città capoluogo di Regione e sull'intero territorio abruzzese. Insieme alle 309 vittime, ai feriti, alle decine di migliaia di famiglie rimaste senza casa, alle aziende danneggiate, ad essere colpite e paralizzate furono le funzioni pubbliche essenziali della città e delle istituzioni ad ogni livello, e tra esse l'Ospedale, l'Università e le Scuole, la Prefettura, il Municipio, le sedi della Provincia e della Regione, le Cattedrali. Quasi tutti gli edifici, alcuni bellissimi e di rilevante interesse storico ed artistico, e i luoghi vitali della comunità e delle istituzioni aquilane ed abruzzesi furono danneggiati o distrutti determinando il collasso della vita collettiva e pubblica.

Anche il Palazzo di Giustizia, che ospitava gli uffici giudiziari di primo grado e la Corte d'Appello, che da sempre ai cittadini, al personale e ai magistrati, a noi avvocati, si presentava sicuro ed accogliente, fu gravemente danneggiato e reso totalmente inagibile .

L'amministrazione della giustizia subì, dunque, una paralisi totale; era la prima volta che accadeva in occasione di un evento sismico, la prima tragica volta per tutti, anche per chi qui lavorava e con il terremoto aveva perso tutto. I cittadini, le autorità, lo Stato, il volontariato abruzzese ed italiano reagirono prontamente fornendo soccorso, sostegni di ogni genere, solidarietà. Lo avete sentito da alcuni dei protagonisti e da ultimo dal Presidente Schirò. E la comunità degli operatori della giustizia reagì subito anch'essa, alleandosi con le Istituzioni, con il Comune, la Provincia, la Regione e il Ministero della Giustizia, con la Protezione civile, con Franco Gabrielli che da poco era stato nominato Prefetto qui a L'Aquila e con Franco Tronca, allora Capo dei Vigili del Fuoco, oggi entrambi autorità prefettizie a Roma, in Campidoglio e per il Giubileo.

La Magistratura e l'Avvocatura erano colpite e disorientate, molti avvocati avevano perso i familiari come ha ricordato il Presidente Perretti, la casa, lo studio professionale, i fascicoli. La reazione fu straordinaria e la capacità di immaginare, progettare e realizzare soluzioni di emergenza furono eccezionali e portarono ad una rapida ripresa dell'attività giurisdizionale, dopo un breve periodo di sospensione legale che gli operatori del diritto non vollero prorogare decidendo di ripartire già dal 16 settembre 2009.

Anche il Consiglio Superiore della Magistratura, con il mio predecessore, il Presidente Nicola Mancino, sostenne attivamente quello sforzo inedito, producendo una risoluzione urgente al plenum dell' 8 luglio 2009, riunendo qui a l'Aquila la settima commissione, adottando tempestivamente decisioni e misure di sostegno straordinario. Il Presidente Ciro Riviezzo, all'epoca autorevole componente del CSM, durante la seduta della settima commissione qui a L'Aquila il 16 novembre del 2009 disse, e cito testualmente: "i guai ci sono capitati. Il terremoto e' arrivato. Qui c'è una persona che i guai se li è andati a cercare, e questa persona è Gianni Canzio". Fu il Presidente Canzio, nominato a pochissima distanza temporale dal tragico evento sismico dal Plenum del Consiglio Superiore, a farsi carico di guidare la complessa ripresa del servizio giustizia. E con il Procuratore Generale Giuseppe Falcone, i capi degli Uffici, tutti i magistrati, il personale, gli avvocati, le autorità pubbliche che lavorarono con passione, celerità ed in condizioni difficilissime.

Dopo 4 anni, nel 2013, la relazione ispettiva del Ministero della Giustizia così concludeva: "La Corte di Appello di L'Aquila è risultata un esempio virtuoso di capacità di mobilitazione, organizzativa e produttiva, delle risorse umane in un contesto di eccezionalmente drammatica criticità ambientale; del che non può che riconoscersi merito alla capacità del personale, di magistratura ed amministrativo, di reagire ad una situazione del tutto emergenziale, ed alla capacità dei capi degli Uffici avvicendatisi nella sede all'indomani del 6 aprile 2009, di tenere alta la soglia delle motivazioni dell'intero contesto umano e quindi professionale della Corte”.

Signor Presidente,
dopo la straordinaria gestione dell'emergenza e la realizzazione della cosiddetta ricostruzione leggera, lo ricordava il Sindaco poco fa, iniziò qui a L'Aquila e nel Cratere sismico un lungo periodo di incertezza sulle procedure, i poteri, le risorse per provvedere alla ricostruzione degli edifici gravemente danneggiati, in special modo il bellissimo centro storico di l'Aquila e quelli preziosi dei piccoli Comuni.
Con le battaglie tenaci della popolazione aquilana, del Sindaco Cialente, dei Sindaci del cratere e con l'impegno delle autorità regionali e provinciali, delle organizzazioni sociali, dei Parlamentari e di alcuni membri dei governi che si sono succeduti, da un paio di anni i cantieri sono stati finalmente avviati con una certa regolarità e si sta procedendo con speditezza, avendo seppur a fatica conseguito un quadro di maggiori certezze procedurali, normative e finanziarie.
Molti edifici pubblici sono stati ricostruiti e recuperati; oggi finalmente è la volta del primo lotto del Palazzo di Giustizia, in attesa della conclusione del secondo lotto e poi del completamento di quell'ambizioso progetto della cittadella giudiziaria che subito dopo il sisma fu ideato e progettato.
L'emozione per me è stata fortissima per tanti motivi nel fare ingresso oggi qui in questa Aula intitolata al dott. Antonio Villani e ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a realizzare i lavori in tempi brevissimi.
La giustizia qui a l'Aquila non ha solo dovuto affrontare prove durissime, superandole, come hanno già ampiamente detto il Presidente Schirò, il Procuratore Generale Falcone, il presidente Riviezzo, il Procuratore Cardella, il Presidente dell'Ordine degli avvocati Carlo Peretti, che voglio ringraziare insieme a tutti i magistrati, all'avvocatura, alle forze dell'ordine, al personale.
Qui il sistema giudiziario nel suo complesso, ed in particolare la Procura e la Direzione Distrettuale Antimafia, hanno garantito da subito un costante e rigoroso controllo di legalità, conducendo centinaia di indagini e molti processi sulle cause dei danni disastrosi provocati dal sisma, su molteplici tentativi di infiltrazione delle organizzazioni criminali, fenomeni di corruzione e malversazione del pubblico denaro, altri reati contro la pubblica amministrazione, reati ambientali ed altro ancora.
Un'attività che prosegue e che costituisce uno stimolo per tutti, rappresentanti dei poteri pubblici, cittadini, imprese, a non abbassare la guardia contro il malaffare e se possibile ad accrescere la vigilanza e gli strumenti normativi, pure di recente rafforzati, per garantire ulteriormente la trasparenza e l'efficacia dell'ancora lunga e difficile ricostruzione privata.
Alla storica necessità di ricostruire in tempi ragionevoli questa città e i molti centri distrutti o danneggiati, può e deve aggiungersi l'ambizione a realizzare tale imponente impresa contrastando l'insediamento della criminalità organizzata e delle organizzazioni dedite a pratiche corruttive e truffaldine, obiettivi tanto più conseguibili perché fortunatamente la società e le istituzioni locali sono sane e saldamente impegnate a preservare i loro territori e le loro comunità, seppur non immuni da episodi preoccupanti, prontamente fatti emergere e repressi.
Signor Presidente,
la tragica vicenda aquilana consegna al Paese tanti insegnamenti e tra questi almeno due anche all'amministrazione della giustizia.
Il primo e' quello di riflettere approfonditamente e poi produrre interventi normativi per affrontare in modo organico il rapporto tra Giustizia ed emergenze. Enormi e diffusi sono i problemi giuridici, con riguardo ad esempio ai temi della causalità e della colpa nel rapporto tra evento calamitoso e danno, agli speciali profili di responsabilità di amministratori , costruttori, tecnici, agli obblighi di comunicare i rischi connessi all'emergenza, che da tempo si pongono per la giurisdizione e per chi e' chiamato ad intervenire con gli strumenti dell' urgenza, derogatori ed eccezionali. Da tempo è stato avviato un confronto intenso tra la magistratura e il sistema di protezione civile, avviato dal Presidente Canzio e dal Prefetto Gabrielli e poi proseguito con Fabrizio Curcio, che da quest'anno vede coinvolto anche il Consiglio Superiore con un appuntamento già tenutosi a Siracusa e con un altro importante convegno il prossimo 4 dicembre a Roma.
Il secondo è costituito dalla necessità per il Ministero della giustizia e l’organo di governo autonomo della magistratura di disporre di strumenti e mezzi straordinari in favore degli uffici giudiziari che si trovano a fronteggiare gravi calamità naturali, grandi eventi, fenomeni migratori eccezionali, i rischi legati al terrorismo internazionale e le emergenze di ogni genere.

La storica rigidità dei modelli organizzativi, degli organici magistratuali e di personale, lascia margini ristrettissimi per fronteggiare le situazioni emergenziali. Il primo esempio di intervento normativo, al quale mi auguro ne seguirà un altro più organico, è quello introdotto di recente dal Parlamento su iniziativa del Ministro che ha recepito una proposta del Consiglio Superiore della Magistratura sulla necessità di poter disporre di un contingente straordinario di magistrati per far fronte alle emergenze giurisdizionali legate agli sbarchi di immigrati e al riconoscimento dello status di rifugiato.

In conclusione, consentitemi di esprimere qui oggi grande gioia per questa giornata, quale cittadino abruzzese, poi parlamentare e componente del Governo, ed oggi nella funzione di Vice Presidente dell'organo di governo autonomo della magistratura. Un percorso segnato dalla grande tragedia, dalla fatica e dalla speranza di cui innanzitutto voi aquilani siete stati vittime e protagonisti, con il sostegno appassionato e la dedizione di molti. Grazie a tutti per quanto avete fatto e farete per la ricostruzione a l'Aquila e in Abruzzo e per la Giustizia aquilana, abruzzese e italiana.

Grazie Presidente Mattarella, la Sua presenza qui oggi nei luoghi del dolore e della rinascita e nella bella cerimonia all’Università, con le sue importanti parole, rinnova nel modo più alto il forte sostegno dello Stato, tanto più in queste ore di lutto, di allarme e di reazione al barbaro attacco terroristico in Francia. Una giornata indimenticabile che consente a ciascuno di noi di ribadire un impegno di cui c'è ancora grande bisogno per l'Aquila, l'Abruzzo e il Paese.
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