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Discorso del Vice Presidente Legnini all' Assemblea generale della Corte Suprema di Cassazione

discorsi e interventi


emanato il 25 giugno 2015
Discorso del Vice Presidente Legnini all' Assemblea generale della Corte Suprema di Cassazione
Signor Presidente della Repubblica,

Onorevole Presidente del Senato,

Onorevole Vice Presidente della Camera dei deputati,

Presidente della Corte Costituzionale,

Onorevole Ministro della Giustizia,

Avvocato generale dello Stato,

Presidente del Consiglio Nazionale Forense,

Rappresentanti dell’Associazione Nazionale Magistrati,

Autorità tutte,

Esprimo il mio ringraziamento al Primo Presidente Giorgio Santacroce per aver disposto la convocazione dell'Assemblea generale della Corte di Cassazione ai sensi dall’articolo 93, primo comma, numero 3, dell’ordinamento giudiziario, un'occasione preziosa per promuovere un'approfondita riflessione al massimo livello della giurisdizione italiana in una fase connotata da incisive trasformazioni del ruolo dell’intero ordine giudiziario e, in particolare, del giudice di legittimità.

Il mio ringraziamento va anche al Procuratore Generale Pasquale Ciccolo che prende parte ai lavori odierni interpretando nel senso più pieno e costruttivo quanto disposto dall'articolo 96 dello stesso Regio Decreto numero 12 del 1941.

La presenza del Presidente della Repubblica, cui va il mio deferente saluto e la gratitudine per il Suo costante ed insostituibile sostegno all'attività del Consiglio Superiore, conferisce a questa Assemblea una speciale solennità e ne accresce il valore al fine di promuovere una convergente collaborazione di tutti gli attori istituzionali coinvolti sui temi all'ordine del giorno.

L’articolo 111 della Costituzione radica la funzione nomofilattica di questa Suprema Corte sul duplice fondamento della regolazione dei rapporti tra le giurisdizioni e del giudizio per violazione di legge “su tutte le sentenze e i provvedimenti limitativi della libertà personale, pronunciati dagli organi giurisdizionali ordinari o speciali”. Il cruciale rilievo di tale funzione si presenta ancor più determinante in questo delicato tornante della vita dell’ordinamento giuridico investito da rilevanti novità normative, da emergenze connesse all’ammontare del contenzioso e dall’erompere di nuove domande di giustizia.

Alla Corte di cassazione spetta di preservare l’uniformità della giurisdizione e la prevedibilità degli indirizzi giurisprudenziali in un contesto assai più articolato di quello cui guardava il Costituente. Il tradizionale dualismo fondato sulla sovranità della legge e la sua uniforme interpretazione garantita dal giudice di legittimità sembra ormai evolvere verso un sistema notevolmente più complesso. A fronte dell'oggettivo indebolimento del sistema di produzione legislativa, non sempre in grado di fornire risposte adeguate alla rapidità dei mutamenti sociali, economici e persino etici, la portata effettiva delle norme giuridiche è sempre più affidata all'attività di interpretazione, caricando la giurisdizione, ed in particolare quella di legittimità, di responsabilità nuove.

La Corte di Cassazione assume le vesti di attore decisivo nel dialogo con le Corti europee di cui recepisce gli arresti giurisprudenziali garantendo l’osmosi dell'ordinamento interno con la disciplina comunitaria. La Corte di Giustizia e la Corte Europea dei diritti dell’Uomo trovano nella Suprema Corte il punto di riferimento del sistema, così accentuandone la natura di giudice dei diritti fondamentali e, in definitiva, rendendola parte attiva dell’integrazione continentale. Come è stato efficacemente prospettato dallo stesso Primo Presidente, nella sua Relazione in occasione dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario, ci si orienta sempre più “verso una nomofilachia europea”.

Per altro verso, non può essere sottostimata la funzione di questa Corte quale regolatrice del rapporto tra le giurisdizioni speciali e quella ordinaria. Il riparto di giurisdizione rimane, del resto, un orizzonte in continua evoluzione in cui, ancora una volta, la sensibilità di questo Giudice Supremo è determinante per garantire certezza del diritto ed effettività di protezione alle legittime pretese e ai diritti soggettivi dei consociati.

Scenari tanto articolati inducono a chiedersi in che stato versi il giudice della legittimità, a valutare le risorse di cui dispone, nonché le possibili soluzioni che si intravedono per ovviare alle criticità di cui il Primo Presidente ci offrirà, nel suo intervento introduttivo, un quadro esaustivo. D'altronde, la sua analisi sullo stato di salute della magistratura di legittimità, così come quella del Procuratore generale, costituiscono argomento non secondario nel quotidiano e fruttuoso lavoro in seno al Comitato di Presidenza e nel Plenum del Consiglio superiore.

L’obiettivo di una concreta riduzione dell’area del ricorribile per Cassazione costituisce, e non certo da oggi, uno degli snodi su cui converge l’analisi della prevalenza degli operatori del diritto, della dottrina processual-civilista, della stessa magistratura chiamata ad elaborare proposte per una riforma delle funzioni giudiziarie di legittimità.

Occorre evitare che il giudizio in Cassazione nasconda l’intento di interporre semplicisticamente una terza istanza; in particolare, va scongiurata la tendenza a che il giudizio di legittimità si estenda – più o meno artatamente - alle circostanze di fatto alla base del giudizio di merito. Tali propositi riformatori potrebbero ridurre l’impegno sempre più dispendioso della Corte di cassazione su questioni che non presentano rilievo e interesse oggettivo.

E' dunque necessaria una radicale novella riformatrice senza la quale i pur positivi provvedimenti, di recente promossi dal Governo ed approvati dal Parlamento, che iniziano a produrre effetti benefici sull'esercizio della giurisdizione, rischiano di indebolirsi e di arrestarsi al vertice del sistema giudiziario. In tale direzione sembra muoversi l'incisivo disegno di legge di iniziativa governativa in corso di esame in Parlamento, sul quale, a breve, il Consiglio Superiore esprimerà il richiesto parere, i cui contenuti riformatori sugli annosi temi del vizio di motivazione, dei motivi di ricorso disciplinati dall'art. 360 del codice di procedura civile e della revisione del giudizio camerale vanno, se possibile, resi ulteriormente più incisivi.

Complementare a questo indirizzo riformatore, naturalmente, è il rafforzamento degli istituti, già disciplinati dal codice di procedura civile, che consentono alla Corte di cassazione di elaborare il principio di diritto alla base della singola regiudicanda. Tali iniziative potrebbero trovare anticipazione in prassi organizzative volte a discernere il rilievo della singola controversia, opportunamente modulando, se del caso, tempi e rito di celebrazione delle udienze e finanche le tipologie e le priorità di definizione dei processi.

Signor Presidente, Autorità,

il Consiglio superiore della magistratura è chiamato, nel volgere della prima parte di questa consiliatura, ad un impegno straordinario, nel contesto di un'opera di esteso ricambio dei vertici degli uffici giudiziari italiani. L'importante lavoro di questi mesi ha consentito al Consiglio di conferire, ad oggi, 117 incarichi direttivi e semidirettivi, oltre ventotto proposte già esitate in Commissione che a breve approderanno in Plenum, facendo registrare un raddoppio di produttività e una significativa riduzione dei tempi di conclusione dei procedimenti.

La marcata contrazione degli organici dei magistrati di cassazione è ovviamente accelerata dalla modifica dei termini per il collocamento a riposo obbligatorio che, tuttavia, in questi giorni è lenita da un opportuno intervento normativo, per il quale rivolgo il mio ringraziamento al Ministro della Giustizia e al Governo tutto. Ancora una volta, si tratta di comprendere come assicurare continuità qualitativa alla funzione nomofilattica. Nelle soluzioni organizzative volte a fronteggiare l’imponente volume di contenzioso che investe la Corte e nella capacità di tutelare la piena funzionalità delle sue Sezioni, si basa, in non piccola parte, la speranza di garantire la certezza del diritto nell’ordinamento.

Nella prima metà dell’anno, il Consiglio superiore ha provveduto a coprire sette posti di sostituto procuratore generale, trentuno posti di consigliere di cassazione, dieci posti per l’Ufficio del Massimario. E’ stata, altresì, bandita l’assegnazione di sette posti di consigliere “per meriti insigni”, ai sensi dell’articolo 106, terzo comma, della Costituzione.

Ad oggi, residuano cinquantotto posti vacanti in totale, di cui trentatre, già messi a concorso, saranno assegnati entro la fine del mese di luglio. Inoltre, entro la stessa data, alla vacanza di tredici sostituti procuratori generali si farà fronte con il conferimento di dieci posti.

Con riguardo agli incarichi direttivi presso la Suprema Corte, al momento, sono pendenti procedimenti per quindici posti di presidente di sezione, di cui undici saranno coperti in tempi brevi, oltre alla vacanza di due posti di avvocato generale, di cui uno di prossimo conferimento, e di quello di procuratore generale aggiunto. Entro il 30 giugno saranno pubblicati altri venticinque direttivi, mentre la limitata proroga contenuta nel decreto in corso di pubblicazione consentirà un differimento al 2016 di altri sedici incarichi.

I dati che precedono offrono l’evidenza di un impegno profuso con continuità ed efficacia da parte dell’intero Consiglio superiore, per il quale rivolgo un sentito ringraziamento ai presidenti San Giorgio e Forciniti, nonchè a tutti i componenti della Quinta e della Terza Commissione.

La costante collaborazione, sul piano organizzativo, con la Procura Generale consentirà anche di far fronte alle accresciute esigenze di cura dei ruoli di udienza della Sezione disciplinare del Consiglio, una componente non irrilevante dell’attività dei magistrati in servizio presso la Procura Generale, per garantire l’efficienza della stessa Sezione e quindi l'esercizio della fondamentale funzione che la Costituzione, all’articolo 105, affida all’organo di governo autonomo della magistratura.

E’ dunque nel rinnovare il senso di questa forte sensibilità e vicinanza del Consiglio superiore della magistratura nell’affrontare le emergenze che affliggono la Suprema Corte di cassazione e nel confermare pieno sostegno ai propositi riformatori che emergeranno da questa Assemblea generale, che rivolgo a tutti voi i miei sentiti auguri di buon lavoro.
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