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Discorso del Vice Presidente Giovanni Legnini durante la Seduta di Plenum per la nomina del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, presieduta dal Capo dello Stato, Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura

discorsi e interventi


emanato il 11 febbraio 2015
Discorso del Vice Presidente Giovanni Legnini durante la Seduta di Plenum per la nomina del Procuratore Generale della Corte di Cassazione, presieduta dal Capo dello Stato, Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura
Signor Presidente della Repubblica,

Le porgo il saluto deferente di tutto il Consiglio superiore e mio personale e Le rivolgo un fervido augurio di buon lavoro nell'esercizio delle funzioni della più alta Magistratura della Repubblica e di presidente di questo organo di governo autonomo.

Ella, Signor Presidente, ne sono certo, sarà per noi una guida sicura e costituirà un riferimento costante per un'attività che, già in questi primi mesi, si è rivelata intensa e appassionante.
I valori che ha testimoniato negli anni, il Suo costante richiamo al principio di legalità, la Sua lunga e fertile esperienza nelle istituzioni repubblicane, rappresentano una garanzia per noi tutti, per la magistratura, per gli italiani.

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Per il sistema della giustizia e l’ordinamento giudiziario, quella che stiamo vivendo costituisce una fase di difficile transizione.
Nel Suo appassionato messaggio in occasione del giuramento dinanzi al Parlamento in seduta comune, Ella ha già inteso indicare l’orizzonte di tutela e rafforzamento dei principi di legalità e giustizia che ispireranno il Suo mandato, facendo espresso riferimento alla funzione del Consiglio superiore e ai grandi temi che la giurisdizione e il Paese hanno di fronte, a partire dalla inderogabile necessità di contrastare con sempre maggiore impegno la criminalità organizzata, la corruzione, il terrorismo.

Le parole che Ella ha pronunziato in quella solenne circostanza costituiscono il miglior viatico per l'alto impegno che La attende e per i compiti che tutti noi siamo chiamati ad assolvere.

Signor Presidente, quella odierna è la prima seduta sotto la Sua guida, ed è l’ultima cui prende parte, in qualità di componente di diritto del Consiglio superiore della magistratura, il Procuratore generale Gianfranco Ciani, al quale intendo rivolgere i miei sentimenti di stima e riconoscenza, per questi mesi che ci hanno visti collaborare in modo proficuo e durante i quali ho avuto il privilegio di apprezzarne personalmente le doti umane e professionali.

Le esprimo, Signor Procuratore generale, la mia gratitudine, che sono certo è di tutto il Consiglio e dell’ordine giudiziario, per l’eccellente contributo offerto lungo un cinquantennio di impegno nei ruoli della magistratura italiana.

Al culmine di una prestigiosa carriera, Ella, insieme con il Primo Presidente Giorgio Santacroce, ha saputo offrire un prezioso contributo nel delicato snodo dell’avvio di questa consiliatura, consentendoci di procedere speditamente nell'esercizio delle variegate funzioni consiliari, sia in Assemblea plenaria che in seno al Comitato di presidenza.

E non si tratta di un ringraziamento di rito, poiché le incombenze che gravano sul Consiglio, nella straordinarietà della fase in cui siamo immersi, hanno imposto il necessario recupero del tempo perduto nei mesi scorsi per via della dilatazione dei lavori parlamentari volti all'elezione dei componenti laici del Consiglio.

Certo di interpretare il sentimento di tutti i componenti del Consiglio superiore della magistratura, Le rinnovo, signor Procuratore Generale, i miei più cordiali auguri, che estendo alla Sua famiglia, per la fase di vita che l'attende ed esprimo l’auspicio che Ella possa proseguire ad interessarsi della vita pubblica e giudiziaria del Paese con la stessa passione che ha contraddistinto il Suo lungo percorso di magistrato.

Desidero ora formulare a nome di tutti quanti noi i più fervidi auguri di buon lavoro al nuovo Procuratore generale dottor Pasquale Ciccolo.

L’illustrazione del suo brillante percorso di carriera da parte del Consigliere Galoppi, rende superfluo che, a mia volta, mi dilunghi sulle qualità professionali e le doti di un magistrato di tale valore da meritare un apprezzamento pieno e condiviso, confluito nel voto unanime che poco fa ha suggellato la sua nomina, conferendole, se possibile, ancor maggiore forza e legittimazione.

Mi permetto soltanto di aggiungere che il dottor Ciccolo annovera un patrimonio di esperienze e di incarichi di rilievo e prestigio assoluto, così che sono certo che il Consiglio potrà giovarsi della sua visione di insieme dell’intero sistema giudiziario e delle sue articolate relazioni istituzionali.

Sarà, il suo, un apporto particolarmente prezioso proprio al fine di rendere più agevole al governo autonomo della Magistratura il compito di adempiere – e cito un’espressione che fu di un mio illustre e compianto predecessore, Vittorio Bachelet, di cui ricorre domani l’anniversario del tragico sacrificio – a quel ruolo di “strumento costituzionale di autonomia e collegamento essenziale per un equilibrato e libero sviluppo delle istituzioni democratiche”.

Signor Presidente,

Ella ha già avuto modo di prospettare l'intenzione di convocare una seduta straordinaria di questo Consiglio nel corso della quale esporrà le direttrici lungo le quali intende guidarci nel non breve percorso di consiliatura che ci attende. Sono certo che, in quella circostanza, potremo attingere alle Sue preziose indicazioni.

Intanto, colgo l’opportunità per trasmetterLe un convincimento comune a tutti i componenti del Consiglio, maturato in questi primi mesi di lavoro.

L'organo di governo autonomo dei magistrati si è trovato e si trova in questa fase storica ad agire nelle strettoie della perdurante crisi della giustizia italiana, aggravate dalla scalfita legittimazione del sistema istituzionale, verso il quale affievoliscono, a tratti, il credito e la fiducia dei cittadini.

Le stesse funzioni consiliari risultano appesantite da un rilevante carico di lavoro cui non è agevole fare fronte, specialmente a causa delle procedure spesso complesse e dilatate, a loro volta determinate dalle note difficoltà nei rapporti con i consigli giudiziari, disegnati da una disciplina di rango primario sulla quale occorrerebbe intervenire.

Per tali ragioni, ci siamo determinati ad intraprendere la via del recupero di efficienza attraverso un programma di riforma interna delle attività consiliari. E questo al fine di attuare gli irrinunciabili principi costituzionali di autonomia ed indipendenza della magistratura di cui il Consiglio costituisce il presidio.

Il momento storico induce ad una spinta riformista di cui occorre sia primo protagonista proprio il Consiglio superiore. I valori dell’innovazione, di un’accresciuta trasparenza, della razionalità dei procedimenti, non possono essere più trascurati.

La Quinta Commissione è impegnata ad apportare modifiche alle procedure interne e ai criteri selettivi per il conferimento degli incarichi direttivi e semidirettivi. E ciò mentre il Consiglio, a ritmi serrati, è impegnato a far fronte al più esteso e concentrato ricambio al vertice degli uffici giudiziari che si sia verificato nella storia repubblicana.

Ribadisco l'auspicio, più volte espresso dal Consiglio tutto, da me personalmente e, con vigore, anche dal Primo Presidente Santacroce, affinchè il Governo e il Parlamento valutino se l'effetto indotto dall'abbassamento dell'età per il collocamento a riposo obbligatorio dei magistrati sia sostenibile e improntato a ragionevolezza. Il Consiglio superiore ritiene che una tale impresa sia molto difficoltosa e non corrispondente al principio di buona amministrazione. E’ per tale ragione, oltre che per i prevedibili disagi e rallentamenti dell’attività degli Uffici Giudiziari, che si è più volte proposto di consentire una scansione biennale delle procedure di rinnovo.

Sarà, inoltre, indispensabile sostenere ed implementare l'attività dei consigli giudiziari secondo modalità che saranno oggetto di confronto con i vertici di Corte di appello in un incontro già convocato e che si terrà il prossimo 19 febbraio.

E’ altresì ineludibile affrontare i temi cruciali della valutazione di professionalità, della formazione dei magistrati – e non certo ultimi, proprio gli aspiranti agli incarichi direttivi - promuovendo maggiore sinergia con la Scuola superiore della Magistratura.

Occorre avviare il percorso di riforma del Regolamento Interno e di quello di contabilità, per conseguire obiettivi di efficienza.

Intendiamo, altresì, promuovere le buone pratiche organizzative. Inoltre, intendiamo profondere un organico impegno nell’attività internazionale, specie nell’ambito del supporto allo sviluppo dello spazio europeo di Giustizia e Sicurezza e alle iniziative condotte in seno al Consiglio d’Europa.

Infine, di cruciale rilievo è il proposito di migliorare la qualità della comunicazione istituzionale del Consiglio Superiore della Magistratura.

I propositi sommariamente descritti vanno perseguiti promuovendo il metodo dell’incontro e dell’ascolto degli uffici e dei magistrati, secondo un modello di governo autonomo di prossimità.

Si tratta, Signor Presidente, di obiettivi ambiziosi ma irrinunciabili, sui quali, insieme allo sviluppo di un ruolo di partecipazione e proposta nell’iter di riforme promosse dal Governo e dalle Camere, contiamo sul Suo autorevole sostegno e sui Suoi preziosi consigli, anche per inverare e mantenere quel “fresco sguardo” che auspicava il Presidente Napolitano in prossimità dell’avvio di questa Consiliatura.

Il fine ultimo è il contributo al sereno svolgimento dell'alta funzione affidata a ciascuno dei magistrati italiani. Conseguire valide riforme, recuperare l'efficienza del sistema in uno spirito di leale collaborazione con il Ministro della Giustizia e con le Camere, concorreranno alla tutela del prestigio e dell'autorevolezza dell’ordine giudiziario, quale determinante garanzia dei valori e dei diritti costituzionali.

Ella, Signor Presidente, ebbe a dire nel Suo messaggio dinanzi al Parlamento in seduta comune che "la garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno". Sono certo che a questo richiamo saggio, tutto il Consiglio, in ogni sua parte, saprà ispirarsi.

Grazie ancora Signor Presidente, auguri a Lei, al dottor Ciani e al nuovo Procuratore Generale dottor Ciccolo.
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