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Discorso del Presidente Sergio Mattarella in occasione dell’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura

discorsi e interventi


emanato il 08 giugno 2015
Discorso del Presidente Sergio Mattarella in occasione dell’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura
Signor Ministro,
Signor Vice Presidente e Signori Consiglieri,

un saluto cordiale a voi tutti; e a coloro che collaborano con il Consiglio e i suoi componenti.

L'incontro odierno riveste particolare significato.

In questa assemblea plenaria si è inteso condividere e dibattere, anche alla presenza del Ministro della giustizia, in un clima di leale collaborazione istituzionale, i principi ispiratori della prossima rielaborazione del Regolamento interno e di altre iniziative dirette a riformare e ad adeguare l'attività del Consiglio.

Consentitemi, anzitutto, di ringraziare il Vice Presidente, on. Giovanni Legnini, per il suo intervento, nel quale ha messo a fuoco i temi trattati nel documento e le prospettive ulteriori di cambiamento.

Ho apprezzato l'iniziativa del Consiglio di rispondere positivamente all'evidente necessità di procedere ad una revisione della normativa che regola il suo funzionamento. Con essa il Consiglio manifesta la consapevolezza dei profili di criticità emersi nella sua attività preordinando l'adozione, in tempi ragionevolmente ridotti, di una serie di innovazioni.

La riscrittura del vigente Regolamento - nella quale il Consiglio si è impegnato, valorizzandola come passo essenziale di una più ampia autoriforma - supera di gran lunga l'esigenza, da tempo sentita, ma non sufficiente, di un riordino formale del testo per eliminarne le incongruenze causate dalle modifiche e dalle interpolazioni succedutesi negli anni.

La proposta, introducendo modifiche incisive per migliorare la funzionalità del Consiglio, in un'ottica di trasparenza, ne riafferma il ruolo di tutela dell'autonomia, dell'indipendenza, del prestigio e della professionalità dei magistrati; valori, questi, funzionali all'efficienza del sistema giudiziario.

Le linee guida di modifica, di cui si è discusso, disegnano uno strumento più organico, che tiene conto delle accresciute, diversificate e impegnative, competenze dell'Organo di autogoverno, e tratteggiano percorsi deliberativi più veloci, eliminando intralci e adempimenti sovrabbondanti, che rallentano l'operato della struttura consiliare.

In questo vedo la migliore premessa del buon esito dell'intervento, pur se è bene ricordare che molto dipenderà dalle misure attuative e dalle modalità concrete con cui verranno poste in pratica.

Questa autoriforma intende, opportunamente, estendersi al regolamento di contabilità e alla disciplina del conferimento degli incarichi direttivi e semi direttivi, rendendo quest'ultima più fluida e meno complessa mediante lo snellimento e l'accelerazione dei procedimenti per la copertura dei posti, anche in considerazione dell'impatto delle disposizioni sull'età pensionabile, impatto rilevante per il lavoro del Consiglio.

Su questo piano, penso che sarebbe opportuno non estendere oltre l'ambito realmente necessario le regole certamente utili di autovincolo del Consiglio, escludendone aspetti che possano risultare superflui, per evitare di affidare al giudice amministrativo, eventualmente investito, un obbligo di esame analitico e di dettaglio su profili non rilevanti delle deliberazioni del Consiglio Superiore, con il rischio, da tener presente nella discussione che il Consiglio farà, di ridurre di fatto l'autonomia di Organo di rilevanza costituzionale.

Il Paese ci chiede un'amministrazione della giustizia veloce per dare peso sempre maggiore alla sua autorevolezza. La copertura in tempi rapidi degli incarichi negli uffici giudiziari ne rappresenta il primo necessario tassello.

A questo proposito auspico che la copertura di tutti i posti vacanti e, in particolare, di quelli direttivi e semi direttivi, sia effettuata celermente; e non venga ritardata dalla ricerca di intese su una pluralità di nomine.

A tal fine può rivelarsi utile attenersi, nella copertura dei singoli posti direttivi, al criterio, oggettivo, dell'ordine cronologico delle vacanze.

Naturalmente questo processo interno al CSM non può esaurire la spinta innovativa con cui rispondere alle attese presenti nella società e nello stesso ordine giudiziario.

Vi sono infatti aspetti che, non potendo essere modificati con atti del CSM, richiedono un intervento del legislatore ordinario. Tra essi, i più rilevanti - ma non i soli - sono rappresentati dalla riforma del sistema elettorale dei componenti togati e da quella della Sezione disciplinare.

Il sistema elettorale è chiamato ad assicurare la rispondenza tra la volontà dell'elettore e l'esito della votazione, essenziale per determinare la legittimazione democratica e la piena rappresentatività del CSM, le quali presuppongono che ogni magistrato elettore abbia la possibilità concreta di scegliere eletti nei quali riponga fiducia e stima.

La competenza del Parlamento e del Governo, nelle scelte legislative su questi temi, non esclude che dal Consiglio possano provenire proposte per la migliore formulazione di un nuovo sistema elettorale, idoneo ad evitare gli inconvenienti rilevati in quello attuale.

Allo stesso modo il Consiglio potrà prospettare soluzioni per una diversa composizione della Sezione disciplinare, rispettose comunque del disposto dell'art. 105 della Costituzione.

Inoltre, al fine di migliorare l'efficienza e la tempestività dei lavori del Consiglio, potrebbero sperimentarsi forme più incisive di decentramento, relativamente ad alcune attività gestionali che oggi appesantiscono, inutilmente, l'andamento del governo autonomo della magistratura.

L'argomento viene, opportunamente, richiamato nelle linee guida oggi approvate, e sarà utile conseguirne gli obiettivi possibili sul piano della normativa interna.

In ogni caso, una riforma legislativa che, nel pieno rispetto delle prerogative costituzionali del CSM, affidi ai Consigli giudiziari alcuni poteri decisionali, in aggiunta alle attuali competenze, meramente consultive, potrebbe arrecare una vantaggiosa riduzione dei tempi di esaurimento delle procedure più complesse ed impegnative, riservate al Consiglio superiore.

Nell'esprimere soddisfazione per l'approvazione di un documento di questa importanza, ringrazio anche coloro che hanno ritenuto di non poter dare il loro voto favorevole, ma che hanno, dialetticamente e utilmente, partecipato alla discussione sul testo.

Ritengo positivo questo incontro, anche per il livello elevato del dibattito che si è svolto e ritengo positivo l'impegno in questo modo manifestato in maniera rinnovata da parte di tutti i Consiglieri nel farsi carico dei problemi enunciati e dei vari argomenti che sono emersi durante la discussione, e quindi l'impegno ad affrontarli, in modo che possa esprimersi appieno quella cura per i temi della giustizia che deve improntare, e impronta, l'attività del Consiglio.

Con questa considerazione rivolgo a tutti voi un saluto e un caloroso augurio di buon lavoro, ringraziandovi del dibattito e delle decisioni, con l'apprezzamento per il lavoro che è stato svolto e l'augurio di un lavoro altrettanto qualificato in attuazione.
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