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Discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura

discorsi e interventi


emanato il 09 aprile 2015
Discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Assemblea plenaria straordinaria del Consiglio Superiore della Magistratura
E' con grande commozione che prendo la parola in questa seduta particolare, straordinaria, convocata dopo l'assurda vicenda accaduta questa mattina al Tribunale di Milano.
Siamo qui per onorare la memoria di Fernando Ciampi, giudice probo, rigoroso e intransigente. Un altro magistrato, l'ennesimo magistrato, caduto nell'esercizio delle sue funzioni.

Esprimo la solidarietà alla magistratura, in particolare a quella milanese, esprimo nel contempo solidarietà ai feriti, ai familiari dell'avv. Lorenzo Claris Appiani - che stava svolgendo l'importante funzione di testimone - e a quelli dell'altra vittima, Giorgio Erba, prendendo parte al loro terribile dolore. Dolore tanto più lacerante in quanto gli assassinii si sono consumati in un luogo dedicato al rispetto della legge e all'affermazione della giustizia.

Gli inquirenti che indagano sui gravi fatti di oggi faranno piena luce sulla dinamica dell'accaduto, accertando eventuali falle nel sistema di sicurezza e rispettive responsabilità.
Spetterà, poi, ai vertici degli uffici giudiziari di Milano, al Ministero della Giustizia e in qualche modo anche a questo Consiglio, prendere i dovuti provvedimenti, perché simili fatti non possano ripetersi. Ai servitori dello Stato - come a tutti - va assicurato il massimo possibile di sicurezza

Attraversiamo tempi caratterizzati da grandi difficoltà. Alle minacce della criminalità e della mafia si sono unite quelle del terrorismo internazionale. La crisi economica, che si protrae da anni, ha fatto aumentare le tensioni sociali.

I magistrati, come i responsabili di altre funzioni, sono sempre in prima linea: e ciò li rende particolarmente esposti. Anche per questo va respinta con chiarezza ogni forma di discredito nei loro confronti.

La società democratica, aperta e accogliente, è per sua natura vulnerabile. Alle insidie criminali lo Stato, il nostro Stato, risponde con fermezza, sempre nel pieno rispetto delle garanzie costituzionali e dei diritti dell'uomo.

Mentre piangiamo i nostri concittadini rimasti vittime di una violenza insensata e chiediamo che venga garantita la sicurezza di tutte le persone, ribadiamo oggi qui, con questa seduta, la nostra fiducia nella forza della legge, della giustizia e dell'ordinamento democratico.
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