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Primo bilancio

La rilevazione delle buone prassi adottate dagli uffici evidenzia una significativa novità: gli uffici giudiziari stanno concentrando sforzi e inventiva sulla quantità e qualità della risposta giudiziaria, cercando soprattutto di ridurre la durata di tale risposta.


I nuovi focus

La rilevazione delle buone prassi adottate dagli uffici evidenzia che il principale settore di intervento non è più l’informatica (benché continui a rappresentare un settore significativo e rilevante). Sono piuttosto la programmazione e organizzazione del processo, la pianificazione della gestione dei carichi di lavoro, la progettazione dello smaltimento dell’arretrato e l’adozione di sistemi per una la ragionevole durata del processo gli ambiti nei quali l’attenzione degli operatori si concentra per migliorare tempi e qualità della risposta di giustizia.


Programmazione

La programmazione del processo, per altro, si articola differentemente tra penale e civile: la pluralità di attori che partecipano alla gestione del processo penale (assente nel settore civile) ha reso essenziale predisporre strategie di raccordo tra attività di uffici requirenti e giudicanti.

Entrano nella realtà giudiziaria, in tal modo, processi interorganizzativi tra uffici e una pianificazione per obiettivi che rappresentano una metodologia  precedentemente sconosciuta. 


Territorio

La necessità di  reperire  risorse, a fronte di una costante riduzione delle risorse di provenienza ministeriale, porta a coinvolgere il territorio in cui opera l’ufficio o comunque attori istituzionali esterni all’ufficio giudiziario medesimo.


Assistenza al magistrato

Una forte evidenza anche culturale ha assunto il tema dell’assistenza al magistrato su cui si innestano le prime esperienze pilota di “ufficio del processo”. Il 46% dei progetti in questo campo riguarda l’utilizzo di Tirocinanti o di altre risorse umane esterne: di fatto i tirocinanti stanno diventando un elemento costitutivo dell’organizzazione giudiziaria. Tuttavia la persistente mancanza, nella gran parte degli uffici, di modelli strutturati di utilizzo dei tirocinanti va interpretata come obiettiva difficoltà a fare di questa risorsa, allo stato, la base definitiva dell’ufficio per il processo e come segno della necessità di compiere ulteriori passi in avanti.


Informatica

Nelle buone prassi in materia di informatica si assiste ad una sostanziale modifica degli obiettivi perseguiti dagli uffici rispetto al passato: da un’attività, propria della precedente fase storica, caratterizzata da una forte supplenza rispetto all’iniziativa ministeriale, si è passati ad una attività di sostegno e complemento  alle soluzioni ministeriali. Si tratta di interventi volti a diffondere i programmi di automazione dei settori penale e civile (tali progetti rappresentano il 50% degli interventi in materia di informatica).

Risulta ancora rilevante l’intervento degli uffici nel progettare sistemi di ausilio al giudice nel semplice reperimento  e lettura  degli atti (22% degli interventi in materia di informatica), settore nel quale l’iniziativa ministeriale è in questo momento maggiormente carente.


Distribuzione

Quanto alla distribuzione territoriale delle buone prassi, se la differenza tra il Nord e il Sud va complessivamente attenuandosi, rimane invece più evidente la differenziazione tra singoli distretti e tra singoli uffici. Rimane infatti netta la prevalenza delle segnalazioni provenienti dai due distretti lombardi (pari a 1/3 del totale delle segnalazioni pervenute). Più in generale, rimane evidente la diffusione eterogenea delle buone prassi, sebbene ciò sia in parte una caratteristica connaturata alla natura spontanea delle iniziative.



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