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Obiettivi




Il Ministro della Giustizia aveva annunciato che il 2016 sarebbe stato l’anno del Processo Penale Telematico (PPT). Lo sviluppo dell’applicativo doveva essere finanziato con fondi europei strutturali 2014-2020, nell’ambito del Programma Operativo Nazionale Governance e Capacità Istituzionale.  L’opera che è partita nel 2016 e che dovrebbe trovare un primo significativo riscontro a diffusione nazionale nel corso di quest’anno è una complessiva reingegnerizzazione dei sistemi in uso per arrivare a un unico sistema informativo che sia completo, integrato e sicuro, un enterprise system del processo penale in analogia coi sistemi di base in uso nelle imprese. La reingegnerizzazione sarà accompagnata dagli indispensabili interventi normativi di adeguamento per i quali è già attivo un gruppo di lavoro tecnico.






Il punto di vista del CSM

Nella delibera Verifica dello stato di informatizzazione del processo penale, il CSM non ha mancato di evidenziare la necessità di adottare una road-map condivisa con il Ministero al fine di evitare alcuni significativi errori di ideazione e di strategia complessiva verificatisi in sede di attuazione del processo civile telematico.

Deve "auspicarsi da parte del Ministero della giustizia una seria riflessione sulla funzione dell'informatizzazione nel processo penale e sulle finalità di un simile intervento, rifuggendo dalla semplificazione efficientista per cui più informatizzazione significa più efficienza, processi più rapidi e maggiore produttività.

L'obiettivo di ogni intervento - normativa, di organizzazione e tecnico - in materia penale deve avere quale inevitabile riferimento primario il modello del giusto processo richiesto dal sistema costituzionale nel suo complesso e con specifico riferimento all'art. 111 e 112 della Cost. in
termini di ragionevole durata, trasparenza, possibilità di accesso alla giustizia, obbligatorietà dell'azione e parità fra accusa e difesa dinanzi al giudice terzo e imparziale.
L 'informatizzazione deve inserirsi in questo percorso, nella consapevolezza che è la tecnica a dover seguire il modello costituzionale e normativa del processo in vigore - con i doverosi
adattamenti - e non viceversa, come invece pare essere troppo spesso accaduto quando si è proceduto assecondando le migliori esigenze della tecnica informatica, salvo verificarne solo in un secondo momento gli effetti sull'esercizio concreto della giustizia, rincorrendone le inevitabili
criticità. Si tratta, all'evidenza, di un progetto di informatizzazione che deve avere quale stella polare il miglioramento della qualità della giurisdizione penale, consentendo l' ottimizzazione e la velocizzazione dei flussi di attività attraverso la costante ricerca della qualità ed  attendibilità dei dati trasmessi.
Sincronizzare gli applicativi, mettere in rete, assicurare la qualità del dato, generare sistemi capaci di estrarre informazioni ed elaborarle aiuta gli uffici giudiziari a gestire e programmare le attività processuali e dunque assicurare un servizio migliore ed in grado di creare e migliori
condizioni per la concretizzazione del giusto processo. L'obiettivo è la qualità, la quantità e la riduzione dei tempi del processo ne saranno conseguenza. L'inversione di questi termini, invece, creerebbe condizioni di maggiore ingolfamento delle attività, e rivelerebbe tutta la miopia di un progetto pensato esclusivamente nell'ottica efficientista

Equilibrio fra risorse e informatizzazione

Ci si muove nella consapevolezza che organizzazione, innovazione e informatizzazione rappresentano imprescindibili strumenti di rafforzamento dell'efficienza e di velocizzazione dei tempi della giustizia. Occorre però rifuggire dalla tentazione di intendere l'organizzazione come sostitutiva delle risorse, e non - invece - come un metodo di ottimizzazione e di migliore gestione delle stesse che - in ogni caso - devono essere costantemente assicurate in misura adeguata. Si tratta inoltre di strumenti che devono essere governati con cura per evitare il rischio, del tutto opposto all'obiettivo prefissato, di diminuzione delle garanzie e delle concrete possibilità per i cittadini di accesso alla difesa ed alla tutela dei diritti, nonché di riduzione della centralità della funzione del giudice nel controllo e nell'esercizio della giurisdizione

Inoltre è chiaro che l'informatizzazione dei processi giudiziari impone una nuova riflessione in ordine al complessivo esercizio della giurisdizione che può risultare profondamente condizionato dalle scelte e dagli obiettivi programmati fuori del circuito del governo autonomo, in sede di individuazione e di distribuzione delle risorse materiali e tecniche. Un nuovo equilibrio va ricercato attraverso la garanzia di una massima trasparenza, che consenta di
conoscere tempestivamente il progetto strategico complessivo del Ministero, per una effettiva partecipazione della magistratura alle scelte che in questo settore incidono profondamente sul ruolo del giudice, sul concreto esercizio della giurisdizione e sulla complessiva risposta di giustizia per i cittadini, con effetti, quantomeno mediati, sui profili di autonomia della funzione rimessi alla tutela del CSM



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