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Istituzione della Procura Europea

News


12 novembre 2018

Istituzione della Procura Europea
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Il plenum, nella seduta straordinaria del 12 novembre 2018, ha approvato a maggioranza (hanno votato in senso contrario solo i consiglieri laici Donati, Basile, Cavanna, Lanzi, Gigliotti, Benedetti) il parere ai sensi dell’art 10 della L. 195/1958 richiesto dal Ministro della Giustizia sul disegno di legge delega “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europea – Legge di delegazione europea 2018”.

Il disegno di legge delega contiene i principi ai quali il legislatore delegato dovrà attenersi nell’adozione della normativa interna finalizzata a dare attuazione al Regolamento istitutivo del Procuratore Europeo previsto dal Regolamento UE/1939/2017, entrato in vigore il 20 novembre 2017.

Nello specifico, il parere muove dall’esame dei problemi organizzativi che l’istituzione della Procura europea pone rispetto all’ordinamento interno.

La struttura di EPPO, difatti, si compone di organi centrali (collegio, camere permanenti, Procuratore Capo - PCE, procuratori europei – PE, direttore) e decentrati (i procuratori europei delegati – PED).

 

La delibera, effettuata una ricognizione delle attività e delle competenze dei menzionati organi, pone in rilievo la necessità di adeguamento e raccordo dell’ordinamento giudiziario e, soprattutto, del processo penale, ai nuovi istituti.

Con particolare riferimento agli aspetti ordinamentali, di diretta competenza consiliare, il più rilevante e delicato dei temi affrontati è quello dell’individuazione dell’organo competente alla designazione della terna di magistrati aspiranti ai posti di PE e dei PED. In particolare, il parere rileva che sul punto il disegno di legge contiene da un lato una previsione generale sotto forma di generica delega al Governo e dall’altro una norma transitoria che demanda l’individuazione dei tre candidati PE al Ministro della Giustizia, sulla base di una rosa di 9 nomi espressa dal Consiglio sulla base di criteri di selezione stabiliti d’intesa fra CSM e Ministro. La delibera, in proposito, evidenzia come i poteri e le competenze del PE siano tali da conferire a tale organo natura eminentemente giudiziaria e non amministrativa. Per tali ragioni, quanto alla previsione “generale”, il parere rileva la genericità della delega, in violazione dell’art. 77 Cost., trattandosi di materia coperta da riserva di legge che impone una espressa norma che stabilisca l’organo competente e i criteri per la selezione.

Sulla scorta di tali considerazioni, il parere inoltre sottolinea che la disposizione transitoria, che utilizza lo schema del c.d. “concerto invertito” previsto per il membro nazionale di Eurojust, non è adeguata alla natura giurisdizionale del PE, che impone – ai sensi dell’art. 105 Cost. – la competenza esclusiva del Consiglio.

Lo stesso discorso dovrebbe valere anche per la procedura di individuazione dei PED, laddove invece la norma non detta indicazioni.

 

Con riferimento all’assetto organizzativo dei PED, il parere - preso atto dell’orientamento del ddl ad individuare quali sedi gli uffici capoluogo di distretto - rileva che le alternative prefigurabili in ordine alle sedi e al numero dei PED debbano essere ponderate alla luce dei carichi di lavoro da gestire.

 

Il parere affronta poi il problema della necessità di definire lo status giuridico dei PE e dei PED, che – svolgendo funzioni di natura eminentemente giudiziaria – imporrebbe ad avviso del Consiglio il superamento della tradizionale distinzione fra attività svolta in ruolo e attività fuori ruolo, a favore piuttosto della opportunità di configurare ex lege un tertium genus che si attagli meglio ai connotati di tale organo.

 

Con riferimento al tema dell’avocazione, il Consiglio ritiene opportuna la scelta governativa di eliminare l’obbligo di comunicazione al CSM dei provvedimenti di vocazione dell’EPPO e di lasciare invece la comunicazione al Consiglio della decisione del PED di assegnarsi una indagine rientrante fra quelle previste nel Regolamento EPPO.

 

Per quanto concerne i poteri di indirizzo e supervisione della Procura europea sui PED, il parere ritiene si tratti di poteri assimilabili a quelli previsti nell’ordinamento interno in materia di organizzazione degli uffici di Procura, con la sola e saliente differenza che non esistono – nel Regolamento – sistemi di controllo sui meccanismi di assegnazione e revoca dei procedimenti. Ciò imporrebbe quindi, secondo la delibera, un adeguamento della normativa interna alle previsioni sovranazionali. Nello stesso modo, vanno introdotte nell’ordinamento regole tali da armonizzare il potere dei PE di dettare direttive e istruzioni ai PED e le prerogative di indipendenza dei magistrati del pubblico ministero: il parere ritiene in proposito opportuno parlare di “principi e criteri” (cui i PED devono uniformarsi) e non già di “istruzioni”.

 

Infine, quanto ai profili di responsabilità disciplinare dei PED, la delibera – nel condividere la scelta di attribuire al Consiglio il potere di valutare in sede disciplinare le condotte extrafunzionali – rileva come il ddl opportunamente individua nella fase immediatamente precedente l’esecuzione del provvedimento il momento dal quale decorre l’obbligo di comunicazione a EPPO, al fine di evitare indebite interferenze nel procedimento “interno”.

Per quanto riguarda le condotte “funzionali”, la delibera rileva che il consenso del Procuratore capo europeo all’applicazione della sanzione della rimozione determina una limitazione delle prerogative consiliari (sezione disciplinare e prima commissione); l’auspicio è quindi che il ddl venga modificato circoscrivendo il più possibile le ipotesi in cui si dispiega il potere del PCE di esprimere il proprio consenso, attraendo invece gli altri illeciti funzionali alla sfera di competenza del solo CSM.

Infine, il parere evidenzia come sarebbe necessaria una espressa previsione volta ad esplicitare che la valutazione dell’attività dei PED da parte degli organi sovranazionali è valutabile nell’ordinamento interno non solo ai fini della professionalità ma anche per il conferimento di altri incarichi.

Il testo del parere è disponibile nella sezione Norme e documenti/Atti consiliari/Pareri e proposte al Ministro.

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