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GRECO (Group of States Against Corruption)

News


31 maggio 2018

GRECO (Group of States Against Corruption)
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Il 19 gennaio 2017 è stato pubblicato il rapporto di valutazione riguardante l’Italia in tema di “Corruption prevention in respect of members of parliament, judges and prosecutors” a cura del GRECO (Group of States Against Corruption) – organo anti-corruzione del Consiglio d’Europa che ha il compito di monitorare l’efficacia delle normative statali anticorruzione, sotto il profilo della loro conformità agli standard fissati dal Consiglio d’Europa.

L’attività del GRECO prevede cicli di valutazione («procedura di conformità») in cui si esaminano le misure adottate. All’esito tale organo formula eventuali raccomandazioni finalizzate a rafforzare la capacità degli Stati di combattere la corruzione.

Nelle relazioni del GRECO sono riportate le informazioni sulle politiche e gli strumenti di contrasto alla corruzione, informazioni analizzate per porre in luce luci ed ombre della legislazione, delle politiche e degli assetti istituzionali di ciascuno Stato.

Iniziato nel 2012, il IV ciclo di valutazione del GRECO ha come oggetto specifico la prevenzione della corruzione di membri del parlamento, giudici e pubblici ministeri, con riferimento a principi etici e regole di condotta, conflitti di interessi, divieto di svolgimento di determinate attività, trasparenza nei redditi. All’esito, tale Organismo ha emesso il citato Rapporto di valutazione, che nella seconda e terza parte prende in esame la situazione dei giudici e dei pubblici ministeri con particolare riguardo al sistema di reclutamento e carriera; ai criteri di assegnazione degli affari; alle condizioni retributive; ai principi etici e ai codici di comportamento; alla formazione; ai meccanismi ordinamentali e processuali di prevenzione dei conflitti di interesse; all’interdizione e alla limitazione delle attività extra-istituzionali; alla trasparenza dei redditi, alle proprietà e alle cointeressenze imprenditoriali; all’applicazione delle regole e dei principi di integrità attraverso la responsabilità disciplinare, civile e penale.

In linea generale, il rapporto riconosce che il sistema giudiziario ha una struttura legislativa primaria e secondaria adeguata a garantire l’indipendenza dei magistrati sotto tutti i profili esaminati nel monitoraggio.

La quarta parte contiene una serie di raccomandazioni: oltre a quelle inerenti alle dichiarazioni patrimoniali e i criteri di assegnazione degli affari ai sostituti procuratori, la III raccomandazione, riguardante Principi etici e regole deontologiche, è dedicata al Codice etico dei magistrati (adottato dall’Associazione nazionale magistrati nel 1994).

Pur riconoscendo il valore storico del Codice (primo in Europa), il GRECO si sofferma sull’ambito soggettivo di applicazione, nonché sulla formazione e sull’efficacia del sistema sanzionatorio, evidenziando i limiti del Codice stesso, legati alla natura essenzialmente sindacale della fonte. Il GRECO prende atto dell’interazione esistente tra le previsioni del codice etico e le fattispecie di illecito disciplinare contemplate dalla l. n. 109 del 2006, dimostrata dalla delegazione con la produzione di alcune decisioni disciplinari. Ritiene, tuttavia, che gli obblighi di legge presidiati dal Codice disciplinare e le regole di condotta previste dal Codice etico non siano “intercambiabili”, avendo misure e obiettivi diversi. Pur apprezzando le misure sin qui adottate dall’Italia, i valutatori ritengono necessario un ruolo più attivo e strutturato del Consiglio e della Scuola Superiore della Magistratura in questo settore.

Ritenendo, comunque, che il codice sia uno strumento prezioso soprattutto se concepito come un documento “vivente”, completato da spiegazioni, guida interpretativa e esempi concreti, al termine del ciclo di valutazione il GRECO raccomanda che:

-          il Codice etico divenga applicabile all’insieme dei magistrati (e non solo agli associati all’ANM) e sia integrato con commenti esplicativi e/o con esempi concreti, nei quali dovranno essere incluse direttive di comportamento per i casi di conflitto d’interesse, offerta di doni, ecc.;

-          l’applicazione delle regole di condotta sia garantita da un meccanismo di controllo efficace e dalla previsione di una formazione dedicata di carattere sistematico.

-          Sul diverso tema dell’organizzazione degli uffici requirenti, il CSM rafforzi il proprio ruolo di vigilanza sui programmi organizzativi, onde garantire la trasparenza e l’oggettività nell’assegnazione dei procedimenti.

In attuazione delle raccomandazioni espresse dal GRECO, viene data dal Consiglio puntuale diffusione, sul proprio sito istituzionale, del Codice etico dell’ANM, tra l’altro riconosciuto dall’organo di governo autonomo della magistratura, con delibera del 12 luglio 1994, idoneo ad adempiere alla previsione di cui all’art. 58 bis d.lgs. n. 29/93, che impone per tutti i dipendenti pubblici un codice di comportamento volto a garantire la prevenzione dei fenomeni di corruzione, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà, imparzialità ed esclusiva cura dell'interesse pubblico

La pubblicazione del codice si accompagna a quella delle massime e delle sentenze disciplinari, sia sul sito del Consiglio che su quello della Corte di Cassazione che, seppur anonimizzate nel rispetto della normativa sulla privacy, rappresentano con chiarezza quali comportamenti concreti possano integrare illecito disciplinare.

Per quanto riguarda, invece, i programmi organizzativi degli uffici requirenti, con circolare del 16 novembre 2017  il Consiglio ha fissato le regole per la predisposizione dei progetti organizzativi, con particolare riferimento ai criteri di costituzione dei gruppi di lavoro e di assegnazione degli affari ai magistrati dell’ufficio, nonché al procedimento per la revoca dell’assegnazione, disciplinando anche l’iter di formazione e controllo dei documenti organizzativi prevedendo strumenti di conoscibilità e partecipazione dei magistrati dell’ufficio alla redazione degli stessi. Il Consiglio Superiore ha la facoltà di richiedere chiarimenti al Procuratore della Repubblica in relazione al progetto organizzativo trasmesso e può inviare osservazioni e rilievi specifici. Gli stessi progetti vengono tenuti in considerazione anche ai fini delle valutazioni di professionalità e della conferma del dirigente.

Viene inoltre garantita anche la trasparenza e l’oggettività nell’assegnazione dei procedimenti, menzionati anche nelle raccomandazioni del GRECO, in quanto si prevede che il Procuratore assegni gli affari ai magistrati che compongono i gruppi di lavoro seguendo, oltre che i criteri predeterminati nel documento organizzativo, anche i criteri di equità e funzionalità specificati nel progetto organizzativo.

La Circolare detta infine regole puntuali per l’assenso, i visti e la revoca dell’assegnazione e della designazione, invitando anche, in caso di contrasto, a trovare soluzioni condivise. Se perdura il contrasto, il Consiglio Superiore, se ravvisa l’insussistenza dei presupposti, la violazione delle regole procedimentali o l’incongruità della motivazione, formula specifici rilievi.

Con riferimento alla pubblicità e al controllo delle dichiarazioni patrimoniali dei magistrati la Quarta commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha disposto, in data 8 maggio 2018, l'apertura di una pratica volta ad individuare gli adempimenti, anche amministrativi, necessari a dare concreta attuazione alle raccomandazioni del GRECO, eventualmente aggiornando il procedimento già previsto.

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