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Brevi dal plenum

News


08 maggio 2019

Brevi dal plenum

Il plenum, nelle sedute dell’8 maggio 2019, ha adottato le seguenti delibere:

Uffici direttivi:

  • Presidente Corte appello Lecce: nominato, a seguito di riesame, Lanfranco Vetrone, attualmente presidente tribunale Catanzaro

Uffici semidirettivi:

  • Presidente Tribunale Vibo Valentia: nominata Tiziana Macrì, attualmente giudice tribunale Catanzaro

Ricollocamenti in ruolo:

  • Donatella Casablanca, attualmente fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, Dipartimento affari di giustizia: deliberato il ricollocamento in ruolo quale consigliere lavoro corte appello Roma (posto precedentemente occupato)

Collocamenti fuori ruolo:

  • Pierandrea Valchera, attualmente giudice tribunale Frosinone: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento organizzazione giudiziaria
  • Marisa Manzini, attualmente procuratore aggiunto Cosenza: deliberato il collocamento fuori ruolo presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla mafia

Pubblicazione posti:

È stata revocata la pubblicazione di un posto di consigliere lavoro Corte appello Roma ed è stato integrato il bando con un posto di Consigliere corte appello Salerno (settore penale).

 

Su proposta della VI commissione, è stato approvato un parere sul disegno di legge AS 1200, in materia di tutela delle vittime della violenza di genere e domestica, al fine di completare le misure predisposte per conformare l’ordinamento interno alla normativa dell’UE e alle pronunce della CEDU.

In linea generale, l’intervento del legislatore riguarda il diritto penale, gli aspetti processuali, l’ordinamento penitenziario e il settore delle misure di prevenzione e si muove in una duplice prospettiva: inasprire il trattamento sanzionatorio e rafforzare la prevenzione attraverso misure di protezione e obblighi informativi nei confronti della vittima. Inoltre, sotto il profilo processuale, viene perseguito l’obiettivo di incardinare quanto più celermente possibile il procedimento e di garantire un suo altrettanto rapido sviluppo nelle diverse fasi.

Il parere procede quindi ad esaminare compiutamente le diverse innovazioni introdotte nel sistema sanzionatorio (attraverso l’introduzione di nuovi delitti, l’aggravamento di talune pene edittali e l’estensione delle circostanze aggravanti ai casi in cui fra autore del reato e vittima vi siano rapporti di convivenza o relazioni affettive, vincoli di discendenza, adozione o infine qualora la vittima sia minorenne), finalizzate ad aumentare l’efficacia deterrente delle norme incriminatrici.

Con riferimento ai profili processuali, le novelle mirano a garantire la trattazione prioritaria dei procedimenti per violenza di genere o domestica, imponendo a PG e PM tempi ristretti per le indagini, attraverso l’introduzione di una sorta di presunzione assoluta di urgenza. Per rafforzare la consapevolezza (e quindi la tutela) della vittima, viene introdotto l’obbligo di informare la stessa dei provvedimenti incidenti sullo status libertatis dell’autore del reato. Viene poi previsto un raccordo informativo fra il procedimento penale e quello civile, attraverso la comunicazione al giudice civile che procede su separazione e affidamento dei minori dei provvedimenti adottati in sede penale. Inoltre, vengono introdotte norme funzionali a evitare la vittimizzazione secondaria processuale della persona offesa. Infine, viene ampliato il perimetro applicativo delle misure di prevenzione.

Il parere esprime sostanziale condivisione dell’obiettivo di garantire una tempestiva, completa e approfondita trattazione dei procedimenti, colmando alcuni vuoti di disciplina e rafforzando l’incisività dell’intervento dell’autorità giudiziaria in funzione non solo repressiva ma preventiva. Vengono quindi richiamate le risoluzioni adottate dal CSM in materia, che incentrano l’attenzione sull’adozione di buone prassi e misure organizzative adeguate a garantire la trattazione prioritaria dei procedimenti.

Quanto agli aspetti problematici, viene ritenuto troppo rigido l’obbligo di assumere a sommarie informazioni la persona offesa entro 3 giorni dall’iscrizione della notitia criminis, rigidità mitigata, comunque, dall’assenza di sanzioni (nullità o inutilizzabilità dell’atto) in caso di mancato rispetto del termine. Inoltre, si rileva che la previsione di un obbligo di fatto riduce la discrezionalità del p.m., di fatto impedendogli di scriminare la gravità dei fatti, l’utilità dell’esame e l’effettiva urgenza dell’atto stesso (si pensi ai casi in cui la denuncia querela è sufficientemente esaustiva), con possibili ripercussioni sull’organizzazione del lavoro delle Procure (anche in termini di rispetto del criterio della specializzazione) e sulla vittimizzazione secondaria. Inoltre, termini così ristretti riverberano conseguenze sulla possibilità per il p.m. di elaborare una efficace strategia investigativa, anche nella prospettiva di vagliare l’attendibilità della persona offesa. Il parere auspica, quindi, che nel corso dei lavori parlamentari, venga restituito al p.m. un margine di valutazione discrezionale in ordine all’urgenza dell’atto istruttorio.

Con riferimento al raccordo informativo penale/civile, la delibera rileva la necessità di ampliare il novero degli atti da comunicare al giudice civile e di definire con maggiore chiarezza i presupposti per la trasmissione, il momento in cui essa deve avvenire e l’organo competente alla stessa (giudice o p.m.).

Inoltre, il parere reputa opportuno rendere omogeneo il regime processuale applicabile ai reati catalogabili come violenza di genere o domestica, eliminando alcune aporie e differenze.

Infine, la delibera rileva l’opportunità di introdurre previsioni funzionali a garantire la possibilità di blocco immediato dei contenuti lesivi ove i reati siano commessi attraverso strumenti informatici.

 

Su proposta della VII commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato che su uno schema di decreto di applicazione endodistrettuale del Presidente della Corte, in relazione a quanto previsto dall’art. 102 della Circolare sulle applicazioni, il Consiglio giudiziario può esprimere anche un parere preventivo, così da garantire l’economicità della procedura. Successivamente al parere, il Capo della Corte dovrà emettere un nuovo schema di decreto, rispetto al quale deve trovare nuovamente spazio la procedura di cui all’art. 102 (nello specifico, possibilità per i magistrati interessati di presentare osservazioni). Su tale schema, infine, dovrà pronunciarsi nuovamente il Consiglio giudiziario, per valutare le osservazioni e dare, infine, esecutività al decreto.

 

 

I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum. Nella sezione concorsi e interpelli, inoltre, sarà disponibile nei prossimi giorni l'integrazione della pubblicazione dei posti vacanti di secondo grado.

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