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Brevi dal plenum

News


06 febbraio 2019

Brevi dal plenum

Il plenum, nelle sedute del 6 febbraio 2019, ha adottato le seguenti delibere:

 

Uffici direttivi:

  • Avvocato generale Cassazione: nominato il dott. Pietro Gaeta, attualmente sostituto procuratore generale Cassazione
  • Avvocato generale Cassazione: nominato il dott. Francesco Salzano, attualmente sostituto procuratore generale Cassazione

Uffici semidirettivi:

  • Presidente sezione tribunale Napoli: nominato il dott. Francesco Pastore, attualmente consigliere corte appello Napoli
  • Presidente sezione tribunale Santa Maria Capua Vetere: nominato il dott. Roberto Peluso, attualmente giudice tribunale Napoli
  • Presidente sezione tribunale Napoli: nominata la dott.ssa Roberta Di Clemente, attualmente giudice tribunale Napoli
  • Presidente sezione tribunale Nola: nominato il dott. Geremia Casaburi, attualmente consigliere corte appello Napoli
  • Presidente sezione corte appello L’Aquila: nominata la dott.ssa Armanda Servino, attualmente consigliere corte appello L’Aquila

Concorsi:È stata approvata la graduatoria finale dei 339 vincitori del concorso a 360 posti di magistrato ordinario in tirocinio indetto con D.M. 19 ottobre 2016. I nuovi magistrati prenderanno prossimamente servizio per svolgere il prescritto tirocinio.

 

Su iniziativa della Sesta commissione, è stato approvato il parere sulla proposta di legge in materia di giudizio abbreviato. Il testo normativo è incentrato sulla eliminazione della possibilità, per l’imputato, di accedere al giudizio abbreviato per i reati puniti con l’ergastolo. La ratio della proposta di legge è quella di garantire una risposta sanzionatoria severa in presenza di fatti di particolare gravità e allarme sociale.

A tal proposito, il parere – richiamando la giurisprudenza costituzionale - rileva che rientra nell’ambito della discrezionalità del legislatore l’introduzione di limiti all’accesso ai riti premiali rispetto a reati il cui trattamento sanzionatorio è indice di massimo disvalore per l’ordinamento, fermo restando il divieto di irretroattività di previsioni che incidono sul trattamento sanzionatorio.

La delibera rileva che la contrazione degli spazi applicativi per il giudizio abbreviato potrebbe avere significative ripercussioni sul complessivo assetto del sistema giudiziario, ed in particolare sul carico di lavoro delle Corti di assise, anche in considerazione del fatto che un sistema accusatorio, per essere efficace, necessita del massimo spazio possibile per i riti alternativi.

Un ulteriore problema riguarda l’accesso al rito abbreviato da parte dei collaboratori di giustizia che – pur beneficiando di un trattamento sanzionatorio di favore per espressa previsione di legge – non potrebbero accedere al giudizio stesso perché la preclusione configurata dal disegno di legge è ancorata all’imputazione. Di conseguenza, tale limitazione potrebbe avere un effetto negativo sulla scelta di accedere alla collaborazione con la giustizia.

Il parere segnala poi il problema ermeneutico che potrebbe porsi in presenza di imputazioni cumulative in cui coesistono contestazioni preclusive del rito abbreviato e contestazioni davanti alle quali lo stesso è ammissibile: difatti, ove si accedesse alla tesi favorevole ad una richiesta “parziale” di abbreviato (relativa, cioè, ai soli reati per i quali lo stesso è ammissibile), così garantendo il trattamento premiale per l’imputato, si avrebbe come effetto la celebrazione di due distinti processi e, quindi, un aggravio del carico di lavoro degli uffici giudiziari.

La delibera, quindi, individua - quale possibile strumento per raggiungere l’obiettivo di evitare una eccessiva distanza fra gravità del fatto e sanzione irrogata senza incidere eccessivamente sull’effetto deflattivo dei riti – un intervento sul trattamento sanzionatorio, piuttosto che sul tipo di rito.

Successivamente, il parere analizza le ulteriori modifiche al Codice di procedura apportate dal disegno di legge, modifiche funzionali ad armonizzare l’impianto codicistico alla novella sopra descritta.

In particolare, una parte delle disposizioni è funzionale a consentire il recupero del rito premiale nelle ipotesi in cui, nel corso del giudizio, la qualificazione giuridica del fatto muti “a favore” di fattispecie delittuose che invece consentano l’accesso al giudizio abbreviato. A tal proposito, viene rilevata la mancanza, nell’assetto delineato nella proposta, di una previsione che consenta - a fronte di una diversa qualificazione del fatto - la reiterazione della richiesta di abbreviato dichiara inammissibile nella fase introduttiva dell’udienza preliminare o a seguito di decreto di giudizio immediato.

 

Su iniziativa della Settima commissione, sono stati approvati gli schemi di accordo fra CSM, CNF e professioni sanitarie, in attuazione della l. 24/2017. Nello specifico, facendo seguito alla delibera del 25 ottobre 2017 e al protocollo di intesa stipulato con l’ordine dei medici, vengono definiti i protocolli di intesa con gli ordini degli ostetrici, dei tecnici sanitari, dei veterinari, degli psicologi, dei chimici, dei farmacisti e dei biologi.

Punto di partenza sono le previsioni normative che impongono – per la nomina di periti e consulenti nell’ambito dei procedimenti civili e penali volti all’accertamento della responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie – la selezione di professionisti qualificati, scelti all’interno degli albi tenuti dai Tribunali.

A fronte di ciò, è emersa la necessità di una revisione sistematica delle modalità di tenuta di tali albi, al fine di individuare professionalità qualificate per supportare l’opera dell’autorità giudiziaria e, nel contempo, per offrire una platea completa di specializzazioni “utilizzabili”.

I protocolli, pertanto, definiscono le linee guida per la strutturazione degli albi, sotto il profilo dei diversi profili professionali i cui saperi sono necessari nei procedimenti per responsabilità medica, delle modalità di identificazione e categorizzazione delle specializzazioni, delle modalità di tenuta e revisione degli albi (tenuto conto delle peculiarità di ciascun ordine professionale).

In secondo luogo, vengono indicati gli elementi (oggettivi) di valutazione delle competenze specialistiche necessarie per legge ai fini dell’iscrizione agli albi; viene poi raccomandata la formazione di un fascicolo personale che raccolga dati e titoli di ciascun iscritto, così da fornire le opportune informazioni agli utenti.

Infine, viene dedicato spazio all’opportunità di rendere gli albi pubblici ed accessibili a tutti gli utenti, anche attraverso il ricorso a strumenti informatici.

 

Su proposta della Settima commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato che i provvedimenti di applicazione endodistrettuale – anche se urgenti - devono essere necessariamente accompagnati dal parere del Consiglio giudiziario. Difatti, l’art. 102 della circolare in materia di applicazioni espressamente impone il preventivo intervento di “controllo” del Consiglio giudiziario prima che il decreto stesso acquisisca efficacia, senza possibilità di deroghe all’iter così delineato, nemmeno in presenza di ragioni di urgenza.

 

Su iniziativa della Settima commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato, in materia di ammissione ai tirocini formativi presso gli uffici giudiziari ex art. 73 d.l. 63/2013 (convertito in l. 90/2013), che i requisiti della media degli esami e del punteggio di laurea sono alternativi fra loro e non cumulativi.

 

I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum. Nella sezione concorsi e interpelli, inoltre, saranno disponibili nei prossimi giorni gli interpelli relativi al rinnovo del consiglio direttivo di SSPL, all'applicazione extradistrettuale per i procedimenti in materia di protezione internazionale e per la nomina dei RID (referenti informatici distrettuali).

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