indietro

Brevi dal plenum

News


17 luglio 2019

Brevi dal plenum

Il plenum, nelle sedute del 17 luglio 2019, ha adottato le seguenti delibere:

 

Uffici semidirettivi:

  • Presidente sezione corte appello Torino: nominato il dott. Alfredo Pietro Paolo Andrea Grosso, attualmente consigliere corte appello Torino
  • Presidente sezione lavoro tribunale Santa Maria Capua Vetere: nominato il dott. Roberto Pellecchia, attualmente giudice lavoro tribunale Napoli

Ricollocamenti in ruolo:

  • Luca De Matteis, attualmente fuori ruolo presso la Commissione europea, OLAF: deliberato il ricollocamento in ruolo quale giudice tribunale Como (posto precedentemente occupato)

Collocamenti fuori ruolo:

  • Daniela Cortucci, attualmente giudice tribunale Napoli: deliberato il collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, ufficio legislativo
  • Alessandro D’Ancona, attualmente fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, Dipartimento affari di giustizia: deliberata la conferma del collocamento fuori ruolo presso il Ministero della Giustizia, dipartimento organizzazione giudiziaria

Trasferimenti extraordinem:

  • Alberto Massimo Vigorelli, attualmente presidente sezione tribunale Milano: deliberato il trasferimento a consigliere corte appello Milano (posto precedentemente occupato), in esecuzione di giudicato amministrativo

 

 

Su proposta dell’VIII commissione, è stato approvato il parere sulla proposta ministeriale di determinazione delle piante organiche della magistratura onoraria, la cui dotazione organica è fissata in 6000 giudici onorari di pace e 2000 vice procuratori onorari. Le valutazioni contenute nel parere sono il risultato di una approfondita attività istruttoria, in cui determinante è stato il contributo delle Sezioni autonome dei Consigli giudiziariin termini di apporto conoscitivo inerente i flussi e le pendenze.

Il coinvolgimento degli organi decentrati del governo autonomo della magistratura assume rilievo anche in considerazione del fatto che la proposta ministeriale si fonda sui seguenti criteri di valutazione: sviluppo progressivo delle piante organiche nel tempo; attuali presenze negli uffici; necessità di assicurare il servizio giustizia anche negli uffici di dimensioni più ridotte; modalità di lavoro dei magistrati onorari; mutate competenze della magistratura onoraria; soppressione e ricostituzione di vari uffici del giudice di pace con costi a carico degli enti locali; temporaneità delle nuove piante organiche; proporzione tra magistrati onorari e togati; simmetria fra il contingente dei GOP e dei VPO calcolata a livello nazionale e non rispetto al singolo ufficio giudiziario.

Sulla base di tali linee direttrivi, i fabbisogni complessivi dei singoli uffici sono stati esaminati considerando inoltre i carichi di lavoro complessivi e il numero medio di procedimenti gestibili dal singolo magistrato onorario (salvo motivate eccezioni per specifiche tipologie di ufficio).

Sulla ripartizione degli organici così definita il parere consiliare esprime un giudizio favorevole, salutando con favore la possibilità di rivedere le piante organiche dopo un quadriennio e la scelta di vincolare la proporzione togati/onorari all’intero territorio nazionale e non al singolo ufficio, così aumentando la flessibilità complessiva dell’assetto dei magistrati onorari.

Viene poi manifestato apprezzamento per la scelta di ridurre il numero di processi gestibili dai singoli magistrati onorari e di rimodulare gli organici in relazione agli effettivi fabbisogni, evidenziando però la necessità di apportare correttivi in relazione agli uffici soppressi e poi ripristinati e a situazioni specifiche, in cui l’applicazione del criterio delle sopravvenienze ha determinato una riduzione dell’organico non collimante con le effettive dinamiche dell’ufficio stesso.

 

 

Su proposta della IV commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato che il dirigente dell’ufficio ha la facoltà di autorizzare il magistrato a fruire nell’anno corrente dei periodi di congedo ordinario non goduto nelle annualità precedenti, ove il magistrato non abbia usufruito di tali periodi per ineludibili esigenze di servizio. A sostegno di tali conclusioni, la delibera richiama la natura irrinunciabile, indisponibile e imprescrittibile del diritto alle ferie, ragione per cui – ove ricorrano imprescindibili esigenze ostative al godimento delle ferie – il magistrato potrà usufruirne alla cessazione delle esigenze stesse, coniugando le esigenze dell’ufficio e quelle dell’interessato stesso nella programmazione dei giorni di congedo da smaltire.

 

 

Su proposta della VII commissione, in risposta ad un quesito, è stato affermato che le funzioni di magistrato di sorveglianza non possono essere equiparate a quelle dibattimentali, ai fini del periodo minimo necessario allo svolgimento delle funzioni di GIP, ai sensi dell’art. 114 della circolare sulle tabelle. Ad avviso della delibera, all’equiparazione osta la differente natura delle funzioni di sorveglianza sia rispetto a quelle dibattimentali sia rispetto a quelle ad esse analoghe (GUP, prevenzione, riesame).

 

Su proposta della VII commissione, in risposta a vari quesiti, è stato affermato che il periodo c.d. cuscinetto previsto dalle delibere in materia di periodo feriale non può trovare una modulazione temporale differente per i magistrati che svolgono funzioni lavoro e funzioni di giudice del riesame, nella misura in cui il periodo cuscinetto è fissato in maniera uguale per tutti gli uffici e le funzioni giudiziarie, fatta salva l’autorganizzazione del magistrato e la previsione di una adeguata turnazione fra i magistrati nei periodi feriali.

 

I testi di tutte le proposte approvate dal plenum (fatti salvi eventuali emendamenti) sono consultabili nella sezione del sito relativa agli ordini del giorno di plenum.

  • Email