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Violenza di genere

Violenza di genere

12 aprile 2018
il seminario presso la Biblioteca nazionale centrale

La Sesta e la Settima Commissione per il 12 e 13 aprile 2018 organizzano un incontro di studi volto ad approfondire le tematiche relative alla violenza di genere, fenomeno estremamente diffuso e il cui contrasto appare estremamente arduo.

Tale dato di partenza, unito all’esigenza di offrire supporto alle donne vittime di violenza, ha stimolato un intenso dibattito sovranazionale che, a sua volta, si è tradotto sul piano interno in numerosi interventi normativi a tutela delle vittime, attraverso nuove fattispecie di reato, nuova disciplina processuale e penitenziaria dei delitti contro la libertà sessuale, nuove circostanze di reato comuni e speciali e nuove modalità  di assunzione della testimonianza della vittima c.d. debole.

Inoltre, i documenti elaborati al livello sovranazionale, vincolanti e non, hanno assunto il ruolo di guida nella promozione di un’effettiva e concreta tutela della vittima da reato. Nei rapporti tra fonti comunitarie e diritto interno, la prima, oltre a creare obblighi di adeguamento per il legislatore nazionale, è divenuta fondamentale strumento interpretativo.

L'incontro di studi, dunque, ha come obiettivo quello di approfondire i diversi strumenti di tutela e le loro applicazioni, così da fornire agli operatori del diritto il quadro normativo e giurisprudenziale di riferimento per una maggiore e più incisiva tutela delle vittime deboli del reato.

In tale prospettiva, l’incontro si propone di offrire una panoramica esaustiva del fenomeno, tramite l’analisi delle sue molteplici implicazioni e degli strumenti di contrasto attualmente previsti dall’ordinamento.

Dopo una disamina degli aspetti sociologici connessi alla c.d. violenza di genere l’incontro di studio affronterà i temi delle principali condotte penalmente rilevanti connesse alla violenza di genere (dallo stalking al femminicidio) e dei meccanismi predisposti dal legislatore.

L’altro aspetto di rilievo riguarderà il profilo organizzativo degli uffici giudiziari, al quale il Consiglio ha sempre prestato enorme attenzione. Sin dal 2010, ha operato nella direzione di incentivare la specializzazione dei magistrati in ordine al fenomeno della violenza di genere (v. delibera 11.2.2009 e 30.7.2010) sia nel settore penale che civile, sollecitando anche l’adesione di metodi organizzativi volti ad assegnare la trattazione in via esclusiva e prevalente di tutti gli affari riguardanti la materia in sezioni specializzate.

Con la delibera del 12.3.2014, sono stati analizzati i moduli organizzativi volti alla trattazione tempestiva dei procedimenti penali in materia di violenza familiare, registrando una situazione fortemente disomogenea sul territorio nazionale ed indicando ulteriori direttive vincolanti in materia.

Con la nuova Circolare sulla Formazione delle Tabelle degli Uffici Giudicanti per il triennio 2017-2019, si è ribadita la regola secondo cui i Tribunali organizzati in più sezioni civili e/o in più sezioni penali devono prevedere modelli di specializzazione che accorpino materie in base ad aree omogenee ad esempio, avuto riguardo, nel settore penale, alla trattazione di materie quali i delitti commessi in danno di soggetti deboli, i delitti di femminicidio, mostrando ancora una volta particolare attenzione al tema della violenza di genere.

Da ultimo, il Consiglio non può non farsi carico di quanto contestato all’Italia dalla Corte E.D.U. con la sentenza 2 marzo 2017 (Talpis c. Italia), che ha affermato dagli artt. 2 e 3 Cedu scaturisca a carico dello Stato l’obbligo positivo di proteggere le persone vulnerabili, fra cui rientrano le vittime di violenze domestiche, attraverso misure idonee a porle al riparo da aggressioni alla propria vita e integrità fisica.

Ne deriva la necessità di promuovere e condividere l’adozione di buone prassi finalizzate ad acquisire tra gli obblighi positivi quelli cosiddetti procedurali, dai quali discende il dovere per le autorità pubbliche di instaurare un procedimento penale effettivo e tempestivo.

Inoltre, occorre essere consapevoli che la sanzione penale è solo uno degli strumenti necessari per contrastare la violenza contro le donne, essendo fondamentale agire anche in via preventiva in presenza di segnali di rischio che impongano un tempestivo intervento dell’autorità Ggudiziaria. A tal fine, è importante avvalersi dell’apporto di saperi non strettamente giuridici e di figure professionali sempre più specializzate.

In quest’ottica l’incontro del 12 e 13 aprile costituirà l’occasione di un confronto, libero e partecipato, sui risultati del lavoro consiliare di questi mesi, così da consentire al Consiglio di dare veste e forma definitiva alle linee guida in materia, nonché di individuare ipotesi di modifiche normative e soluzioni a legislazione invariata

 

Il dibattito è articolato in tre sessioni.

Nella prima sessione il confronto avrà ad oggetto l’analisi del fenomeno e della sua portata, anche sulla base dei dati provenienti dagli uffici giudiziari e relativi ai fatti di reato.

La seconda sessione è dedicata per una prima parte al punto di vista della vittima, attraverso i contributi di magistrati, avvocati e forze di polizia. La seconda parte della sessione e la terza sessione saranno destinate all’illustrazione e all’approfondimento delle linee guida e delle buone prassi in materia di violenza di genere e violenza domestica.

 

Al convegno parteciperanno il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il Presidente della Camera Roberto Fico, il Vice Presidente del CSM Giovanni Legnini, il Primo Presidente della Cassazione Giovanni Mammone, il Procuratore Generale Riccardo Fuzio, i componenti del CSM, magistrati, avvocati, rappresentanti delle forze di Polizia, delle istituzioni coinvolte e delle associazioni impegnate nel settore.

 

Il programma completo è disponibile in allegato.

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