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L'ordinanza-sentenza del maxi processo

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14 luglio 2017

L'ordinanza-sentenza del maxi processo
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E' stata pubblicata, nella sezione giurisdizione e società, la “monumentale” (40 volumi) ordinanza –sentenza emessa nel procedimento penale Abbate Giovanni + 706.

La stessa, depositata l’8 novembre del 1985, è la principale testimonianza dell’opera del pool antimafia, costituito e diretto da Rocco Chinnici e poi, dopo la morte di quest’ultimo da Antonino Caponnetto, rappresentando l’atto conclusivo dell’attività istruttoria, condotta per la prima volta con l’innovativo metodo investigativo del pool e sulla base di una visione unitaria dei fenomeni criminali di tipo mafioso.

L’ordinanza è, in particolare, il frutto del lavoro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ne terminarono la redazione “confinati” all’interno del carcere dell’Asinara, dove vennero trasferiti, per ragioni di sicurezza, insieme alle loro famiglie, all’indomani degli omicidi del commissario Beppe Montana e del vice questore Ninni Cassarà.

La sezione raccoglieva già le sentenze di primo grado, di appello e di legittimità derivanti dall’ordinanza sentenza Abbate+706, i processi celebrati per la strage di via D’Amelio e per quella di Capaci, oltre ad altri numerosi processi di mafia.

Per il Consiglio è il giusto e doveroso modo per onorare l’impegno e il sacrificio, al servizio delle Istituzioni, di queste due grandi figure di magistrato, diffondendo atti che documentano momenti fondamentali della storia della magistratura e del Paese.

 

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