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Turchia: CSM delibera di autosospendersi temporaneamente dalla Rete balcanica ed euro-mediterranea

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12 luglio 2017

Turchia: CSM delibera di autosospendersi temporaneamente dalla Rete balcanica ed euro-mediterranea

Il Plenum del CSM ha deliberato la propria autosospensione temporanea dalla Rete balcanica ed euro-mediterranea dei Consigli di Giustizia (la BEMNCJ) dopo la recente partecipazione all’assemblea generale, svoltasi il 10 e 11 luglio a Burgas, in Bulgaria, dei rappresentanti italiani Paola Balducci e Lucio Aschettino.

L’approvazione della delibera della IX Commissione, presieduta da Alessio Zaccaria, è avvenuta al termine di una lunga discussione nel corso del Plenum. Il testo approvato contiene un emendamento, presentato dal consigliere Ercole Aprile, che prevede di ribadire ufficialmente la richiesta di fissazione di una nuova assemblea della Rete balcanica con all’ordine del giorno la questione Turchia e la sua permanenza nella Rete medesima.

“Il Consiglio auspica – si legge nella delibera approvata dal Plenum – che nell’ambito della Rete Balcanica la situazione della Turchia venga prossimamente presa in considerazione, discussa e chiarita, in particolare sotto il profilo del rispetto della Rule of Law, alla luce dei documenti presentati dal CSM e di ogni altro documento utile allo scopo, fra cui i documenti pubblicati in proposito dall’ENCJ, e nelle more ha deliberato  di sospendere temporaneamente la propria posizione di membro della Rete balcanica riservandosi ogni ulteriore determinazione all’esito dell’accoglimento della richiesta di fissazione di una apposita assemblea in cui discutere la questione della partecipazione della Turchia alla suddetta Rete”.

Sia l’ENCJ (la Rete Europea dei Consigli di Giustizia)  che l’EJTN (la Rete di Formazione Giudiziaria Europea) hanno sospeso la Turchia dal ruolo di osservatore in considerazione delle continue violazioni dei diritti fondamentali verificatesi all’interno del Paese dopo il fallito golpe del 15 luglio del 2016.

Il Consiglio Superiore della Magistratura,  il 20 luglio del 2016, aveva già deciso di sospendere ogni rapporto di cooperazione con il Consiglio Superiore dei Giudici e dei Pubblici Ministeri della Turchia e, lo scorso 14 giugno, aveva fatto propria la Dichiarazione di Parigi dell’ENCJ che aveva rinnovato le preoccupazioni per la situazione attuale in Turchia, riaffermando l’esigenza di rispettare i principi della Rule of Law.

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