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Turchia: CSM chiederà la sospensione della Turchia dalla Rete balcanica ed euro-mediterranea dei Consigli di Giustizia

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06 luglio 2017

Turchia: CSM chiederà la sospensione della Turchia dalla Rete balcanica ed euro-mediterranea dei Consigli di Giustizia
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Il Consiglio Superiore della Magistratura chiederà la sospensione della Turchia dalla  Rete balcanica ed euro-mediterranea dei Consigli di Giustizia (BEMNCJ) in occasione dell’assemblea generale  della stessa rete che si svolgerà a Burgas, in Bulgaria, il prossimo 10 e 11 luglio. Una decisione presa dal Plenum del CSM all’esito di un'articolata discussione introdotta dalla relazione del Presidente della IX Commissione Alessio Zaccaria,  a seguito dell'aggravarsi  della situazione in Turchia, con  continui arresti e violazioni dello stato di diritto dopo il fallito golpe del 15 luglio del 2016.

 

Il Consiglio Superiore ha deliberato “di dare mandato ai propri rappresentanti all’Assemblea Generale della BEMNCJ – si legge nel  documento approvato stamattina dal Plenum - di avanzare richiesta di sospensione della Turchia dalla Rete balcanica, in sintonia con quanto già deciso, per motivazioni analoghe, dall’ENCJ (la Rete Europea dei Consigli di Giustizia)  e dall’EJTN (la Rete di Formazione Giudiziaria Europea). In caso di rigetto di detta richiesta si riserva di valutare la posizione da assumere in seno alla Rete, rimanendo comunque esclusa, in tale ipotesi, la possibilità di partecipare al board della Rete medesima”.   

I due  rappresentanti italiani del CSM, i consiglieri Paola Balducci  (membro del Board)  e Lucio Aschettino  (Vice Presidente della IX Commissione),  sottoporranno  alla Rete anche l’approvazione di un documento con le linee fondanti della Rule of Law, lo stato di diritto, quali consolidate nella nostra tradizione e, più in generale, nella civiltà giuridica europea.

 

La decisione del Plenum è  in linea con  quella  dell’ENCJ e della EJTN che hanno sospeso la Turchia dal ruolo di osservatore rispettivamente nell’Assemblea Generale dell’Aja dell’8 dicembre del 2016 e nell’Assemblea di Malta del 23 giugno scorso. L’ENCJ,   inoltre, ha deciso di non partecipare, anche se solo come osservatore, ai lavori dell’Assemblea della Rete balcanica.

Il CSM il 20 luglio del 2016 aveva già deliberato di sospendere ogni rapporto di cooperazione con il Consiglio Superiore dei Giudici e dei Pubblici Ministeri della Turchia e, lo scorso 14 giugno, ha fatto propria la Dichiarazione di Parigi dell’ENCJ che ha ribadito le preoccupazioni per la situazione attuale in Turchia riaffermando l’esigenza di rispettare la Rule of Law. 

 

Nel corso del dibattito in Plenum il Vice Presidente Giovanni Legnini ha voluto sottolineare come la partecipazione alla  Rete  balcanica ed euro mediterranea sia sempre stata di massima importanza per il CSM. “In questa Rete – ha spiegato Legnini - abbiamo lavorato e investito in termini di risorse perché  riponevamo fiducia in un consesso fondamentale per la diffusione della cultura della legalità. 

Ci sono Paesi con giovani democrazie che stanno gradualmente conquistando principi e standard di indipendenza sempre più apprezzabili. E’ necessario sostenere ogni sforzo e iniziativa verso i principi di autonomia e indipendenza della magistratura”.  

Sarà successivamente sempre il Plenum a valutare le azioni da intraprendere nell’ipotesi in cui la proposta di sospensione della Turchia venisse respinta dall’Assemblea della Rete.

 

 

 

 

 

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