indietro

Testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria

circolari e risoluzioni - V commissione


26 aprile 2018
Testo Unico sulla Dirigenza Giudiziaria

Il corpus normativo in esame costituisce il compendio delle regole che il Consiglio superiore della magistratura si è dato, nella cornice disegnata dal D.Lgs. n. 160/2006, in vista del conferimento degli incarichi direttivi semidirettivi e della procedura di conferma quadriennale.

Dopo avere enunciato in esordio, programmaticamente, che i parametri per il conferimento di tali incarichi devono essere valutati in modo integrato ed averli individuati in attitudini e merito, la circolare si occupa diffusamente delle attitudini, individuando gli indicatori generali e quelli specifici, riferibili a ciascuna tipologia di ufficio.

Definito il valore, residuale, della anzianità nel ruolo, il C.S.M. affronta il tema della valutazione comparativa e dei criteri di valutazioni propri, anche in questo caso, di ogni tipo di ufficio e del rilievo da assegnare al positivo esercizio delle funzioni giudiziarie.

La compiuta descrizione delle fonti di conoscenza per il merito e le attitudini e dell’incidenza di eventuali procedimenti disciplinari precede le disposizioni sul procedimento, dalla pubblicazione delle vacanze ai requisiti di legittimazione, dalle modalità di confezionamento della domanda alla predisposizione del rapporto del capo dell’ufficio, del parere attitudinale e di quello relativo al passaggio di funzioni, sino alla trattazione delle pratiche, alla revoca della domanda ed alla comunicazione della proposta.

La Parte IV del Testo unico è, poi, dedicata alla procedura di conferma quadriennale, sub specie di delimitazione dell’ambito della valutazione, alla articolazione dell’istruttoria preliminare sino alla determinazione del contenuto degli atti del procedimento (auto relazione, rapporto informativo, parere per la conferma, deliberazione del Consiglio superiore della magistratura).

***

La delibera del 26 aprile 2018 affronta il problema della c.d. cristallizzazione del settore di un posto semidirettivo bandito, che si pone laddove, dopo la pubblicazione di un posto semidirettivo in un determinato settore (civile o penale), venga bandito un concorso interno all’esito del quale venga coperto proprio il posto nel settore pubblicato. Conseguentemente, il vincitore del concorso originariamente bandito rischia di essere destinato ad un settore diverso, di risulta, rispetto a quello pubblicato. Tale situazione viene ritenuta in contrasto con i criteri di selezione dei dirigenti degli uffici giudiziari, criteri fondati sulla valutazione delle attitudini e specializzazioni in un determinato settore. Per ovviare a questa situazione viene modificato il testo unico sulla dirigenza (art. 38) introducendo l’onere per il dirigente, in previsione della vacanza di un posto semidirettivo, di bandire per tempo il concorso interno e solo all’esito indicare al Consiglio il settore resosi vacante, ai fini della successiva pubblicazione. Correlativamente, viene modificato l'art. 147 della circolare sulle tabelle 2017/2019 prescrivendo ai dirigenti degli uffici di effettuare i concorsi interni per posti semidirettivi solo all’interno dello stesso settore, ove tali concorsi non siano quelli che necessariamente devono precedere la pubblicazione di un posto semidirettivo. In tal modo, si ottiene l’effetto di cristallizzare i settori in relazione ai quali i posti semidirettivi sono pubblicati dal Consiglio e di poter selezionare gli aspiranti in funzione dello specifico settore di destinazione.

Con la delibera si è chiarito, quindi, che ai fini dell’assegnazione di magistrati a posti semidirettivi per i quali sono stati nominati, va rispettata l’indicazione del settore contenuta nel bando concorsuale, tanto più quando sia stata preceduta dallo svolgimento preventivo di un apposito interpello interno.

  • Email