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CSM: a breve risoluzione per il sostegno alle proposte di modifica al codice antimafia, su misure patrimoniali

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CSM: a breve risoluzione per il sostegno alle proposte di modifica al codice antimafia, su misure patrimoniali


"Il Consiglio Superiore della Magistratura è impegnato a sostenere le iniziative in atto in Parlamento per la modifica alle norme del codice antimafia, in materia di misure patrimoniali", queste le parole del Presidente della VI Commissione del CSM Ercole Aprile, concludendo la due giorni di ascolto dei Procuratori Distrettuali e dei Presidenti di Tribunale sul tema delle prassi organizzative relative al procedimento per l’applicazione delle misure patrimoniali antimafia.

All'incontro promosso dalla VI Commissione con i dirigenti degli Uffici giudicanti e requirenti di primo grado, sono intervenuti anche i Capi di Corte della Cassazione, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo e i Consiglieri del CSM Antonio Ardituro, Paola Balducci e Luca Forteleoni.

Durante la prima giornata, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Franco Roberti ha voluto ricordare la figura di “innovatore” di Giovanni Falcone proprio in tema di misure patrimoniali antimafia " la DNA , con il  progetto organizzativo del 2014, ha individuato il servizio di  misure di prevenzione come una priorità assoluta, la punta di  diamante della nostra organizzazione". "Non c’è coordinamento che regga, ha sottolineato Roberti, se non si coinvolgono tutti i soggetti”. In questo senso va l'appello rivolto ai Procuratori Distrettuali presenti alla prima giornata a "fare tutti uno sforzo per rendere il sistema più efficace ed efficiente”.

Durante la seconda giornata, il Primo Presidente della Suprema Corte di Cassazione, Giovanni Canzio ha sottolineato il cambio di prospettiva a cui oggi è sottoposta la giustizia penale, per la sua rilevante e inedita incidenza sul patrimonio oltre che sulla persona e ha invitato i giudici penali e della prevenzione ad  “adottare decisioni coerenti con i più autorevoli e ragionevoli precedenti formati dalle Sezioni unite, civili e penali, della Corte di legittimità, a meno che  non siano proposte soluzioni diverse, migliori e più ragionevoli. Non solo perché si fa presto e bene ma perché si offre anche all’esterno la percezione che i giudici perseguono l’interesse dei cittadini, cioè la prevedibilità delle decisioni e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge".

Per la Vice Presidente della VI Commissione Paola Balducci questi incontri “creano una virtuosa sinergia" e ci consentono "di far conoscere al Consiglio le criticità presenti negli Uffici, per poter far da tramite con il Legislatore". "E questo CSM, prosegue la consigliera Balducci, si sta impegnando per rendere più efficiente il rapporto con la magistratura con circolari, incontri e attraverso l'ascolto. Dove il Legislatore non è arrivato il CSM, con la normazione secondaria sta realizzando questo ambizioso progetto".

Per il Consigliere Antonio Ardituro "andranno segnalate al Ministero, per un verso, le criticità dei sistemi informativi e degli applicativi, per l’altro, la necessità di aggiornare  moduli di statistica che attualmente non danno conto del complesso lavoro di gestione e  di amministrazione dei beni svolto dai giudici”. Il Consigliere Ardituro ha condiviso “l'indicazione proveniente da più Uffici in ordine alla utilità di soluzioni tabellari che consentano a giudici specializzati nel settore fallimento di comporre i collegi di misure di prevenzione, combinando le diverse specializzazioni necessarie alla risoluzione delle complesse questioni che si pongono nel settore patrimoniale".

Chiudendo il seminario a Palazzo dei Marescialli, il Presidente della VI Commissione, Ercole Aprile, si è posto come traguardo quello di arrivare, auspicabilmente nella data simbolica del 19 luglio a presentare una risoluzione finale rivolta al Ministro per le questioni amministrative, informatiche e  di risorse, e per le iniziative di supporto del processo di riforma  normativa in atto, nonché per far emergere le migliori soluzioni organizzative e buone prassi in materia”.

Roma, 12 maggio 2017

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