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Sentenza n. 6/2015

Provvedimenti


Sentenza n. 6/2015

Presidente: LEONE                     Estensore: PONTECORVO
 


Illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni – Doveri del magistrato – Diligenza - L’emissione di provvedimenti privi di motivazione, ovvero la cui motivazione consiste nella sola affermazione della sussistenza dei presupposti di legge senza indicazione degli elementi di fatto dai quali tale sussistenza risulti, quando la motivazione è richiesta dalla legge – Giudice dell’esecuzione penale  –– Ordinanza di rideterminazione della pena – Motivazione delle operazioni di calcolo – Insussistenza - Illecito disciplinare – Sussistenza

Integra l’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per l’emissione di provvedimenti privi di motivazione, ovvero la cui motivazione consiste nella sola affermazione della sussistenza dei presupposti di legge senza indicazione degli elementi di fatto dai quali tale sussistenza risulti, quando la motivazione è richiesta dalla legge,  la condotta del giudice dell’esecuzione penale  il quale,  nel decidere un’istanza  di applicazione della continuazione tra reati,  emetta  un’ordinanza di rideterminazione della pena priva di  motivazione in ordine  alle compiute operazioni di calcolo.

Riferimenti normativi:
Decreto legisl. 23 febbraio 2006, n. 109, art. 2, comma 1, lett. l)

 

 

Illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni – Doveri del magistrato – Diligenza – La grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile – Giudice della esecuzione penale– Violazione del disposto dell’art. 442 c.p.p. –  Ordinanza di rideterminazione della pena -  Motivazione - Insussistenza – Prova della violazione -  Esclusione – Illecito disciplinare – Insussistenza.

Non integra l’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per la grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile la condotta del giudice per l’esecuzione penale il quale, nell’emettere  un’ordinanza di rideterminazione della pena priva di  motivazione in ordine  alle compiute operazioni di calcolo,  disattenda  il disposto di cui all’art. 442, secondo comma, c.p.p., atteso che l'assoluta mancanza di motivazione dei criteri di calcolo adottati esclude in radice che possa considerarsi  dimostrata  la sussistenza dei presupposti costitutivi dell'illecito contestato.

Riferimenti normativi:
Decreto legisl. 23 febbraio 2006, n. 109, art. 2, comma 1, lett. g)

 

allegati

Sentenza n. 6 del 2015 (52,5 kB)

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