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Sentenza n. 11/2015

Provvedimenti


Sentenza n. 11/2015
Presidente: LEONE                                           Estensore: PALAMARA

 

 

Illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni -  Doveri del magistrato – Diligenza - La grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile – Magistrato del pubblico ministero – Misura cautelare custodiale - Omessa  vigilanza sul termine di fase – Tardiva formulazione della richiesta di  liberazione dell’indagato – Illecito disciplinare- Sussistenza.

Integra l’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile, il comportamento del magistrato del pubblico ministero  il quale abbia omesso di  vigilare sulla decorrenza dei termini di fase  della misura cautelare custodiale, avanzando la  richiesta di liberazione dell’indagato  con grave ritardo (nella specie il ritardo ammontava a complessivi giorni 208).

Riferimenti normativi:
Decreto legisl. 23 maggio 2006, n. 109, art. 2, comma 1, lett. g)

 

 

Illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni -  Doveri del magistrato – Diligenza - La grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile – Giudice per le indagini preliminari  – Misura cautelare custodiale -  Omessa  vigilanza sulla scadenza del termine di fase – Tardiva liberazione dell’indagato – Mancata annotazione della scadenza nell’apposito  registro – Irrilevanza  – Mancata eccezione delle parti – Irrilevanza -  Illecito disciplinare- Sussistenza

Integra l’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per grave violazione di legge determinato da ignoranza o negligenza inescusabile, il comportamento del giudice per le indagini preliminari  il quale abbia omesso di  vigilare sulla decorrenza dei termini di fase  della misura cautelare custodiale, disponendo la liberazione dell'indagato con notevole ritardo, senza che possa assumere rilevanza giustificatrice la  dimenticanza di trascrizione della data di scadenza dei termini nello scadenzario, né la circostanza che il difensore o  il pubblico ministero non abbiano  mai sollevato la eccezione della intervenuta  scadenza dei termini di fase della misura medesima (nella specie il ritardo nella liberazione ammontava a complessivi giorni 208).

Riferimenti normativi:
Decreto legisl. 23 maggio 2006, n. 109, art. 2, comma 1, lett. g)

 

 

Illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni -  Doveri del magistrato – Diligenza - La grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile – Giudice per le indagini preliminari   – Supposta, tardiva liberazione dell’indagato – Provvedimento giudiziale di liberazione -  Adozione - Tempestività – Correzione non autorizzata della data da parte del personale amministrativo – Conseguenze - Apparente adozione del provvedimento in data successiva alla scadenza del termine di fase – Responsabilità del magistrato – Esclusione – Illecito disciplinare – Insussistenza.

Non integra l’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile la condotta del magistrato del pubblico ministero il quale appaia aver redatto un  tardivo  provvedimento di liberazione di un indagato, successivo alla scadenza del termine di fase di una misura cautelare custodiale, qualora su detto provvedimento appaia una data posteriore a quella di effettiva, tempestiva,  redazione dello stesso, per essere essa stata apposta dal personale amministrativo in assenza  di qualsiasi autorizzazione alla correzione.

Riferimenti normativi:
Decreto legisl. 23 maggio 2006, n. 109, art. 2, comma 1, lett. g)

 

 

Sanzione disciplinare – Criteri di commisurazione ––– La grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile - Giudice per l’udienza preliminare – Mancato controllo della scadenza del termine massimo di fase della misura custodiale –Ottimo profilo professionale – Censura

Qualora il giudice per le indagini preliminari sia riconosciuto responsabile dell’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile , per aver omesso di vigilare sul termine di fase  della misura cautelare custodiale, determinando un ritardo nella liberazione dell’indagato, il buon profilo professionale consente di applicare la sanzione della censura.

Riferimenti normativi:
Decreto legisl. 23 maggio 2006, n. 109, art. 2, comma 1, lett. g)

 

 

Sanzione disciplinare – Criteri di commisurazione – La grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile – Magistrato del pubblico ministero  – Mancato controllo della scadenza del termine massimo di fase della misura custodiale – Ritardo nella formulazione della richiesta di liberazione dell’indagato - Ottimo profilo professionale – Censura

Qualora il magistrato del pubblico giudice ministero sia riconosciuto responsabile dell’illecito disciplinare nell’esercizio delle funzioni per grave violazione di legge determinata da ignoranza o negligenza inescusabile, per aver omesso di vigilare sul termine di fase  della misura cautelare custodiale  chiedendo con ritardo la liberazione dell’indagato, il buon profilo professionale consente l’applicazione della sanzione della censura

Riferimenti normativi:
Decreto legisl. 23 maggio 2006, n. 109, art. 2, comma 1, lett. g)

 

allegati

Sentenza n. 11 del 2015 (70,2 kB)

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