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Risoluzione sulla nuova disciplina relativa alla magistratura onoraria

circolari e risoluzioni - VIII commissione


28 febbraio 2018
Risoluzione sulla nuova disciplina relativa alla magistratura onoraria

Nella delibera del 28 febbraio 2018 in primo luogo vengono definite le competenze della sezione autonoma per la magistratura onoraria in rapporto a quelle del Consiglio giudiziario: si stabilisce cioè che la sezione autonoma non ha competenze proprie in materia tabellare, potendo solo svolgere un ruolo consultivo del Consiglio giudiziario. Tale principio viene mitigato dalla possibilità di introdurre nei regolamenti dei singoli consigli giudiziari previsioni in forza delle quali ai componenti delle sezioni autonome viene comunicato l’ordine del giorno e viene data la facoltà di depositare osservazioni e assistere alle sedute (senza diritto di intervento o di voto).

Quanto alle modalità di utilizzo dei GOP, si riafferma quanto stabilito nella delibera del 6 dicembre 2017 con riferimento all’impiego in supplenza in caso di assenza o impedimento temporaneo del magistrato togato. In caso di assenza non temporanea, invece, trovano applicazione le norme transitorie del d.lgs. n. 116/17, secondo cui ai GOP possono essere assegnati uno o più procedimenti secondo criteri oggettivi (ovviamente, nei limiti delle loro competenze per materia). Norme transitorie che disciplinano anche la partecipazione dei GOP ai procedimenti di competenza del giudice collegiale.

Si consente, poi, la costituzione dell’ufficio del processo anche presso le sezioni gip/gup.

Quanto al compenso dei GOP, nella delibera è contenuta una proposta al Ministro della Giustizia di modifica normativa volta a garantire una indennità giornaliera anche per le attività legate alle attività svolte nell’ambito dell’ufficio del processo.

Con riferimento agli uffici requirenti, per un verso si sottolinea che la costituzione dell’ufficio di collaborazione con il procuratore è obbligatoria e dall’altro verso, quanto alla possibilità di delegare ai VPO attività nel settore civile, il Consiglio chiede al Ministro della Giustizia una modifica normativa finalizzata a reintrodurre tale possibilità.

Infine, la delibera esamina le questioni poste dal regime delle applicazioni e supplenze e delle incompatibilità.

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