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Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore delle misure di prevenzione antimafia e dell’aggressione ai patrimoni illeciti

circolari e risoluzioni - VI commissione e CPO


13 settembre 2017
Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore delle misure di prevenzione antimafia e dell’aggressione ai patrimoni illeciti

Con la presente risoluzione, il Csm, seguendo l’insegnamento di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, ha inteso ribadire l’estrema importanza degli istituti della confisca di prevenzione e della confisca allargata o estesa nell’azione di prevenzione e contrasto patrimoniale alla criminalità di tipo mafioso e a quella da profitto in genere. Tale intento riposa sulla consapevolezza del contributo assoluto che un buon utilizzo dell’armamentario, di tipo processuale e sostanziale, apprestato dagli istituti in questione, assicura a un’ efficace lotta a perniciosi e pervasivi fenomeni criminali.

In tal senso, anche a seguito di una fase di attento ascolto e proficua interlocuzione con gli uffici giudiziari impegnati su tali fronti, il Csm ha espresso il massimo favore per l’impianto della recente riforma della soggetta materia in quanto idonea ad affrontare e risolvere numerose criticità del sistema dell’aggressione patrimoniale della gestione e amministrazione dei beni, nel solco delle migliori elaborazioni in materia e delle sollecitazioni provenienti anche dalla magistratura specializzata.

Con la presente delibera, il Consiglio si è rivolto al Ministro della Giustizia, rinnovando la doglianza più volte e da più parti già segnalata, con riguardo alla necessità di procedere a una rapida implementazione di sistemi informativi efficaci sia nel settore delle misure di prevenzione, sia al fine di raggiungere un’amministrazione e gestione fruttuosa in vista della destinazione finale.  In particolare, occorre un sistema in grado di assicurare comunicazione e scambio di informazioni fra registro della cognizione penale, registro della prevenzione, registro in uso presso l’Agenzia, con il supporto di adeguati sistemi documentali e possibilità di implementazione, anche da parte dei soggetti titolari della proposta esterni alla magistratura, della banca dati Sidda-Sidna.

I dirigenti degli Uffici sono stati invitati ad assicurare idonee risorse per la trattazione dei procedimenti finalizzati alla prevenzione e al contrasto patrimoniale; a rispettare il principio di adeguata specializzazione in sede di organizzazione tabellare; ad adottare protocolli tra uffici requirenti e uffici giudicanti, e fra uffici giudicanti, nonché direttive interne all’ufficio per disciplinare i rapporti fra Gip e dibattimento che trattano le materie connesse ai sequestri in vista di una più efficace gestione delle procedure e dei beni sequestrati. In attesa di interventi sulla raccolta dei dati statistici, dovrà essere adeguatamente valorizzata l’attività svolta nella direzione dell’amministrazione dei beni dai giudici delegati alla prevenzione e dai giudici penali ad essa addetti, compresi i Gip.

La delibera dispone che il Procuratore Generale presso la Corte di cassazione  potrà operare una attenta e ragionata ricognizione delle buone prassi onde promuovere soluzioni organizzative e sollecitazioni al massimo coordinamento possibile fra gli uffici interessati nonché richiamare le Procure generali presso le Corti d’appello a una maggiore attenzione alla materia ed alla attivazione della confisca allargata in sede di esecuzione.

Allo stesso modo, secondo la delibera in oggetto, va sostenuto lo sforzo di coordinamento e di raccolta di informazioni della Procura Nazionale Antimafia, anche al fine di sollecitare protocolli e modalità di coordinamento fra i diversi soggetti aventi il potere di proposta di prevenzione.

Si chiede, poi, alla Scuola superiore della magistratura di incrementare i momenti di formazione sia in ordine alle diverse forme di confisca, sia con riguardo alla complessa fase dell’amministrazione giudiziaria che si trovano ad affrontare nuove e complesse questioni.

La delibera, infine, richiama il Csm stesso a operare un’attenta e urgente verifica della adeguatezza degli attuali strumenti organizzativi e di rilievo statistico rispetto alle nuove esigenze di  forte richiesta di specializzazione, anche con riferimento a competenze in materia fallimentare e societaria e di valorizzazione professionale del lavoro di direzione dell’amministrazione giudiziaria. La Sesta Commissione, dal canto suo, è invitata a istituire un tavolo permanente di confronto fra il Consiglio Superiore - con la partecipazione dei magistrati specializzati del settore, il Procuratore generale presso la Corte di Cassazione, il Procuratore nazionale antimafia – ed il Ministero degli Interni con l’Agenzia dei beni confiscati, per il monitoraggio delle questioni più rilevanti in materia di amministrazione dei beni sequestrati e confiscati, per l’individuazione di linee guida condivise, che consentano una ordinata e stabile amministrazione, dal primo momento del sequestro e fino alla destinazione finale del bene.

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