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Regolamento in materia di permanenza nell’incarico presso lo stesso ufficio alla luce della modifica introdotta dal Decreto Legislativo 160 del 30 gennaio 2006 come modificato dalla Legge 30 luglio 2007, n. 111.

circolari e risoluzioni - VII commissione


11 febbraio 2015
Regolamento in materia di permanenza nell’incarico presso lo stesso ufficio alla luce della modifica introdotta dal Decreto Legislativo 160 del 30 gennaio 2006 come modificato dalla Legge 30 luglio 2007, n. 111.

Con la delibera dell’11 febbraio 2015 è stato integrato ed aggiornato il regolamento in materia di permanenza nell’incarico presso lo stesso ufficio alla luce della modifica introdotta dal d.lgs. n. 160 del 30 gennaio 2006 come modificato dalla Legge 30 luglio 2007, n. 111, regolamento approvato in data 13 marzo 2008.

Si tratta dell’attuazione dell’art. 19 del d.lgs. 160 del 2006, che stabilisce la regola della temporaneità della permanenza dei magistrati nello stesso ufficio e nello svolgimento delle medesime funzioni o, comunque, nella stessa posizione tabellare o nel medesimo gruppo di lavoro.

La norma, stabilendo il principio generale, ha affidato al Consiglio il compito di definire il periodo massimo di permanenza e regolarne la disciplina. Il regolamento definisce quindi l’ambito di applicazione del principio, escludendo gli uffici di dimensioni ridotte - giudice presso il tribunale ordinario composto da un’unica sezione, salvo le posizioni di giudice fallimentare, gip, gup esecuzioni civili e sezioni distaccate, giudice di corti d’appello con  una sola sezione  procure con organico massimo di otto magistrati, –  gli uffici specializzati – minorili sorveglianza e del lavoro -, le posizioni di magistrato addetto all’ufficio del ruolo e del massimario della Corte di cassazione,  di magistrato distrettuale giudicante e requirente e di sostituto procuratore generale presso la corte di appello.

Per tutte le altre funzioni è stabilito il termine unitario di dieci anni di permanenza.

Il provvedimento stabilisce le regole per il computo del periodo, il procedimento per l’accertamento ed il rimedio, con il trasferimento ad altro ufficio od a diverse funzioni, nel caso di superamento del limite temporale massimo di permanenza.

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