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Rapporti tra esercizio del potere ispettivo e funzione giurisdizionale. con riferimento alla tutela del segreto investigativo

circolari e risoluzioni - I commissione


14 novembre 2018
Rapporti tra esercizio del potere ispettivo e funzione giurisdizionale. con riferimento alla tutela del segreto investigativo

Nella risposta a quesito del 14 novembre 2018 vengono definiti i contorni del rapporto fra segreto investigativo e poteri ispettivi del Ministero, con specifico riferimento all’acquisizione – da parte di quest’ultimo – di atti di indagine inerenti un procedimento archiviato. Punto di partenza dell’analisi consiliare è il principio di leale collaborazione che deve improntare i rapporti fra autorità giudiziaria e ispettorato, onde preservare l’indipendenza e l’autonomia della prima e, nel contempo, l’efficace esercizio delle funzioni di sorveglianza da parte del secondo. Sulla scorta di tali principi, la delibera esamina sia i casi in cui l’autorità giudiziaria può opporre il segreto investigativo e, quindi, quelle ragioni di segretezza degli atti funzionali a evitare un nocumento ad attività investigative in corso, sia i casi in cui il segreto cade e gli atti diventano ostensibili. Con riferimento ai procedimenti archiviati, si afferma che non può essere opposto all’ispettorato che gli atti siano segreti in quanto non conosciuti né conoscibili dalle parti private, perché in tale fase processuale gli atti stessi non sono più coperti da segreto investigativo e, inoltre, si verrebbe a creare una preclusione sine die all’esercizio dei poteri ispettivi del Ministero, atteso che tali atti potrebbero non essere mai conosciuti dalle parti. Tale preclusione si porrebbe quindi in contrasto con il citato principio di leale collaborazione, in mancanza di argomentate ragioni che giustifichino la segretezza delle attività giudiziarie.

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