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Quesito circa l'incompatibilità di cui al DLgs n 58/2017

circolari e risoluzioni - VII commissione


17 aprile 2019
Quesito circa l'incompatibilità di cui al DLgs n 58/2017

Nella risposta a quesito del 17 aprile 29, è stata chiarita la portata applicativa dell’incompatibilità introdotta dall’art. 35 comma 4 bis d.lgs. 159/2011, a norma del quale tale incompatibilità riguarda amministratori giudiziari, coadiutori, curatori fallimentari che abbiano rapporto di parentela o affinità con magistrati “addetti all’ufficio giudiziario al quale appartiene il magistrato che conferisce l’incarico”.

Il primo problema riguarda la nozione di ufficio giudiziario, atteso che rispetto ad una accezione onnicomprensiva dello stesso, potrebbe invece trovare applicazione la nozione più ristretta di cui agli artt. 18 e 19 ord.giud. in materia di incompatibilità con magistrati o esercenti la professione forense. La delibera, dopo una compiuta ricostruzione del citato art. 35, rileva che non è praticabile un percorso esegetico modellato su una applicazione analogica del regime previsto dagli art. 18 e 19, perché questi ultimi presuppongono un accertamento in concreto dell’incompatibilità, mentre l’art. 35 prevede un divieto “secco”. Quindi, non possono essere utilizzati, nel caso in esame, i criteri della dimensione dell’ufficio, dell’assegnazione tabellare e della materia trattata, atteso che il menzionato art. 35 fa esclusivo riferimento all’ufficio giudiziario nella sua interezza.

Da ciò deriva la conseguenza che l’incompatibilità non si estende alla Procura della repubblica, trattandosi di diverso ufficio giudiziario.

Il secondo problema che viene affrontato riguarda le ipotesi in cui la suindicata incompatibilità viene meno: essa non sussiste nel momento in cui viene meno l’appartenenza del magistrato all’ufficio giudiziario, come ad esempio nel caso di collocamento fuori ruolo. Non cessa, invece, in caso di mero esonero dalle funzioni giudiziarie di magistrato che resta incardinato nella pianta organica dell’ufficio.

Infine, si specifica che il regime di cui all’art. 35 si applica alle sole nomine successive all’entrata in vigore della nuova disposizione.

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