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Quesito avente ad oggetto: “Procedimento penale n. 2250/2013 r.g. mod. 16 - dichiarazione di astensione obbligatoria ex art. 37 c.p.p.”.

circolari e risoluzioni - VII commissione


21 febbraio 2018
Quesito avente ad oggetto: “Procedimento penale n. 2250/2013 r.g. mod. 16 - dichiarazione di astensione obbligatoria ex art. 37 c.p.p.”.

Su proposta della Settima commissione, con la delibera in rassegna,  il Consiglio afferma che nei casi di astensione obbligatoria previsti dal Codice di procedura penale, il dirigente dell’ufficio debba verificare la corrispondenza fra la fattispecie indicata nella dichiarazione di astensione e le fattispecie disciplinate dagli artt. 36 e 37 c.p.p., e non limitarsi a prenderne atto La decisione prende le mosse da un quesito nel quale si chiede al CSM di esaminare i rapporti fra dirigente dell’ufficio e giudice, sotto il profilo dell’ampiezza dei poteri del primo rispetto ad una dichiarazione di astensione nel processo penale. In risposta, il Consiglio ribadisce il proprio precedente orientamento (contenuto in una risposta a quesito del 31 maggio 2006, inerente il processo civile), riaffermando che – pur rientrando nella responsabilità del giudice che procede valutare l’esistenza di motivi di astensione – il dirigente dell’ufficio deve poter a sua volta vagliare la corrispondenza fra quanto dichiarato dal giudice che si astiene e le previsioni normative, per contemperare il principio di terzietà del giudice e la garanzia del giudice naturale

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