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CSM, rispetto per garanzie processuali in Turchia

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CSM, rispetto per garanzie processuali in Turchia


“Oggi si svolgerà la prima udienza in Turchia nei confronti del giudice Aydin Sefa Akay, in servizio presso le Nazioni Unite, arrestato nonostante godesse di immunità diplomatica. Una prima udienza che avviene dopo mesi di detenzione senza alcuna contestazione e con un processo che si terrà a porte chiuse proprio al fine di evitare la presenza di osservatori Onu”. Lo ha detto il Consigliere togato Piergiorgio Morosini nel corso del Plenum di oggi chiedendo un intervento da parte del CSM per quanto sta avvenendo in Turchia dopo il fallito golpe di questa estate.

“Alla base di queste accuse mosse ad Aydin Sefa Akay  – ha sottolineato il Consigliere Morosini – sembra ci sia il fatto esclusivo che il magistrato sia stato trovato in possesso di due volumi del politologo Fethullah Gulen. Credo sia importante che questo organo costituzionale richieda il rispetto delle garanzie processuali internazionali. Credo che non possiamo tacere. Si tratta della prima volta che questo giudice arrestato viene portato davanti ad un tribunale ed è importante evidenziare quanto sta avvenendo”.

“Quanto sta avvenendo in Turchia – ha detto la Consigliera laica Paola Balducci – ci deve far riflettere tutti. Credo che il vero compito del Consiglio sia anche quello di sollecitare con forza l’attenzione su queste tematiche. Non possiamo tollerare che avvenga una vicenda simile”.

Il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, ha chiesto che il CSM si attivi per organizzare un momento di riflessione nell’ambito di un Plenum straordinario del Consiglio con la partecipazione della magistratura, dell’avvocatura e con i professori universitari attraverso il Presidente del CNF e della CRUI.

“L’arresto di Aydin Sefa Akay non rappresenta solo una vicenda drammatica -  ha sottolineato il Primo Presidente Canzio – ma è spia di una situazione più complessa e ampia che ha investito una larghissima parte della magistratura turca. Al momento sono stati destituiti o arrestati oltre 3mila magistrati e numerosissimi professori universitari e avvocati”.

Il Vice Presidente del CSM, Giovanni Legnini, nel condividere le preoccupazioni per la gravità delle vicende riguardanti la magistratura turca “ha chiesto alla IX Commissione di effettuare ogni approfondimento riferendo ad un prossimo Plenum durante il quale saranno definite le ulteriori iniziative da intraprendere da parte del Consiglio Superiore”.

Roma, 16 marzo 2017

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