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Per non dimenticare: Rosario Livatino

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21 settembre 2017

Per non dimenticare: Rosario Livatino
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21 settembre del 1990, ore 8.45 circa: il giudice Rosario Livatino si trova a bordo della sua vettura, una vecchia Ford Fiesta color amaranto; sta percorrendo la SS 640 che lo porta da Canicattì, luogo in cui vive con i genitori, al palazzo di giustizia di Agrigento.

A pochi chilometri da Agrigento una grossa moto da cross e una Fiat Uno affiancano e poi superano l’auto del giudice che viene raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco su fiancata e lunotto posteriore.

Il magistrato tenta disperatamente di scappare, ripartendo a retro marcia, ma la sua auto si ferma urtando il guard-rail ed è costretto a tentare un’ultima e disperata fuga, a piedi, nella scarpata sottostante.

Il corpo di Rosario Livatino verrà raggiunto da numerosi proiettili calibro 9 esplosi da due diverse armi.

Due di quei colpi risulteranno esplosi da distanza ravvicinata sul corpo ormai privo di vita del magistrato.

Del delitto è testimone oculare Pietro Ivano Nava: grazie alle sue dichiarazioni si riusciranno ad individuare gli esecutori dell'omicidio.

Rosario Livatino aveva 38 anni: il più giovane dei magistrati uccisi in ragione del loro servizio dalla mafia o caduti per mano terrorista.

Nel giorno dell’anniversario di quell’eccidio, per tenerne vivo il ricordo, pubblichiamo, nella sezione giurisdizione e società, le sentenze pronunciate nei tre processi celebrati: i cd. processi Livatino I e Livatino bis – riguardanti, in particolare, gli esecutori materiali dell’omicidio - e il cd. Livatino ter, relativo ai concorrenti morali ed ai mandanti dell’omicidio.

In particolare:

Livatino  I

Livatino  bis

Livatino  ter

 

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