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Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sul disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 12 giugno 1998, concernente “Modifiche al codice di procedura penale in materia di esecuzione di misure cautelari”.

pareri e proposte


22 luglio 1999
Parere richiesto dal Ministro della Giustizia sul disegno di legge, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 12 giugno 1998, concernente “Modifiche al codice di procedura penale in materia di esecuzione di misure cautelari”.

Il parere in questione afferisce al d.d.l. presentato dal Governo in data 12/06/98 per far fronte alla necessità di apportare urgenti modifiche al codice di procedura penale in materia di esecuzione delle misure cautelari personali.Nell’atto consultivo di cui trattasi si evidenzia, in primis, che l’art. 1, 1° comma, del d.d.l. prevede opportunamente che possa farsi luogo al ripristino della custodia cautelare nei confronti di imputati di reati particolarmente gravi, condannati in secondo grado, ma in precedenza scarcerati per decorrenza termini, quando emerga, alla stregua di peculiari circostanze di fatto o della negativa personalità degli stessi, la fondata probabilità di recidivanza specifica.Nel parere si osserva inoltre che altrettanto opportunamente l’art. 3 del d.d.l. prevede che, in ipotesi di condanna in grado d’appello confermativa di quella di primo grado, con cui venga inflitta una pena detentiva non inferiore a cinque anni, possa disporsi misura cautelare laddove si ritenga di non poter escludere l’esistenza di un concreto pericolo di fuga.Si saluta quindi con favore l’operato collegamento del pericolo di fuga all’entità della pena inflitta, ma, al contempo, si sollecita il Legislatore a chiarire che, ai fini dell’adozione del titolo cautelare, è pur sempre necessaria la richiesta del P.M.Da ultimo, si pone in rilievo nel parere che, in maniera condivisibile, l’art. 1, 2° comma, del d.d.l. estende l’ambito di operatività del fermo di P.G. al caso in cui il pericolo di fuga sia insorto contestualmente o successivamente alla pronunzia della sentenza di condanna in grado d’appello.

allegati

file Parere del 22 luglio 1999 Parere del 22 luglio 1999 (14,7 kB)

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