indietro

Parere del CSM sul decreto legge per la riduzione dell’arretrato della Corte di Cassazione

News


21 settembre 2016

Parere del CSM sul decreto legge per la riduzione dell’arretrato della Corte di Cassazione
Corte di Cassazione

Il Consiglio Superiore della Magistratura, con una delibera approvata in Plenum, ha espresso il parere sul testo del decreto legge che adotta “misure urgenti per la definizione del contenzioso presso la Corte di Cassazione, per l'efficienza degli uffici giudiziari, nonché per la giustizia amministrativa”. Si tratta del decreto legge numero 168 del 31 agosto 2016. L’analisi non ha interessato le “misure urgenti per la giustizia amministrativa”  poiché al di fuori dalle competenze istituzionali del CSM.

Numerose le novità introdotte dal decreto legge per facilitare lo smaltimento della mole di arretrato pendente in Cassazione. La prima riguarda la possibilità per i magistrati addetti all'Ufficio del Massimario e del Ruolo della Suprema Corte, con una anzianità di servizio non inferiore a due anni, di essere applicati nei collegi per svolgere funzioni giurisdizionali di legittimità. La seconda è relativa al differimento, sino al 31 dicembre del 2017, del collocamento a riposo dei magistrati titolari di incarichi apicali, direttivi superiori e direttivi, presso la Corte di Cassazione e la Procura Generale della Suprema Corte, i quali non abbiano compiuto i 72 anni di età al 31 dicembre del 2016. 

A tale proposito, il parere del CSM rileva che "la proproga prevista dal decreto in esame dimostra la corettezza delle considerazioni formulate dal Consiglio Superiore, con la delibera dell'11 giugno 2014, con la quale il Ministero della Giustizia fu invitato a rappresentare, in tutte le sedi istituzionali, le disfunzioni che sarebbero derivate dall'improvvisa decurtazione del termine di fine carrira " da 75 a 70 anni, e "la conseguente necessità di accompagnare la prevista riduzione con un'adeguata disciplina transitoria, in grado di meglio contemperare le, pur condivisibili, esigenze di ricambio generazionale con quelle di funzionalità del sitema".

Il Consiglio, nel parere trasmesso al Ministro della Giustizia, propone una generalizzata estensione a 72 anni del limite dell'età pensionabile per i magistrati, non circoscritta ai soli incarichi apicali, direttivi superiori e direttivi della Suprema Corte e della Procura Generale della Cassazione.

  • Email