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Nuova importante presa di posizione del Consiglio sulla grave situazione della magistratura in Turchia

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05 aprile 2017

Nuova importante presa di posizione del Consiglio sulla grave situazione della magistratura in Turchia
Plenum

La convocazione urgente del tavolo tecnico tra il CSM, il Ministero della Giustizia e il Ministero degli Affari Esteri al fine di analizzare le possibili linee di intervento rispetto alla lesione dell’indipendenza e dell’autonomia della magistratura e alla più generale violazione dei diritti umani in Turchia. E' questa la richiesta formulata, nel corso della seduta di Plenum della mattina, dal Presidente della IX Commissione, Alessio Zaccaria.

Lo scorso 20 luglio, infatti, a seguito delle repressioni dopo il fallito golpe in Turchia, il CSM aveva adottato una risoluzione, trasmessa al Ministero della Giustizia e al Ministero degli Affari Esteri, in cui stigmatizzava la destituzione e l’arresto di 2.700 magistrati, sospendeva ogni rapporto di collaborazione con il CSM turco e invitava l’ENCJ e la Rete balcanica “ad adottare ogni opportuna iniziativa presso le autorità turche finalizzata a garantire il pieno rispetto dell'indipendenza ed autonomia della magistratura”. 

Il Consigliere Zaccaria ha ricordato che la Rete Europea dei Consigli di Giustizia, l’ENCJ, ha già sospeso il Consiglio turco dal suo ruolo di osservatore, acquisendo una corposa documentazione – fra gli altri dal Parlamento europeo e dalla Commissione di Venezia - e che “la Turchia non ha manifestato alcuna reazione a fronte del provvedimento”.

Il Consigliere Zaccaria ha spiegato che di recente la situazione si è aggravata, menzionando l’ipotesi di riforma del CSM , che dovrebbe essere presieduto dal Ministro della Giustizia, e composto da membri o indicati dal Presidente o eletti  dal parlamento, a riprova dell’impostazione del governo turco rispetto alla indipendenza dei giudici. Davanti alla criticità della situazione, è quindi necessario che tutte le istituzioni italiane coinvolte (CSM, Ministero della Giustizia e Ministero degli Esteri) adottino una posizione comune al fine di adottare tutte le misure più opportune perché siano rispettate le garanzie della magistratura e, quindi, di uno stato di diritto.

Altra questione rilevante è che la Turchia è membro del board del BEMNCJ, la rete balcanica ed euro-mediterranea dei Consigli della magistratura, di cui fa parte anche l’Italia. In tale sede, la rappresentanza italiana ha già chiesto l’acquisizione dei documenti in possesso dell’ENCJ, in previsione di una discussione nella prossima assemblea generale della Rete che si terrà ad inizio luglio in Bulgaria. L’obiettivo è che la Rete possa invitare la Turchia a uniformarsi agli standard europei di autonomia della magistratura.

Nel corso del Plenum il Vice Presidente del CSM Giovanni Legnini ha rivolto al Consigliere Giuseppe Fanfani, nominato Presidente della Rete euro-araba di formazione giudiziaria, gli "auguri di buon lavoro per la carica prestigiosa per il CSM e per l'Italia". L’incarico, conferito nel corso dell’Assemblea Generale della Rete, che si è svolta ad Abu Dhabi il 27 e il 28 marzo scorso, durerà un anno, ed è la prima volta che l'ottiene l'Italia. “Ci troveremo ad operare in condizioni particolarmente difficili – ha sottolineato il Consigliere Giuseppe Fanfani - aggravate dalle dimensioni del fenomeno terroristico che attraversa tutti questi Paesi e dalla difficoltà di dialogo tra molte realtà istituzionali”.

 

 

 

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