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Circolare sul collocamento fuori ruolo dei magistrati (testo storico)

circolari e risoluzioni - archivio


04 giugno 2003
Circolare sul collocamento fuori ruolo dei magistrati (testo storico)

La circolare del 20 luglio 2000 (e successive modifiche) regolamentava, a distanza di più di un lustro dal primo intervento dell’Organo di autogoverno sul punto, il delicato tema del collocamento dei magistrati fuori del ruolo organico.

Nello specifico, nel testo si afferma innanzitutto il principio secondo cui non sono soggetti alla disciplina del collocamento fuori ruolo i magistrati chiamati a svolgere funzioni giurisdizionali o giudiziarie, quali, per esempio, i componenti di organismi internazionali di giustizia (punto sub 1).

Si prevede poi un’esplicita riserva di legge, sancendosi che solo la norma di rango primario può indicare i compiti e le funzioni per i quali è possibile il collocamento fuori ruolo (punto sub 2).

Si stabilisce inoltre che il collocamento fuori ruolo non può essere autorizzato prima che siano decorsi cinque anni di effettivo esercizio delle funzioni giudiziarie e che un ulteriore collocamento fuori ruolo esige che il magistrato interessato sia rientrato in ruolo e vi sia rimasto per almeno cinque anni (punto sub 3).

A parziale eccezione della regola enunciata, si dispone, tuttavia, che tali limiti temporali non trovino applicazione nelle ipotesi di assegnazione del magistrato alla Presidenza della Repubblica, alla Corte Costituzionale, alle Autorità di garanzia a carattere prevalentemente paragiurisdizionale e comunque a organismi di rilevanza primaria, dovendosi, in tal caso, intendere l’assegnazione come atto di grande responsabilità istituzionale (punto sub 4).

Infine, onde evitare che il collocamento fuori ruolo rechi danno alla funzionalità degli uffici, si prevede che esso non possa essere disposto quando già si trovi in tale status un numero di magistrati non inferiore allo 0,3% della pianta organica, esclusi quelli eletti al C.S.M., quelli addetti alla Segreteria e all’Ufficio Studi di detto Organo e quelli operanti presso gli organismi di rilievo istituzionale sopra indicati (punto sub 7).

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