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Circolare in tema di organizzazione delle direzioni distrettuali antimafia

circolari e risoluzioni - VII commissione


19 ottobre 2016
Circolare in tema di organizzazione delle direzioni distrettuali antimafia

La Circolare in tema di organizzazione delle direzioni distrettuali antimafia  n. P-24930, deliberata il 17 novembre 2010, contiene la disciplina specifica dell’organizzazione di uffici peculiari che, pur rientrando nell’ambito dell’ufficio requirente, ne costituiscono sezione specializzata di rilievo distrettuale. Essa è oggetto di normativa primaria ad hoc, che, disciplinando un segmento specifico e circoscritto, finisce per costituire una regolamentazione di dettaglio dai connotati di specialità, e dunque da considerare sopravvissuta e concorrente rispetto a quella generale del D.lgs n. 106/06.

Per tale motivo, l’organo di governo autonomo della magistratura ha disegnato una normativa secondaria che ha adattato le innovazioni relative alla generalità degli uffici requirenti, in particolare sotto il profilo dell’abolizione del potere di approvazione consiliare dei criteri prescelti dal Capo dell’ufficio, alla peculiare natura e disciplina della sezione specializzata.

Il provvedimento quindi disciplina la costituzione, la permanenza, il funzionamento e le variazioni della Direzione distrettuale antimafia, nonché le applicazioni ad essa, anche per singoli procedimenti. Regolamenta inoltre il procedimento di designazione dei procuratori aggiunti.

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Con delibera del 5 marzo 2014 la circolare è stata integrata con la regolamentazione secondaria dei casi eccezionali – previsti dalla normativa primaria -  in cui il procuratore distrettuale può designare , per l'esercizio delle funzioni requirenti nei procedimenti per i reati di cui all'art. 51 comma 3 bis c.p.p. magistrati non addetti alla DDA.

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Con la delibera del 19 ottobre 2016 il Consiglio modifica la Circolare in tema di organizzazione delle direzioni distrettuali antimafia, in particolare aggiungendo all’art. 3 un comma 5, secondo cui il Procuratore della Repubblica valuta, ove possibile, l’opportunità di avviare le procedure concorsuali prima della scopertura, già nota, del posto, in modo da consentire al nuovo magistrato designato di acquisire un primo patrimonio informativo in relazione al settore di affari ed alle specifiche indagini che erediterà dal magistrato uscente, eventualmente anticipando alcune coassegnazioni.

Inoltre, oltre la modifica del termine di cui all’art. 7 co. 4, utile a consentire il completamento delle indagini di eccezionale rilevanza ed urgenza, viene introdotta una norma di affinamento delle previsioni dell’art. 8 in materia di assegnazione di affari.

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