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Misure di prevenzione patrimoniale: luci e ombre dell’apparato normativo e delle prassi applicative

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12 maggio 2017

Misure di prevenzione patrimoniale: luci e ombre dell’apparato normativo e delle prassi applicative
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Su iniziativa della VI commissione, presieduta da Ercole Aprile, il Consiglio ha organizzato l’11 e il 12 maggio 2017 due incontri con i dirigenti degli uffici giudiziari giudicanti e requirenti di primo grado, per un confronto sulle prassi organizzative relative al procedimento per l'applicazione delle misure di prevenzione antimafia.

All’incontro hanno partecipato il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, il Procuratore Generale presso la medesima Corte, Pasquale Ciccolo, il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Franco Roberti, i consiglieri Ercole Aprile, Antonio Ardituro, Paola Balducci, Luca Forteleoni, nonché numerosi dirigenti degli uffici giudicanti e requirenti di primo grado.

I contributi dei magistrati intervenuti hanno fatto emergere la necessità di apportare modifiche al d.lgs. 159/2011 (il c.d. codice antimafia) per rendere più incisiva l’attività di contrasto ai patrimoni illeciti.

I profili analizzati durante i lavori sono stati molteplici.

Il Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, partendo dal ricordo delle innovative idee di Giovanni Falcone proprio in tema di misure patrimoniali antimafia, ha spiegato che la DNAA, nel progetto organizzativo del 2014, - nella consapevolezza della centralità dell’aggressione ai patrimoni illeciti nelle strategie di contrasto alla criminalità organizzata - ha individuato il servizio di misure di prevenzione come una priorità assoluta, “la punta di diamante della nostra organizzazione". In relazione alle funzioni di coordinamento dell’ufficio, difatti, il Procuratore ha evidenziato che il coordinamento è efficace a condizione che vi sia il più ampio coinvolgimento, comprendendo quindi anche i soggetti del procedimento di prevenzione (ragione per cui Roberti ha anche rivolto un appello ai Procuratori Distrettuali a "fare tutti uno sforzo per rendere il sistema più efficace ed efficiente”).

Durante la seconda giornata, il Primo Presidente ha concentrato l’attenzione sul cambio di prospettiva nella giustizia penale, non più incentrata solo sulla persona, ma prevalentemente sul patrimonio, e ha invitato i Presidenti dei Tribunali e i presidenti delle sezioni misure di prevenzioni ad adottare una applicazione uniforme del diritto. Ha, quindi, posto in risalto gli effetti positivi dell’uniformità di indirizzi interpretativi: una maggiore celerità delle decisioni e, soprattutto, la prevedibilità delle decisioni e, in ultima analisi, una effettiva eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

Il Cons. Ardituro, a sua volta, ha posto in risalto la necessità, per il Consiglio, di segnalare al Ministero le criticità emerse con riferimento ai sistemi informativi e agli applicativi ministeriali. Altro profilo di intervento necessario è l’aggiornamento dei moduli di rilevazione statistica, che attualmente non danno conto del complesso lavoro di gestione e di amministrazione dei beni svolto dai giudici. Il cons. Ardituro ha poi segnalato come più uffici abbiano indicato come utile soluzione organizzativa quella di consentire a giudici che si occupano della materia fallimentare di comporre i collegi che si occupano di misure di prevenzione, combinando coì le diverse specializzazioni necessarie alla risoluzione delle complesse questioni che si pongono in quest’ultimo settore.

La Vice Presidente della VI Commissione, cons. Balducci, ha sottolineato la virtuosa sinergia che si crea attraverso il confronto e il dialogo fra Consiglio e uffici, sinergia che può far emergere le criticità e, dunque, consentire l’intervento del Consiglio o del legislatore, ove necessario.

In proposito, il cons. Aprile, Presidente della Sesta Commissione, ha assicurato che il Consiglio si attiverà adottando le misure necessarie, secondo le proprie competenze. Uno dei possibili strumenti di intervento - annunciato dal cons. Aprile nel concludere i lavori - è una risoluzione che possa apportare il contributo di conoscenze ed elaborazione del CSM ai lavori parlamentari inerenti le proposte di modifica della disciplina delle misure di prevenzione.

La risoluzione – indirizzata al Ministro della Giustizia - avrà ad oggetto le questioni amministrative, quelle informatiche e quelle relative alle risorse, e si farà carico di fornire un contributo al processo di riforma normativa in atto. Infine, la risoluzione si porrà l’obiettivo di far emergere le migliori soluzioni organizzative e le buone prassi in materia.

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