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Lo stato del processo civile e penale telematico al centro degli incontri al CSM con RID e MAGRIF

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31 maggio 2017

Lo stato del processo civile e penale telematico al centro degli incontri al CSM con RID e MAGRIF
tavolo dei relatori

Durante gli incontri è stato fatto il punto sull’informatizzazione degli uffici giudiziari, con particolare riferimento al processo penale telematico e al processo civile telematico e relativi applicativi. Inoltre, uno spazio è stato dedicato all’analisi del contenuto della circolare sui RID (approvata il 26 ottobre 2016) e alla reingegnerizzazione delle procedure informatiche del CSM.

Oltre 200 magistrati si sono confrontati con i componenti dell’attuale Settima Commissione e con i precedenti Presidenti Francesco Cananzi e Antonello Ardituro, con la Struttura tecnica per l’organizzazione del Consiglio (STO) e con i responsabili della DGSIA del Ministero, analizzando le problematiche normative e organizzative. Obiettivo dell'incontro è stato da un lato fornire al Consiglio gli strumenti conoscitivi per portare il proprio contributo per individuare soluzioni organizzative ed elaborare buone prassi relative al processo civile telematico ed in vista del processo penale telematico. Dall’altro lato, il confronto fra i relatori (componenti della VII Commissione, responsabili della DGSIA, componenti della STO e alcuni RID) e i partecipanti al corso ha consentito di esaminare i diversi profili giuridici e pratici degli applicativi ministeriali, condividendo con i vari RID e MAGRIF il patrimonio informativo a disposizione degli uffici giudiziari.

Nei due incontri sono, quindi, stati approfonditi sia gli aspetti normativi – anche con riferimento all’elaborazione giurisprudenziale che si sta formando -, sia gli aspetti più strettamente tecnici, per fornire RID e MAGRIF di strumenti il più possibile efficaci per affrontare l’introduzione dei nuovi programmi e le eventuali criticità che dovessero presentarsi.

Nello specifico, quanto al settore penale, che si trova in una fase cruciale per la sorte dell’intero progetto di informatizzazione, le relazioni si sono concentrate, fra gli altri aspetti, sugli applicativi GIADA (per le assegnazioni dibattimentali), TIAP, sulle notifiche telematiche, sul portale delle notizie di reato e, infine, sulla consolle del magistrato.

Le relazioni relative alla sessione penale sono già disponibili nella sezione del sito dedicata a RID e MAGRIF (nella pagina Incontro 24 - 25 maggio 2017 - sessione penale). Quelle  della sessione civile lo saranno nei prossimi giorni.

A tal proposito, il presidente della Settima Commissione, cons. Claudio Galoppi, a conclusione dei lavori, premettendo che informatica e innovazione “rappresentano oggi, e lo saranno sempre di più in futuro, il fondamento per il buon funzionamento degli Uffici e per poter rispondere all’esigenza di giustizia dei cittadini”, ha sottolineato, in questa prospettiva, la centralità del ruolo di RID e MAGRIF per la diffusione del processo civile e penale telematico, anche in relazione al fondamentale lavoro di raccolta e catalogazione delle buone prassi degli uffici. Il cons. Galoppi ha altresì annunciato che il Consiglio si concentrerà anche sulla ricostituzione delle banche dati della giurisprudenza di merito e sulla materia delle esecuzioni civili (attraverso la costituzione di appositi gruppi di lavoro).

A sua volta il Cons. Francesco Cananzi, rilevando come sia “indispensabile una sempre maggior legittimazione dei referenti informatici nello svolgimento della propria attività negli Uffici, anche rispetto alla dirigenza e ai Capi di Corte”, ha affermato che il CSM “guiderà questo processo di sostegno concreto”, necessario affinché RID e MAGRIF possano consentire ai magistrati di svolgere la loro attività “grazie all’informatica” e “non loro malgrado” e “soprattutto, che il servizio giustizia non muti nel proprio Dna, quello di fornire un servizio ai cittadini”.

Infine, il Cons. Nicola Clivio, affrontando le tematiche connesse alla nuova circolare RID, ha ricordato che “la nuova circolare conferisce ai Referenti informatici una più ampia competenza in materia di innovazione, che ne valorizza il ruolo propositivo nella materia strategica delle buone prassi. Ha, poi, sottolineato la portata generale della regola che prevede per i referenti informatici l’obbligo di redigere un resoconto riepilogativo al termine del proprio incarico. Una piccola innovazione operativa – ha spiegato Clivio – che presuppone un significativo salto culturale in favore della continuità del servizio che costituisce un valore fondamentale sia nell’attività giurisdizionale che nella materia organizzativa”.

 

 

 

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