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Ricostituzione di una banca dati della giurisprudenza di merito

circolari e risoluzioni - VII commissione


19 luglio 2019
Ricostituzione di una banca dati della giurisprudenza di merito

Punto di partenza della delibera del 31 ottobre 2017 è la constatazione della rilevanza di una osmosi conoscitiva fra le statuizioni della Corte di legittimità e gli arretes dei giudici di merito, specialmente per i settori incisi da interventi legislativi innovativi, che rendono necessaria la circolarità delle informazioni rispetto ai percorsi interpretativi dei diversi organi giudiziari rispetto al novum. Il Consiglio ha quindi deciso di avviare un percorso finalizzato alla riapertura dell’archivio di merito nell’ambito di ItalgiureWeb.

A tal fine, la delibera – sulla base dell’elaborazione del gruppo di lavoro costituito presso il CSM – individua in primo luogo i criteri di selezione della giurisprudenza di merito da inserire nel database, sulla base delle suindicate linee di fondo:

  • decisioni aventi ad oggetto disposizioni (anche comunitarie) di nuova introduzione, o che costituiscano orientamenti innovativi della Suprema Corte o delle corti sovranazionali o, infine, applicazione di pronunce della Corte costituzionale
  • decisioni vertenti su materie non oggetto di sentenze della Cassazione (in tal caso, la selezione deve tenere in considerazione la presenza nell’archivio di provvedimenti dello stesso distretto, sulla medesima materia e di analogo tenore)
  • decisioni su questioni particolarmente rilevanti
  • decisioni di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia UE.

È prevista la cancellazione delle pronunce qualora intervengano sentenze di legittimità che ne recepiscano gli orientamenti oppure questi ultimi risultino superati e non più utili a fini di approfondimento.

L’inserimento non è limitato alla sola massima, ritenendosi preferibile rendere conoscibile il provvedimento in forma integrale, per garantire esigenze di uniformità e celerità nel caricamento.

Quanto alle tipologie di provvedimenti, la risoluzione individua sia per il settore civile sia per quello penale le pronunce acquisibili e stabilisce i criteri di classificazione, volti ad agevolare la ricerca. In proposito, vengono anche stabilite le regole per il trattamento informatico dei documenti, al fine di consentire ricerche su uno spettro quanto più ampio possibile di campi.

Inoltre, vengono dettate disposizioni relative alla tutela della privacy, prevedendo che in determinate materie (ad esempio qualora siano coinvolti minori) vengano oscurati i dati identificativi degli interessati e che, a maggior tutela, la consultazione dell’archivio sia inizialmente riservata solo ai magistrati.

Infine, al fine di realizzare gli indicati obiettivi, viene attivata una stabile collaborazione con la Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati del Ministero della giustizia e viene costituito un gruppo di lavoro “Banca dati di merito”, con il compito di procedere all’attuazione del progetto, curando tutte le fasi dell’implementazione della banca dati ed i rapporti con gli Uffici per l’Innovazione.

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Con la delibera del 9 maggio 2018 vengono individuati nel dettaglio i provvedimenti civili e penali acquisibili e vengono delineate le regole da osservare per garantire il trattamento dei dati contenuti nei provvedimenti rispetto della privacy (anonimizzazione dei provvedimenti e garanzie tecniche a tutela della riservatezza).

Infine, vengono stabilite le modalità di raccolta dei provvedimenti, attraverso apposite strutture distrettuali, i referenti distrettuali per gli archivi di merito (inquadrati nell’ambito dell’ufficio distrettuale dell’innovazione).

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Con la delibera del 12 settembre 2018 è stata apportata una correzione alle linee guida per la raccolta dei provvedimenti da inserire nell’archivio di merito approvate il 9 maggio 2018. Per effetto della modifica, viene precisato il campo di applicazione della disciplina in tema di oscuramento dei dati sensibili nei provvedimenti nel senso che tale disciplina riguarda esclusivamente l’ipotesi di eventuale futura apertura degli archivi a soggetti esterni diversi dai magistrati (come invece attualmente previsto).

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La delibera del 19 giugno 2019 fa il punto sullo stato dell’arte in ordine alla creazione di una banca dati di provvedimenti di merito da inserire in Italgiureweb. Facendo seguito ai precedenti provvedimenti del 2017 e del 2018, si ribadisce che il progetto mira a raccogliere e diffondere la giurisprudenza di merito, in modo da garantire agli operatori un archivio contenente i principali provvedimenti su disposizioni normative di nuova introduzione.

A tal fine, la delibera rimarca i criteri di selezione della giurisprudenza di merito da inserire nel database. Quanto alle tipologie di provvedimenti, la delibera individua sia per il settore civile sia per quello penale le pronunce acquisibili e stabilisce i criteri di classificazione.

Vengono poi dettate indicazioni tecniche in ordine all’inserimento in forma integrale delle pronunce, senza massimazione e alle strutture deputate alla raccolta dei provvedimenti a livello locale. In particolare, la delibera disciplina il procedimento di nomina e conferma nonché i compiti dei RAM (referenti degli archivi di merito), deputati alla raccolta, selezione e trasmissione delle pronunce; l’inserimento dei RAM negli uffici distrettuali dell’innovazione; la formazione dei RAM; i poteri di coordinamento dei Presidenti delle Corti di Appello.

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