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Linee-guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale

circolari e risoluzioni - VII commissione


11 luglio 2018
Linee-guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale

La delibera dell'11 luglio 2018 muove dalla necessità di garantire nella maniera più ampia possibile la trasparenza e la comprensibilità dell’attività degli uffici giudiziari (valori che discendono dal carattere democratico dell’ordinamento), al fine di incrementare la fiducia dell’opinione pubblica e nel contempo la stessa indipendenza della magistratura. A ciò va aggiunta la necessità, sottolineata anche dalle fonti normative sovranazionali, di garantire ai media corretto accesso alle notizie.

Per tali ragioni, il Consiglio ha elaborato delle linee guida per orientare i dirigenti degli uffici nella regolamentazione della comunicazione esterna, che si articola su due direttrici: l’informazione, che riguarda i rapporti con i media, e la comunicazione, che riguarda i rapporti con utenti e cittadini.

Quest’ultima deve essere orientata alla semplificazione e comprensibilità di fatti e documenti. A tal fine, attraverso URP presso gli uffici, siti web, bilanci sociali, etc., si sono consolidate buone prassi idonee a consentire accessibilità e fruibilità dei servizi.

Quanto, invece, al rapporto con i mezzi di comunicazione, si rende invece necessario un intervento consiliare più articolato, volto ad armonizzare le procedure dei diversi uffici giudiziari nella prospettiva dell’oggettività e della trasparenza.

Punto di partenza è la constatazione che la comunicazione degli uffici giudiziari deve essere obiettiva e, laddove riguardi la presentazione del contenuto di un’accusa, essa deve essere imparziale, equilibrata e misurata.

Vengono quindi date delle indicazioni di ordine generale, inerenti ai rapporti con i mezzi di informazione; alle modalità e all’oggetto della comunicazione; alla necessità del rispetto della privacy e della dignità dei soggetti coinvolti nell’attività giudiziaria e dei diritti processuali (quali giusto processo, diritto di difesa, presunzione di non colpevolezza). Vengono quindi individuate le procedure, i contenuti e le tecniche di comunicazione.

Quanto agli uffici requirenti, la delibera – ferme restando le prerogative del procuratore, anche in ordine all’individuazione delle modalità di comunicazione più efficaci - suggerisce la possibilità di nominare un responsabile per la comunicazione e di inserire nel progetto organizzativo previsioni inerenti alla delegabilità delle comunicazioni per determinati affari o settori, alla non delegabilità delle comunicazioni volte a correggere informazioni errate, ai canali informativi fra magistrati dell’ufficio e procuratore rispetto ai procedimenti di particolare rilevanza. Altre indicazioni riguardano: la non interferenza fra indagini e comunicazione esterna; le misure volte a tutelare dignità degli interessati, privacy e dati sensibili; il rispetto della presunzione di non colpevolezza; la necessità di instaurare rapporti paritari con tutti i mezzi di informazione, senza canali privilegiati; la necessità di evitare la personalizzazione delle informazioni o l’espressione di opinioni personali o giudizi di valore su persone o eventi; la comunicazione all’esterno dei documenti organizzativi.

Infine, si ribadisce la necessità di una costante formazione professionale che investa i temi della comunicazione e della connessa deontologia.

Quanto agli uffici giudicanti, viene prevista la delegabilità delle funzioni a un responsabile per la comunicazione. Dal punto di vista della procedura, l’iter viene attivato dal magistrato addetto allo spoglio o dal giudice titolare, che provvede a curare un abstract che illustri in maniera chiara e sintetica la decisione. Oggetto di comunicazione possono essere i procedimenti maggiormente rilevanti nonché gli atti organizzativi dell’ufficio.

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