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Linee guida in materia di esame preliminare delle impugnazioni e modalità stilistiche di redazione dei provvedimenti

circolari e risoluzioni - VII commissione


20 giugno 2018
Linee guida in materia di esame preliminare delle impugnazioni e modalità stilistiche di redazione dei provvedimenti

Con la delibera del 5 luglio 2017, il CSM ha dettato delle linee guida di carattere generale in materia di esame preliminare delle impugnazioni introduttive del giudizio di secondo grado, sia nel processo penale che nel processo civile.

L’esigenza di questa specifica disciplina nasce dall’esame dei dati statistici sulla durata dei processi in Italia, da cui emerge come la fase in cui si accumulano maggiori ritardi sia quella dell’impugnazione in appello che determina un effetto frenante sulla quantità dei procedimenti definiti e sui loro tempi di conclusione.

Da qui la volontà del CSM di elaborare delle direttive di carattere generale, partendo dalle esperienze positive maturate in alcune Corti d’Appello, sulle impugnazioni introduttive del giudizio di secondo grado, sia nel processo penale che civile, per diffondere in tutte gli Uffici i migliori strumenti organizzativi per una più celere ed efficace risposta di giustizia, nonché favorire buone prassi nella stesura degli atti, coniugando sinteticità e completezza.

La delibera definisce dunque importanti regole orientative, particolarmente incidenti sui modelli gestionali in uso presso i diversi uffici, trattandosi di profili che, avendo ricadute sulla concreta organizzazione degli uffici stessi, possono garantire una maggiore efficienza del sistema giustizia, nonché favorire buone prassi motivatorie che, coniugando sinteticità e completezza, siano espressive di ragionamenti giuridici eminentemente sviluppati per punti essenziali

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Con delibera in data 22 novembre 2017 il Consiglio superiore della magistratura ha invitato i dirigenti degli Uffici giudiziari di secondo grado a introdurre, con previsioni tabellari, strutture deputate all’esame preliminare delle impugnazioni secondo modelli flessibili rapportati alle singole realtà territoriali, a monitorare le diverse esperienze ai fini dell’eventuale enunciazione, in sede tabellare, di criteri direttivi e ad analizzare il peso qualitativo e quantitativo della domanda di giustizia nel vigente sistema delle impugnazioni, il funzionamento del giudizio d’appello e le ricadute delle sue criticità nell’ambito dell’organizzazione giudiziaria; delega al costituito tavolo tecnico, composto da Capi di Corte e da Avvocati componenti il Consiglio nazionale forense, la redazione della bozza di protocollo per la stesura degli atti del giudizio di appello, da sottoporre alla successiva approvazione consiliare e di tale organismo rappresentativo della classe forense; dispone l’avvio di un’interlocuzione con la Scuola superiore della magistratura per l’elaborazione di percorsi formativi sul tema della “motivazione”, con previsione di creazione, all’interno dei singoli distretti, di “laboratori sulla motivazione”.

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La delibera del 20 giugno 2018 individua, anche attraverso l’interlocuzione con il CNF, una serie di buone prassi finalizzate a perseguire i suindicati obiettivi.

Il primo settore di intervento è quello dell’esame preliminare delle cause in appello, attraverso il quale è possibile individuare con celerità il grado di complessità del giudizio, i procedimenti da trattare secondo i criteri di priorità predefiniti, le inammissibilità e i giudizi definibili con rito abbreviato ex art. 281 sexies c.p.c., programmare ruoli e udienze, individuare questioni particolarmente complesse o processi e questioni seriali da trattare in udienze monotematiche, nonché redigere schemi sintetici della vicenda processuale, da condividere con il collegio mediante consolle.

Quanto alla redazione degli atti difensivi, nel rispetto dei principi costituzionali, la delibera - per una razionale gestione del giudizio di appello - individua dei modelli di redazione degli atti difensivi volti a renderli più fruibili, basati su schemi volti a rendere individuabili con chiarezza e immediatezza parti, oggetto del giudizio, i singoli punti del ricorso o della decisone, conclusioni o dispositivo.

Anche gli schemi degli atti così individuati verranno messi a disposizione dei magistrati nella consolle.

Quanto agli atti difensivi, viene approvato un protocollo di intesa fra CSM e CNF per il perseguimento degli obiettivi e l’attuazione delle buone prassi indicati nella delibera.

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